“È inaccettabile assistere allo sfruttamento di animali in ogni contesto ma ancor di più nei social, come nel caso recente di un’influencer che, per puro esibizionismo e alla ricerca di followers, ha “acquistato” in Egitto una scimmietta, ignorando le leggi e le implicazioni, anche etiche, di tali azioni” – dichiara Giusy D’Angelo, presidente dell’Ente Nazionale Protezione Animali..
“Il cucciolo, tuttora in Egitto e sottratto alle cure materne a fini di lucro, è probabilmente stato acquistato: viene nutrito con cibo inadeguato e lo si vede anche un pannolino, costretto a subire una umanizzazione per una visione distorta e malsana della realtà, ad uso e consumo di follower. Una forma molto grave di maltrattamento” dichiara ancora la D’Angelo.


Un animale selvatico non è un giocattolo
La cattura e la detenzione di animali selvatici sono soggette a normative molto rigorose in numerosi Paesi. Anche in Egitto esistono restrizioni relative alla detenzione di specie come il Chlorocebus sabaeus.
Al di là degli aspetti normativi, ciò che preoccupa maggiormente è il benessere dell’animale. Un cucciolo separato prematuramente dalla madre perde non solo una figura fondamentale per la propria sopravvivenza, ma anche tutte quelle interazioni sociali necessarie per un corretto sviluppo fisico e comportamentale.
Chi ha visibilità ha anche una responsabilità
L’ENPA invita le agenzie di stampa e i media a diffondere messaggi di responsabilità e rispetto nei confronti degli animali, sottolineando l’importanza di un approccio etico e scientifico nella loro tutela.
“È essenziale educare il pubblico sulla biodiversità e sulla necessità di proteggere tutti gli animali ma in particolar modo le specie minacciate, affinché si costruisca una cultura di consapevolezza e rispetto. La tutela degli animali non è solo una questione legale, ma un imperativo etico che deve guidare le nostre azioni e decisioni. Ogni individuo, specialmente quelli con una visibilità pubblica, ha la responsabilità di dare l’esempio e contribuire a un mondo migliore per tutte le creature.”
ENPA si è già attivata con i propri legali per verificare la situazione e valutare ogni iniziativa necessaria.
Un’indignazione che deve farci riflettere
Il caso della scimmietta suscita, giustamente, indignazione: vedere un animale selvatico sottratto alla madre e trasformato in un oggetto da esibire dovrebbe farci riflettere sul rapporto che abbiamo costruito con gli altri esseri viventi.
Ma questa indignazione dovrebbe anche spingerci a guardare oltre il singolo episodio.
Ogni giorno, migliaia di animali vengono allevati, sfruttati e uccisi per il consumo di carne e derivati, spesso in condizioni che pongono interrogativi profondi sul loro benessere e sul modo in cui consideriamo gli animali.
Il rispetto per gli animali non può quindi essere selettivo: non dovrebbe indignarci soltanto quando la sofferenza è visibile sui social. La tutela degli animali passa anche dalla consapevolezza delle conseguenze delle nostre scelte quotidiane e dalla volontà di interrogarci sul valore che attribuiamo alla vita animale.
Pubblicato l’11 Agosto 2026


