Primavera, anche i selvatici si risvegliano.

Anche se in ritardo la primavera è arrivata, le specie selvatiche sono in fermento e presso il rifugio ENPA di via San Damiano a Monza sono già arrivati primi nidiacei da soccorrere.

Il 28 marzo 2018 ha inaugurato la stagione un merlotto (come quelli nell’immagine di repertorio a destra) trovato da un ragazzo in bocca al suo gatto, che ha fortunatamente provveduto immediatamente a portarcelo; ci è stato così possibile somministrargli subito un antibiotico di copertura per evitare che le ferite riportate, seppur lievi, si infettassero causandone la morte. In questo caso la “velocità di consegna” è stata fondamentale per la salvezza del piccolo merlotto, che è stato poi rifocillato in attesa di essere consegnato al CRAS del WWF di Vanzago (MI).

La primavera è per molti animali selvatici il momento della cova e del parto. Nuove generazioni di uccelli e mammiferi nascono e il ciclo vitale si perpetua. Molti di loro riusciranno a cavarsela senza problemi; per i più deboli o meno predisposti, la natura sarà implacabile come giusto che sia. Capiterà che, come ogni anno, alcuni di questi piccoletti avranno bisogno del nostro aiuto, come il piccolo merlo sopracitato.

Ma attenzione a non sbagliarsi e a non raccogliere uno dei tanti “finti orfani”. Molto spesso in questo modo compromettiamo la loro crescita inutilmente, raccogliendoli quando non era necessario, perché naturalmente l’allevamento artificiale non è paragonabile a quello materno.

Quando intervenire e quando no

– Specie quali merli o anche cornacchie (foto in alto) e storni, sono un classico in questo periodo dell’anno, perché, come anche altri volatili, nel corso dei decenni, si sono adattate a un’urbanizzazione sempre più prepotente, da un lato traendone anche qualche beneficio (cibo, temperature più alte della città in inverno rispetto alla campagna circostante, vecchi edifici dove nidificare per alcune specie, ecc), dall’altro subendone gli svantaggi (strade trafficate, gatti e cani domestici in circolazione, abbattimento di vecchi edifici, cantieri edili e soprattutto la presenza dell’uomo). I merli e le cornacchie, infatti, ormai costruiscono i nidi nei nostri giardini ed è inevitabile che i piccoli nidiacei vengano trovati dall’uomo o dai suoi animali da compagnia, è per questo che risultano due delle specie che trovano più spesso ospitalità in tutti i centri di recupero della fauna selvatica.

Comunque, per loro natura è normale che escano dal nido quando sono ancora incapaci di volare e alimentarsi autonomamente, ma ciò non vuol dire che siano in difficoltà! I genitori, anzi, li seguono a distanza e li nutrono regolarmente finché non crescono abbastanza da volare via con loro; quindi se sospettate che il piccolo possa essere abbandonato, osservatelo da una certa distanza per almeno un paio di ore, se in questo lasso di tempo nessun adulto si presenta per nutrirlo, allora è il caso di soccorrerlo.

– Nel caso dei rondoni invece è assolutamente necessario raccogliere sia adulti (foto a sinistra) che nidiacei (foto a destra) perché una volta caduti a terra, le loro zampine non gli permettono di spiccare nuovamente il volo e andrebbero incontro a morte certa.

Se sospettiamo che sia un adulto che sta bene , magari caduto a terra per errore, possiamo provare a tenerlo qualche secondo sul palmo della mano aperta per vedere se voli via. Raccomandiamo in nessun caso di lanciare l’uccello nell’aria per vedere se è capace di volare: così si rischia solo di provocare più danni.

– I ricci sono animali notturni, quindi, come tutti i notturni – alcuni rapaci, pipistrelli (foto in fondo) … – vanno sicuramente raccolti se trovati a vagare con la luce del sole perché vuol dire che saranno in uno stato di denutrizione tale che li spinge a cercare cibo anche di giorno, sia adulti che cuccioli.

Vanno raccolti anche ricci malati, con molte zecche evidenti o ferite. Ma anche solo se nelle vicinanze di tombini aperti, piscine, strade troppo trafficate, reti metalliche o cantieri di lavoro: in questo caso bisogna allontanarli dalla fonte di pericolo, ma non troppo per disorientarli. (Foto sotto, un riccio debilitato soccorso qualche anno fa da ENPA.)

