Archivi autore: Nadia Colombo

È partito Webstar 2021, il concorso fotografico aperto a tutti!

Avete un bel micio fotogenico con cui non avete partecipare al concorso Cane Fantasia del 3 ottobre? Oppure un cane un po’ avanti con gli anni o, al contrario, un cucciolotto scatenato, oppure un cane disabile o uno che non sopporta i suoi simili o, al contrario, uno che è un gran fifone? O, ancora, dividete la vostra vita con un coniglio, un pappagallo, un criceto, una tartaruga o persino una gallina? O semplicemente abitate lontano e non avete avuto la possibilità di venire alla Benedizione degli Animali al rifugio di Monza?

Niente paura, forte del successo del 2020, ecco la seconda edizione del concorso WebStar. Si partecipa stando comodamente a casa perché è tutto online ed è aperto a tutti gli animali di casa e quindi davvero inclusivo.

Tre sono le categorie:

  • Dog Web Star per i cani
  • Cat Web Star per i gatti
  • Pet Web Star per tutti gli altri animali.

Nelle foto seguenti, alcuni dei partecipanti al concorso dello scorso anno

Come iscriversi

Partecipare è facile: basta scattare una bella foto del vostro cane, gatto, coniglio o altro pet, con o senza di voi, e collegarvi alla pagina dedicata sul nostro sito. LINK. Compilate il FORM con i vostri dati e quelli del vostro pet, compresa una frase che metta in luce la caratteristica del vostro pet che più vi piace, o una cosa particolare che sa fare o, ancora, un breve aneddoto. L’offerta minima per ogni animale iscritto è di €10 da versare nella modalità che preferite.

Il concorso durerà fino a mercoledì 13 ottobre; noi aspettiamo i vostri scatti più belli!

Nelle foto seguenti, atri simpatici partecipanti al concorso dello scorso anno

Vincitori e premi

Un’attenta e qualificata giuria ENPA Monza e Brianza valuterà le foto arrivate e stabilirà i vincitori che saranno annunciati domenica 17 ottobre e pubblicati sui nostri canali social.

I vincitori riceveranno un bellissimo attestato personalizzato e la stampa su tela della propria foto offerta da FDF Fotolaboratorio Digital Service di Monza, da ritirare presso il rifugio di Monza (Eventuali richieste di spedizione saranno a carico del vincitore).

Per informazioni: concorso@enpamonza.it

Pubblicato il 24 Settembre 2021

Ciao Alfie. Ci ha lasciato il dolcissimo nonno del gattile di Monza

Questa è una triste notizia che non avremmo mai voluto darvi: l’adorabile nonnino Alfie è volato sul ponte dell’arcobaleno, circondato fino all’ultimo dall’affetto delle operatrici del gattile, Roberta e Lara.

Arrivato da Cernusco sul Naviglio (MI) a marzo di quest’anno, Alfie le aveva proprio tutte: non era solo anziano, infatti, ma era cardiopatico, ipertiroideo e anche FIV positivo (ovvero aveva il virus dell’immunodeficienza felina).

In compenso era un gran chiacchierone e aveva conquistato tutti con la sua simpatia e la voglia di comunicare. Trascorreva le sue giornate tranquillamente nel suo bel box a osservare il mondo là fuori dall’alto del tiragraffi o a riposare in un cesto oppure sulla sua branda.

Le coccole e le sessioni di gioco erano i momenti più attesi della giornata: a dispetto dei suoi 12 anni, infatti, era un giocherellone e si scatenava a cacciare la “preda” piumata attaccata alla cannetta. E quando ti sedevi con lui in braccio, ti infondeva una tranquillità che spesso ci manca nella quotidianità.

Alfie e l’adozione a distanza

Per il suo carattere dolce e affettuoso, Alfie era stato inserito nel Progetto Famiglia a Distanza ele visite dei suoi “genitori a distanza” in gattile erano attimi davvero speciali.

A giugno ha pure partecipato alla passeggiata virtuale 4 Passi a 4 Zampe 2021, accompagnato dalla volontaria Juliet (insieme nell’attestato sotto).

Nonostante fosse curato e nutrito sempre al meglio, sapevamo che non avrebbe potuto vivere per tanti anni ancora, ma cercavamo comunque una casa dove avrebbe potuto trascorrere il tempo rimastogli. Negli ultimi giorni, però, le sue condizioni erano peggiorate e dargli una casa è rimasto un sogno irrealizzato.

