Gatto smarrito? Mai perdere la speranza!

Nonostante le decine e decine di segnalazioni di gatti smarriti e trovati che arrivano ogni anno, non sono molti quelli che riescono a ritrovare la propria famiglia.
Vi raccontiamo in breve le vicende di due mici arrivati al gattile di Monza. Ognuno ha una storia particolare ed entrambi hanno avuto il miglior lieto fine che si possa sperare.
Gina/Molly
Gina” (questo il nome che le abbiamo dato al gattile) è una graziosa ma comune micia tigrata (foto sopra e qui a destra). Si è preNS-gina-molly-0002sentata affamatissima il 25 settembre in una colonia felina nella zona sud-ovest di Monza al confine con Cinisello Balsamo (MI). Appena la tutrice della colonia ha messo giù le ciotole, si è fiondata sul cibo ringhiando agli altri gatti fin quando non si è saziata: chissà da quanto tempo non mangiava. Molto affettuosa, era chiaramente abituata a vivere accanto all’uomo.
In gattile le buone condizioni generali della micia e il fatto che fosse già sterilizzata hanno confermato l’ipotesi e sono partiti gli appelli sul sito e su Facebook.
Il nostro servizio di gatti persi e trovati è gestito dalla volontaria Nancy, con un apposito indirizzo mail persi.trovati@enpamonza.it e la rubrica SOS appelli sul nostro sito in collaborazione con le responsabili del gattile e le volontarie che amministrano la pagina FB Facebook ENPA MB. Nancy confronta la foto di Gina con quella di una vecchia segnalazione di smarrimento di una gatta di nome Molly, di cinque anni, persa il 26 giugno a Muggiò (MB) in zona Taccona – ben tre mesi prima e a tre km di distanza. Può essere la stessa gatta? Sembra proprio di sì!
Dopo tanti falsi allarmi, i proprietari di Molly sono ormai quasi rassegnati ad aver perso per sempre la loro micia. Ma quando arrivano in gattile per vedere di persona Gina, alla sorpresa segue subito la gioia: la nostra Gina è proprio la loro Molly! Non sapremo mai come abbia passato ben tre mesi lontano da casa né come abbia fatto a perdersi (non si era mai allontanata prima); la cosa importante è che ora Gina, pardon Molly, sia tornata nella sua casa.
Oliver/Astoux
Il secondo caso riguarda un gattone dal pelo lungo bianco e rosso, trovato il 27 settembre a Imbersago (Lecco) in un boschetto vicino al fiume Adda, in visibile cattivo stato di salute. Viene portato da un veterinario che esegue alcuni esami e, tramite la sede ENPA di Merate (LC), viene ritirato l’8 ottobre nel gattile NS-oliver-astoux-0003di Monza dove viene battezzato “Oliver“. Anche nel suo caso, essendo sterilizzato, sospettiamo che sia un micio di proprietà malato, ma non abbandonato né tanto meno trascurato.
Pubblichiamo l’appello con le foto del micio anche sulla pagina FB dell’ENPA di Merate. Vedendo questo post alcuni amici comunicano la buona notizia del ritrovamento ai suoi proprietari, che si precipitano a Monza per riabbracciarlo.
Spiegano che il micio – vero nome Astoux di anni 10 – è affetto da un’infiammazione intestinale cronica. È un gatto dallo spirito libero che non ne vuole sapere di restare in casa, come è giusto che sia, ma questo comporta il rischio di trovare in giro alimenti che gli possano far male. Proprio per questo, la padrona aveva affisso dei bei cartelli plastificati nel piccolo paese spiegando la situazione del gatto e pregando le persone di non dargli da mangiare. Ma il Comune ha costretto la signora a toglierli. Come se non bastasse, il gatto portava un collare e medaglietta con i recapiti dei proprietari ma qualcuno gliel’ha tolto o l’ha perso.
Proteggi il tuo gatto con il collarino e il microchip!
ENPA raccomanda ai proprietari di gatti che escono abitualmente di casa di dotare il proprio micio di un collare e medaglietta con i propri reNS collare cookie_0474capiti. Consigliamo il tipo con chiusura di sicurezza come quello nella foto, in modo che, se il gatto rimane impigliato, il collare si apre automaticamente nel momento in cui inizia a strattonare per liberarsi. Purtroppo non sono rari casi documentati di gatti che rimangono strozzati o con il collo profondamente lacerato per colpa di un collare che non si è aperto nel momento del bisogno.

Con il collare di tipo estensibile (con inserto elastico) rimane un pur minimo rischio che allargandosi possa finire all’interno del collare anche una zampa anteriore.
E’ opportuno inoltre far microchippare il gatto presso il vostro veterinario di fiducia, una pratica sempre più diffusa. Come per i cani, i dati vanno registrati presso l’Anagrafe degli Animali d’Affezione ed eventualmente anche presso l’Anagrafe Felina, e devono essere aggiornati con ogni cambio di residenza e in caso di un eventuale passaggio di proprietà dell’animale.

Per info sul collare, scarica dal sito la nostra scheda informativa nella sezione info adozione consapevole.
Per info sul microchip e l’anagrafe, consultare le informazioni sul sito del Ministero della Salute: anagrafe animali
Prelevare o no un gatto libero?
Ricordiamo, infine, che in caso di ritrovamento di un gatto, prima di pensare di prelevarlo occorre accertarsi innanzitutto che sia effettivamente in difficoltà o ferito. Molti gatti di proprietà, anche alcuni più anziani o con qualcheNS-gatto a spasso_8982 disturbo, hanno la fortuna di poter uscire di casa ed esplorare il mondo esterno. Poiché i gatti amano girovagare anche fuori dal giardino di casa (il concetto felino di territorio non coincide del tutto con quello umano!), alcune persone in perfetta buona fede, trovando un gatto che gira per il quartiere, credono che sia smarrito o abbandonato. A volte è così, ma molte altre volte no, come testimoniano tanti casi di gatti arrivati al gattile di Monza, riscattati successivamente dai proprietari, che risultano essere stati prelevati praticamente sotto casa. Perciò prima di portare un gatto a casa o a un’associazione, è doveroso eseguire qualche ricerca tra i residenti del quartiere, e presso eventuali colonie feline presenti nella zona, per verificarsi se si tratta semplicemente di un micio a spasso per i fatti suoi oppure no. Nella foto sopra, un gatto di proprietà che pattuglia il suo territorio a Besana in Brianza (MB).
Ultima raccomandazione: non perdete la speranza di ritrovare il vostro gatto. Continuate a cercarlo anche fuori zona usando i social media, i volantini e contattando le forze dell’ordine e le associazioni e rifugi anche nelle altre zone. La speranza, anche nel mondo felino, deve essere l’ultima a morire!