Il bilancio si aggrava e assume contorni sempre più drammatici: dopo i 10 lupi trovati morti nei giorni scorsi tra Alfedena e Pescasseroli, sono stati segnalati ritrovamenti di altri otto 8 lupi senza vita tra Pescasseroli, Bisegna e Barrea, in provincia dell’Aquila, insieme a tre volpi e una poiana.
Un’intera porzione di territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise appare colpita da episodi ripetuti e diffusi, con più “focolai” che fanno temere un’azione sistematica e prolungata. In alcuni casi non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati, ma la presenza contemporanea di più specie morte negli stessi contesti rafforza in modo gravissimo il sospetto di avvelenamento.
«Ci troviamo di fronte a un quadro sconvolgente per dimensioni e modalità. Non è più possibile parlare di episodi isolati: siamo davanti a una vera e propria escalation criminale contro la fauna selvatica», dichiara ENPA.

Una situazione ormai fuori controllo
Le attività di monitoraggio e ricerca, condotte con il supporto dei cani antiveleno e in raccordo con la Procura di Sulmona, proseguono senza sosta per accertare le cause delle morti e individuare i responsabili. Ma il dato che emerge già oggi è inequivocabile: la situazione è fuori controllo.
Questa strage si consuma in uno dei territori simbolo della tutela della biodiversità in Italia ed Europa. È un fatto gravissimo che chiama in causa responsabilità precise e non più rinviabili.
ENPA ribadisce con forza quanto già denunciato nei giorni scorsi: il declassamento del lupo rappresenta un segnale pericoloso che rischia di legittimare, anche sul piano culturale, atti illegali e violenti.
«Chiediamo a ISPRA di stralciare immediatamente il piano che fissa a 160 i lupi dichiarati abbattibili in Italia ogni anno: numeri ormai privi di senso di fronte a una strage in corso. Non si può continuare a pianificare abbattimenti mentre il territorio restituisce carcasse. Qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo. Di fronte a una sequenza così grave di uccisioni, servono risposte immediate e concrete: rafforzamento dei controlli, indagini rapide ed efficaci, sanzioni davvero deterrenti».
Una giornata della Terra all’insegna di una strage
Il 22 aprile è stata la Giornata della Terra, dedicata quest’anno al tema “Our Power, Our Planet”, e questa notizia assume un significato ancora più amaro.
Mentre si richiama giustamente il senso di responsabilità collettiva verso il Pianeta, siamo costretti a registrare una strage di animali selvatici proprio in un’area che dovrebbe rappresentare un presidio di tutela e convivenza. È una contraddizione che non può lasciarci indifferenti.
ENPA rinnova infine l’appello al Governo e alle istituzioni: «Fermate questa escalation. Rafforzate la tutela del lupo e della fauna selvatica, invece di indebolirla. Non possiamo continuare ad aggiornare un bollettino di morte che offende la natura, la legge e il senso civile del Paese».

Lupi nel mirino anche in Trentino
Torna l’ombra del bracconaggio in Trentino, dove nel giro di pochi giorni sono stati rinvenuti due lupi morti in circostanze ancora da chiarire. Episodi distinti, ma ravvicinati nel tempo e nello spazio, che alimentano sospetti e preoccupazioni. A lanciare l’allarme è l’ENPA di Rovereto, che chiede accertamenti rapidi e approfonditi.
Il primo caso si è verificato a metà aprile a San Martino di Castrozza. Accanto al corpo dell’animale è stato trovato un boccone sospetto e i segni di rigurgito farebbero pensare a un possibile avvelenamento. Pochi giorni dopo, un secondo lupo è stato rinvenuto senza vita a Vigo Lomaso, a breve distanza da un episodio avvenuto a Comano Terme, dove un gruppo di pecore era stato attaccato da un branco già noto nella zona. In quel caso, secondo quanto emerso, il recinto elettrificato non era funzionante.
Le cause della morte dei due animali non sono ancora state accertate ufficialmente, ma il sospetto di episodi di bracconaggio si fa sempre più concreto e a preoccupare è anche il clima che si respira online, dove sempre più spesso compaiono messaggi violenti contro i grandi carnivori, con inviti espliciti alla loro eliminazione.
Fauna selvatica mai così a rischio
In un contesto ambientale già fortemente alterato dall’intervento umano, la tutela della fauna selvatica resta una questione centrale, anche perché, come ricordano gli animalisti, gli animali selvatici rappresentano oggi una quota minima rispetto a quelli allevati dall’uomo. Un equilibrio fragile che episodi come questi rischiano di compromettere ulteriormente.
Pubblicato il 4 maggio 2026