Ciao Alfie, rimarrai sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerti.

Pubblicato il 09 Settembre 2021

Un’estate rovente, in tutti i sensi

Cronaca di un Agosto davvero difficile

È stata davvero un’estate rovente al rifugio di Monza, e non solo per le temperature africane che hanno caratterizzato questi mesi. Tutti i settori, infatti, hanno dovuto fare i conti con un pienone improvviso che mai si era verificato negli anni passati.

In una serie di articoli vi racconteremo tutte le criticità che operatori e volontari si sono trovati a dover affrontare in questo caldissimo agosto.

Cani: quante cessioni!

Cominciamo con il canile, riportando uno stralcio del bell’articolo che la giornalista Barbara Apicella ha realizzato sulla testata online Monza Today con un’intervista al presidente dell’Enpa monzese Giorgio Riva.

“Rifugio (quasi) full: dall’Enpa di Monza la richiesta di adozioni, soprattutto del cuore. Di cani – in particolare anziani o con qualche problema di salute – che hanno perso, per diversi motivi, la loro famiglia e che adesso si ritrovano dietro alle sbarre di un box.

Sono oltre cinquanta i cani che attualmente sono ospitati nel rifugio di Monza – spiega Giorgio Riva – stiamo accogliendo decine di cani che i proprietari non possono più tenere. Frutto di adozioni fatte con leggerezza nel corso del lockdown. E le richieste continuano a pervenire”.

E mentre a dicembre 2020 i box del canile erano pressoché vuoti, con al massimo una decina di cani, quelli più difficili da far adottare soprattutto per problemi gestionali, adesso la situazione è sensibilmente peggiorata. In otto mesi i cani sono quasi quintuplicati. Con domande di proprietari che vogliono cedere il loro cane in aumento, e le richieste di adozione che non sono altrettanto numerose.

Accanto alle adozioni fatte con leggerezza nel corso di questo ultimo anno e mezzo, ci sono anche storie di cani che arrivano dal Sud strappati ai maltrattamenti o al randagismo che sperano di trovare una vita migliore qui in Brianza.

Casanova, pinscher di 15 anni trovato abbandonato all’interno dell’area erbivori del canile
Becky, incrocio pitbull Jack Russell ceduto al canile da una persona straniera che, dopo averlo adottato in un altro canile, ha richiesto la cessione dovendo ritornare al paese d’origine.
Garpez, cane tripode che arriva dalla Calabria, investito, al quale è stata amputata una zampa giunto a Monza per una speranza di adozione, impossibile in Calabria.

L’adozione deve essere sempre consapevole

Giorgio Riva ribadisce l’importanza di un’adozione fatta con la testa e con il cuore. “I cani che i proprietari portano in canile non sono cani che sono stati fatti adottare da Enpa – precisa -. Purtroppo sono cani adottati dall’emozione e dalla leggerezza del momento, da immagini viste sui social. Poi, quando ormai si ritorna alla normalità o bisogna partire per le vacanze, o ritornare al lavoro in presenza il cane diventa un problema. Queste sono spesso le scuse con le quali i proprietari ci hanno ceduto il loro animale”. L’Enpa di Monza garantisce un percorso di adozione consapevole per il benessere del cane, garantendo un aiuto alla famiglia in tutte le fasi pre e post affido.

Cuccioli incrocio pitbull accalappiati a Monza con la mamma (Arena), la mamma e due cuccioli sono stati adottati mentre tre piccoli sono ancora in cerca di casa (Violetta, Cactus e Catina).

Un incoraggiante risveglio

Ultimissima ora: a fronte dell’ingente numero di cessioni, che purtroppo continuano, segnaliamo con piacere che sabato 21 c’è stato un vero e proprio boom di richieste di appuntamenti. Magari non tutte si concretizzeranno con un lieto fine, ma è positivo che, pur se in ritardo rispetto agli anni passati, siano ricominciate le richieste di adozione, alcune di queste relative a cani “difficili” da tempo ospiti nella struttura di via San Damiano 21.

