Un leone vandalizzato sul più famoso Ponte di Monza

Il Ponte dei Leoni situato sul Lambro, uno dei simboli di Monza, sorge in corrispondenza del più antico Ponte d’Arena di epoca romana, di cui è possibile vedere nei pressi una delle arcate. Il ponte, una struttura in pietra a tre arcate, venne costruito nel 1842 in occasione dell’apertura della via Ferdinandea, ora via Vittorio Emanuele II.

Fu l’Impero austriaco, in coincidenza con l’incoronazione di Ferdinando I d’Austria a re del Regno Lombardo-Veneto, a volere la strada e il ponte, con quei quattro leoni in marmo di Carrara a rappresentare la forza e l’egemonia dell’Impero austriaco. 

Il leone prima e dopo l’atto vandalico

Una ferita nel cuore dei monzesi

Ci vediamo al Ponte dei Leoni. Quanti di noi, monzesi “doc” o di adozione, hanno indicato questo storico ponte come luogo di ritrovo per un incontro? Quanto questo iconico ponte che scavalca il Lambro è nel cuore di tutta cittadinanza? Tantissimo, a vedere le numerosissime reazioni sui social, dopo l’atto vandalico della notte del 31 dicembre, in cui quattro ragazzi, tutti minorenni, hanno pensato bene di festeggiare mettendo un petardo nella bocca di uno dei leoni che si è disintegrata per lo scoppio. 

Tralasciando la loro ingenuità nel postare l’insano gesto sui loro social, cosa che ha portato al loro riconoscimento, e augurandoci che paghino le giuste conseguenze (sono accusati di danneggiamento di beni culturali e accensioni ed esplosioni pericolose), resta da capire cosa passa nella testa degli adolescenti di oggi e quale sia l’educazione impartita dai loro genitori sul rispetto delle persone, degli animali e della cosa pubblica.

Il Ponte dei Leoni: a sinistra, con vista Lambro; a destra, con sullo sfondo l’Arengario

Quando le vittime sono animali in carne e ossa…

Quei quattro ragazzi hanno sfregiato uno dei simboli della città ma per ENPA l’indignazione va aldilà di quel leone di pietra, simbolo del coraggio e della fierezza animale. Perché c’è chi i petardi li usa contro gli animali veri. È solo di qualche giorno fa la notizia, ma non è la prima e non sarà purtroppo l’ultima, di un povero gatto che sarebbe stato ucciso con dei petardi da un gruppo di quattro o cinque ragazzini di Firenze. C’è anche chi i petardi li butta addosso ai cani mentre vanno a spasso con i loro padroni, divertendosi a filmare la reazione, segno che la violenza nei confronti di inermi animali ha ormai, da tempo, oltrepassato il limite. 

Per ENPA di Monza e Brianza l’educazione al rispetto di qualsiasi forma vivente dovrebbe partire dalle famiglie e proseguire nelle scuole. Imparare ad amare gli animali dovrebbe essere naturale come imparare a scrivere e a leggere. Perché, come disse Charles Darwin, «la compassione e l’empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono».

I lavori in corso per il restauro del leone danneggiato

Pubblicato il 22 gennaio 2026