Non è certamente una novità: dopo cani e gatti i conigli domestici hanno il non invidiabile primato di animali più abbandonati. Acquistati per pochi euro, spesso in garden o in fiere pseudoagricole, per accontentare il desiderio di un bambino o di un adulto che pensa di riportarsi a casa il suo coniglietto d’infanzia, questi animali si rivelano sin da subito impegnativi nella gestione come qualunque altro essere vivente.
Sono molti gli errori che vengono fatti nei loro confronti, come ad esempio tenerli chiusi in piccole gabbie, senza possibilità di esplorare la casa o il giardino e manifestare i propri bisogni etologici, alimentarli con mangimi di scarsa qualità, economici, al fine di spender poco, non portarli da un veterinario specializzato in lagomorfi, per sottoporli a vaccinazioni e controlli di routine.
Ed infine, farsi sorprendere senza una valida soluzione per la loro gestione nei periodi di vacanza.
L’estate, stagione degli abbandoni
La soluzione più semplice per molti proprietari, purtroppo, è quella dell’abbandono, che si manifesta in due alternative: o il rilascio in natura (condannando così a morte un animale totalmente inadatto alla vita selvatica) oppure, abbandonandolo nella sua gabbietta in luoghi molto frequentati (piazzali di Chiese, supermercati, parcheggi di ospedali), sperando nella carità del prossimo.
Ultimamente sono anche aumentate le richieste alle Associazioni di settore (ovviamente anche all’ENPA di Monza e Brianza) per il ritiro di questi animali. Ciò avviene naturalmente con maggior frequenza nel periodo estivo, quando le strutture di ricovero hanno gravissime carenze di spazio.
In questi giorni ci sono capitate due storie che vi vogliamo raccontare, perché hanno come protagonisti proprio due conigli. Sono due storie a lieto fine, ma quante altre si concludono tragicamente?
Un ariete tra i cespugli
Lo hanno trovato due ragazzi in un campo incolto lungo le sponde del Canale Villoresi.
Terrorizzato ed incapace di muoversi, alla mercé di qualunque predatore si fosse avvicinato.
Un bellissimo esemplare di coniglio ariete maschio ma molto trascurato, addirittura con la parte posteriore affetta da una grave dermatosi determinata dalla scarsa igiene in cui era stato tenuto per molto tempo. Sicuramente questo animale ha vissuto a lungo chiuso in una gabbietta con l’impossibilità di muoversi.


Ora si trova ricoverato presso il reparto lagomorfi dell’ENPA di Monza. È stato subito sottoposto a visite veterinarie, ripulito e soprattutto alimentato correttamente. Il tempo di riprendersi e verrà messo in adozione per trovargli una famiglia che lo possa accudire correttamente e con amore per il resto della sua vita.
ENPA rivolge un grazie di cuore ai due giovani ragazzi che hanno soccorso il coniglietto e si sono affrettati a portarlo presso il nostro rifugio.


Renatino il coniglio va in banca
Questa storia inizia con una richiesta di soccorso che arriva al centralino dell’ENPA: in centro a Monza, sotto una macchina parcheggiata davanti a una banca, si è rifugiato un coniglio domestico.
Immediatamente i due operatori Federica e Sergio si recano sul posto: in effetti sotto un’automobile, immobile, c’è un coniglio dalla folta pelliccia rossiccia con orecchie pelose. L’animale non fugge ma, attirato dal richiamo di Federica, le zampetta incontro e si fa tranquillamente prendere.

Il coniglio, portato al rifugio di Monza, si rivela essere un esemplare di coniglio d’Angora molto domestico e si teme vittima di un abbandono estivo. Ma per fortuna la realtà non è questa.


Il giorno seguente ENPA viene contattata dai proprietari del coniglio, increduli di quanto accaduto. L’animale, che si chiama Renatino, è infatti custodito, amato e coccolato presso la loro abitazione in Brianza. Ha accesso al giardino dove viene parcheggiata anche l’auto dei proprietari, la stessa auto che serve per raggiungere il luogo di lavoro a Monza, incredibilmente proprio la banca davanti alla quale l’animaletto è stato trovato il giorno prima.
Rimarrà un mistero dove il coniglio si sia nascosto nel tragitto tra la casa in Brianza ed il centro di Monza, senza subire danni e lasciando l’automobile nel luogo dove si è fermata. Inutile dirvi che i proprietari (che nel frattempo avevano lanciato un appello attraverso i social) ed il coniglietto viaggiatore si sono felicemente riuniti presso il Parco Canile di Monza.
Ogni tanto una storia a lieto fine come questa ci fa guardare al futuro con maggior ottimismo.

Pubblicato l’1 Agosto 2026