Chi fosse interessato a un’adozione può scrivere a canile@enpamonza.it

Pubblicato il 27 Agosto 2021

Gatti: un settore al collasso

Al rifugio di Monza, in questa estate rovente, il settore cani non è il solo in emergenza (Leggi l’articolo QUI).
Molto critica è la situazione anche nel settore felino: a dicembre, infatti, il gattile, che in periodi normali ospita 70-80 mici, contava appena una trentina di presenze; ad agosto è arrivato a ben 110.

Il motivo? L’ingresso di gattini in un periodo decisamente anomalo. Solitamente, infatti, gli arrivi di micini si concentrano nei mesi di marzo-aprile, mentre quest’anno, per motivi sconosciuti, si sono concentrati nei mesi di luglio-agosto. Molti di questi micini sono stati portati da privati, e tanti sono stati recuperati dai volontari ENPA in nuove colonie non ancora censite.

A questo già ingente numero si è aggiunto l’arrivo di alcuni gatti che ENPA ritira come di consueto da situazioni di pericolo o disagio e quello di numerosi mici ritirati in seguito a cessione, magari adottati nel periodo del lockdown e adesso diventati di troppo in famiglia.

La situazione si è fatta così a dir poco esplosiva, con la costante preoccupazione di operatori e volontari che il sovraffollamento della struttura, nonostante tutte le accortezze del caso, potesse portare allo scoppio di qualche epidemia.

Adottanti cercansi

I gattini nel frattempo sono cresciuti e, ormai terminata la profilassi vaccinale, sono pronti per essere adottati, così come sono in adozione anche i numerosi gatti ormai adulti, alcuni di questi veri e proprio nonnini.

Un’intera famiglia felina abbandonata in uno scatolone

Ad andare ad affollare il già stracolmo gattile è stata un’intera famigliola di mici trovata abbandonata in uno scatolone davanti a uno dei cancelli del rifugio di via San Damiano: papà persiano di razza, mamma incrocio tutta nera e relativa prole. Il papà, battezzato Albertino, ha dovuto subire una vera e propria seduta di toelettatura per eliminare tutto il lungo pelo che la trascuratezza e l’incuria hanno trasformato in riccioli rasta ormai indistricabili.

Chi fosse interessato a un’adozione può scrivere a adozioni.gatti@enpamonza.it

Mamma gatta e i suoi cuccioli

Toelettatura di Albertino

E se volete darci una mano…

Ricordiamo che ENPA Monza ha una wishlist su Amazon grazie alla quale potete donarci del cibo di tipo “kitten” per i numerosi gattini che ospitiamo, scegliendo tra i tanti prodotti che abbiamo indicato, e facendoli arrivare direttamente al rifugio di Monza.

Vedi anche il nostro articolo QUI.

Pubblicato il 30 Agosto 2021

Vademecum per i turisti del Nord che andranno in vacanza al Sud. Randagi, volontari, forze dell’ordine e veterinari.

Forse non ne vedrete tanti di cani randagi in strada se trascorrete le vostre vacanze in un villaggio turistico o nel centro di località blasonate come Taormina, oppure Otranto.

Lì, le amministrazioni comunali fanno in modo che non ce ne siano.

Ma se fate un viaggio passando da luoghi meno rinomati, nelle campagne o nelle periferie delle città, ne vedrete eccome. Di giorno, ma soprattutto la sera, in piccoli branchi, magari vicino ai cassonetti dell’immondizia alla ricerca di cibo. Oppure lungo le strade, anche a scorrimento veloce, o cuccioli imboscati sotto i cespugli, con o senza la madre, magari morta avvelenata.

Le cose da sapere

_ I volontari, di qualsiasi associazione siano, sono, appunto, volontari. Hanno un lavoro per mantenersi e dedicano il loro tempo libero ad aiutare gli animali in difficoltà. Non arrabbiatevi con loro se vi dicono che non possono scapicollarsi alle 3 di notte a recuperare un gattino in un cassonetto o un cane ferito in autostrada. Non sono i volontari le autorità preposte dalla legge italiana a intervenire sugli animali di strada in difficoltà ma i vigili urbani a cui fare segnalazione. I vigili, a loro volta, devono allertare il veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) reperibile di giorno e di notte.