Al contrario invece, non vanno disturbati se incontrati di sera/notte in zone tranquille.

ATTENZIONE: se raccogliete un adulto sano perché magari in mezzo alla strada, non spostatelo di troppo perché potrebbe essere una femmina e se non riuscisse più a tornare alla tana, i cuccioli lasciati soli farebbero una brutta fine.

– I cuccioli di lepri e minilepri (foto sotto a sinistra), dato che non nascono in tane come invece i conigli selvatici, ma tra la vegetazione, spesso vengono raccolti superficialmente senza essersi assicurati che siano orfani, perché la mamma li lascia in un posto considerato da lei sicuro e li va a trovare ogni tanto per allattarli. Anche in questo caso è bene aspettare qualche ora prima di raccogliere il piccolo e assicurarsi che sia davvero orfano.

Importantissimo è NON toccare cuccioli di mammiferi, per non attaccargli il nostro odore di uomo, perché il loro olfatto sensibile porterebbe all’abbandono da parte della madre che non li riconoscerebbe più come figli. Questo non vale per gli uccelli, ma è comunque sconsigliato toccarli e disturbarli inutilmente se non c’è reale bisogno di salvataggio.

Un altro consiglio importante che sentiamo di darvi, soprattutto alla luce delle numerose aggressioni avvenute ad animali selvatici da parte di cani nei giardini della Villa Reale, è di tenere sempre al guinzaglio i vostri quattrozampe se non in apposite aree per lo sguinzagliamento, perché è facile che in questo periodo dell’anno si imbattano in cuccioli di minilepre, lepre, riccio, scoiattolo (a destra, lo scoiattolo rosso azzannato da un cane ai primi di marzo e ancora in terapia) …

Per evitare sbagli, prima di raccogliere un selvatico, è sempre meglio chiedere consiglio al C.R.A.S. di Vanzago allo 02-9354 9076 (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 18.00).

Ecco come soccorrerli

Naturalmente tutte le situazioni sopraelencate non devono essere prese in considerazione per nessuna specie o razza, in caso di ritrovamento di un selvatico che sia implume a terra incapace di movimento, ferito, malato o in una situazione di pericolo (strada trafficata, presenza di gatti o cani nella zona, bambini dispettosi o pericoli artificiali). In questo caso potete raccogliere subito l’animale, riporlo in una scatola con fori per l’aria e imbottita con della carta, non in gabbiette perché rischiano di rovinarsi il piumaggio o peggio ancora rompersi un’ala, oltre che stressarsi inutilmente.

Non somministrare assolutamente all’animale nessun tipo di alimento o liquido (ad esempio il famoso pane e latte che spesso le persone danno ai piccoli ritrovati, potrebbero causare la morte degli stessi), e portarlo immediatamente in strutture idonee – vedi indirizzi e numeri sotto.

I nidiacei sono animaletti molto delicati ed è importante soccorrerli nel modo giusto e portarli immediatamente a strutture attrezzate ed idonee (a sinistra, nidiacei di piccione).

Purtroppo però sono ancora troppe le persone che dopo aver fatto l’opera buona di salvare un selvatico, per mancanza di tempo o voglia, se lo portano a casa per diverse ore o addirittura giorni, prima di consegnarlo a chi di dovere, causando la morte inevitabile dello stesso per carenza di cure e cibo adatti, o compromettendo per sempre la sua re immissione in natura.

Altri ancora purtroppo, non ci pensano minimamente a portare l’animale ritrovato in una struttura idonea e lo crescono in casa costringendolo a vivere una vita inadeguata e contro natura, tenendo conto solo del loro stupido egoismo e non della salute, felicità e natura dell’animale che loro considerano ormai “domestico”, convinti che si affezioni a loro.

Ricordiamo a tutte queste persone che oltre a essere immorale, la detenzione di fauna selvatica protetta e la loro cattura (se pur fatta in buona fede), è vietata e sanzionata dalla legge. Gli animali selvatici nascono liberi ed è giusto che vivano liberi.

Fondamentale è la velocità di “consegna”!

