Il Disegno di Legge n. 1552 è stato approvato dal Senato il 23 giugno 2026, con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astenuti. Dopo il voto, il testo è stato trasmesso alla Camera dei Deputati per il proseguimento dell’iter parlamentare
Un risveglio dell’opinione pubblica
Se negli ultimi anni il tema della caccia sembrava aver perso centralità nel dibattito pubblico, oggi il mondo venatorio ha finito per riportarlo al centro dell’attenzione. La proposta di legge n. 1552 sulla caccia ha infatti provocato una forte reazione da parte dei cittadini, che in larga maggioranza si dichiarano contrari a un ulteriore ampliamento dell’attività venatoria.
L’ambizione di modificare profondamente la legge quadro 157/92, aprendo la strada a una caccia sempre meno regolamentata, ha avuto un effetto opposto a quello auspicato dai promotori del provvedimento: ha acceso il dibattito e mobilitato le coscienze.


Un divario sempre più profondo
Da tempo ENPA segnala il crescente distacco tra le posizioni delle associazioni venatorie e quelle dell’opinione pubblica italiana. Dopo il voto del Senato, questo divario appare ancora più evidente.
La sensazione è che sia stata sottovalutata la percezione reale dei cittadini rispetto alla caccia e al rapporto con gli animali selvatici, in un Paese dove la sensibilità verso la tutela animale è in costante crescita.
I numeri che non possono essere ignorati
A confermarlo sono anche i sondaggi commissionati dalla Fondazione Capellino a Ipsos e all’Istituto Piepoli nell’ottobre 2025. Secondo queste rilevazioni:
- l’85% degli italiani considera la caccia un problema di sicurezza;
- il 78% la ritiene eticamente inaccettabile;
- il 94% si dichiara favorevole ad abolirla, limitarla oppure mantenere l’attuale normativa senza ulteriori concessioni al mondo venatorio.
Dati che raccontano una realtà molto diversa da quella rappresentata dai sostenitori del DDL 1552.


Le criticità del disegno di legge
Particolarmente preoccupanti appaiono alcune disposizioni contenute nel provvedimento, come quelle relative ai richiami vivi (foto sopra a sinistra). La possibilità di detenere senza limiti gli esemplari provenienti da allevamento viene percepita come una misura in contrasto con il benessere animale e con i principi sanciti dall’articolo 544-ter del Codice Penale, che punisce il maltrattamento degli animali.
ENPA esprime inoltre rammarico per il fatto che una parte della politica sembri ignorare quanto anche il proprio elettorato sia distante da posizioni che prevedono ulteriori concessioni alla pratica venatoria.


Gli animali sono una priorità per i cittadini
Pensare che il tema possa essere dimenticato dall’opinione pubblica nei prossimi anni appare poco realistico. La tutela degli animali rappresenta infatti una delle questioni più sentite dai cittadini italiani.
Attenzione, rispetto e amore per gli animali sono valori sempre più diffusi nella società e difficilmente conciliabili con una visione che considera la fauna selvatica principalmente come oggetto di attività venatoria.
L’impegno di ENPA continua
Nonostante l’approvazione del provvedimento in Senato, ENPA proseguirà con ancora maggiore determinazione il proprio impegno a difesa degli animali e dell’ambiente.
La nostra azione si ispira ai principi della Costituzione italiana che, all’articolo 9, riconosce tra i valori fondamentali della Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. Principi che riteniamo imprescindibili e che continueremo a difendere in ogni sede.
Pubblicato il 27 giugno 2026