Bisogna sempre ricordarsi che, per esempio nel caso dei piccoli nidiacei, la mamma gli porta da magiare ogni 30 minuti, 1, 2, 3 ore (a seconda dei giorni di età). E cosi dobbiamo fare tempestivamente anche noi coi nostri futuri ospiti, per evitare che vadano in ipoglicemia, ipotermia e che muoiano di stenti nel giro di poche ore. Spesso quando si trova un piccolo caduto dal nido, passano già delle ore prima che qualcuno lo soccorra, se aggiungiamo altre ore prima di portarlo in un centro in cui possano aiutarlo, purtroppo il piccolo andrà verso morte certa. (Foto a sinistra, nidiaceo di passero.)

Un uccello salvato dalle grinfie di un gatto, invece, necessita un’immediata copertura antibiotica, altrimenti potrebbe morire di infezione nel giro di 24/48 ore.

Anche un’ala o una zampa fratturata ha bisogno di essere steccarla immediatamente altrimenti rischia di risaldarsi nella posizione sbagliata, non permettendo più in alcuni casi la capacità dello stesso al volo o a procurarsi autonomamente da mangiare, quindi l’impossibilità a essere liberati nuovamente in natura.

Come noi umani, prima un animale malato riceve le giuste cure, maggiori sono le possibilità di guarigione.

Indirizzi utili

– Parco Canile-Gattle di Monza (via San Damiano 21, Monza): 039-835623 (Anche se il canile è aperto al pubblico dalle 14.30 alle 17.30, mercoledì escluso, in caso del ritrovamento di selvatici a terra, feriti, malati, nidiacei, debilitati o semplicemente in difficoltà per il troppo freddo o troppo caldo, è a disposizione 365 giorni all’anno, in quanto durante la giornata sono sempre presenti operatori e volontari che puliscono, curano e sfamano i nostri animali, festività comprese. )
– Pagina Facebook ENPA Monza e Brianza per consigli e informazioni. https://www.facebook.com/enpa.monzaebrianza/

– Sede Operativa ENPA Monza e Brianza (via Lecco 164, Monza): 039-388304 (dalle 14.30 alle 17.30, giovedì sera dalle 21.00 in poi).

– Polizia Provinciale di Monza e Brianza (Via Donegani 4, Cesano Maderno) / tel. 0362-641725 / per emergenze335-6113075.

– Polizia Provinciale di Milano (via Principe Eugenio 53, Milano) / tel. 02-77405808 tutti i giorni H24.

– Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) di Monza c/o Ufficio Ambiente (Via Procaccini 15, Monza): tel. 039-2043444 su appuntamento. Solo per urgenze e dalle 10.00 alle 16.00 cell. 334-6311275 Coordinatore GEV; cell. 337-1249251 vice coordinatore GEV / mail gev@comune.monza.it

– ENPA di Milano (via Pietro Gassendi 11, Milano) – tel. 02-97064220 (tutti i giorni, domenica e festivi compresi, dalle 9.00 alle 24.00) / mail info@enpamilano.org Per info utili sui selvatici https://www.enpamilano.org/consigli/cosa-fare-in-caso-di/soccorso-selvatici-in-difficolta/

– LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) Milano (sede nazionale) Via Andrea Solari 40 – 20144 Milano cell. 3339206116 – tel. 02-47711806  / mail info@abolizionecaccia.it Per info utili sui selvatici, http://www.abolizionecaccia.it/lac-in-action/sos-fauna-selvatica/ .

– CRFS Centro Recupero Fauna Selvatica “La Fagiana” della LIPU, Via Valle – 20013 Pontevecchio di Magenta (MI) cell: 338-3148603 Accettazione animali tutti i giorni dalle 10:00 alle 16:30, chiusura definitiva cancelli ore 17:00 / mail crfs.lafagiana@lipu.it / Sito: www.lipu.it/centro-recupero-la-fagiana

– CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) del WWF, in via Delle Tre Campane 21 a Vanzago (MI) – Tel 02-93549076 / http://www.boscowwfdivanzago.it/cras.htm . Il CRAS è aperto tutti i giorni dell’anno nei seguenti orari: 1 novembre – 31 marzo: 10.00/17.00, 1 aprile – 30 ottobre: 9.00/18.00.

Per contattare il Gruppo Selvatici dell’ENPA di Monza e Brianza:

Per informazioni o consigli generici sui selvatici (NON per emergenze), o se siete interessati a collaborare con i volontari del gruppo selvatici dell’ENPA monzese, scriveteci a selvatici@enpamonza.it