_ Che questa procedura di legge sia spesso vana, e vigili e ASP non escano e i volontari sì, non è e non dovrebbe essere la norma. Quindi, se dovesse uscire un volontario non pensiate che, per forza, gestisca un rifugio per cani superattrezzato o un gattile a cinque stelle. Spesso, il gattino malato di rinotracheite o il cane ferito se lo portano a casa (dove hanno tanti altri randagi in transito) o in un piccolo terreno per cui pagano un affitto.

_ Le cure veterinarie, il cibo e la successiva ricerca dell’adozione sono prassi che richiedono tempo, fatica e soldi del volontario e delle donazioni che le associazioni ricevono. Ecco perché sarebbe utile che, quando segnalate un animale in difficoltà e lo consegnate a un volontario, aiutaste comprando qualche scatola di cibo o un farmaco. Non è ovviamente vostro dovere per legge, ma è un atto di etica e di solidarietà.

Segnalare un animale, a volte, può essere la sua condanna

_ Quando vedete cani e gatti non in difficoltà, cioè non malati, denutriti, maltrattati o in situazioni pericolose, offrite acqua e cibo ma lasciateli dove sono.
Segnalare, spesso, significa (ammesso che le autorità competenti escano) rinchiuderli in canili da 1.000 o 2.000 cani dai quali non usciranno più, data la scarsità di adozione sul territorio. Inoltre, nelle regioni del Sud a più alto tasso di randagismo la legge prevede che i cani siano sterilizzati, microchippati a nome del comune, vaccinati e reimmessi sul territorio con un tutor che li monitora e li nutre.

_ Se un animale è in una situazione di difficoltà all’interno di una proprietà privata (alla catena, in un tugurio inadeguato, denutrito, malato o ferito) chiamate le forze dell’ordine.


I volontari sono privati cittadini come voi, e non hanno modo di occuparsi di reati consumati all’interno delle proprietà private a meno che non siano Guardie Zoofile volontarie, che sono a tutti gli effetti forze dell’ordine.


Non in ogni località ci sono nuclei di Guardie Zoofile, ma i volontari sapranno senz’altro dirvi se sul loro territorio ci sono oppure no. Spesso basta anche solo fare una ricerca in Internet. La mancata pratica della sterilizzazione dei cani femmina padronali con relativo “dono dei cuccioli” a conoscenti che a loro volta non sterilizzano è la principale fonte del randagismo al Sud. Le amministrazioni comunali sono poi spesso latitanti, non hanno convenzione con i canili e i cani persi, abbandonati o vaganti restano in strada, si accoppiano e crescono di numero.


Le ASP che per legge dello Stato dovrebbero occuparsi delle sterilizzazioni dei cani (e dei gatti) senza padrone, spesso, non esistono sul territorio e laddove esistono effettuano un numero di sterilizzazioni insignificante rispetto al numero dei randagi.

Pubblicato il 9 Luglio 2021

Cuccioli di dogo: un lieto fine per sei!

È stata sicuramente la vicenda che negli ultimi anni ha coinvolto di più i nostri simpatizzanti e che ha avuto i maggiori riscontri da parte dei media. Parliamo, ovviamente, degli otto cuccioli di dogo abbandonati come spazzatura l’8 aprile a Seveso (MB) sul greto del fiume.

I sei piccoli rimasti, come vi avevamo annunciato in un precedente articolo sono stati ospitati da volontari esperti in attesa di completare la profilassi vaccinale e per dare tempo ai responsabili del canile di scegliere gli adottanti.

Non è stato facile gestire e smistare le centinaia di richieste di adozione che sono arrivate. Abbiamo cercato di selezionare quelle che, a nostro avviso, erano le più adatte dando la preferenza a chi aveva esperienza con questa razza o con razze affini. E così adesso Thor (era quello più magro), Bud Spencer, Lady (la più cicciotta), Tyson, Letta (la “gigante” della cucciolata) e Tronco sono finalmente nelle loro nuove case.

Il bello viene adesso

Noi conosciamo la storia di questi animali solo a partire dal momento dell’abbandono. E se è vero che adesso sono dei candidi e tenerissimi cuccioli, è anche vero che potrebbero manifestare problematiche caratteriali per eredità genetica o per via della scarsa socializzazione avuta nel primissimo periodo della loro vita. Tutti gli affidatari si sono dichiarati disponibili a seguire un eventuale percorso educativo. ENPA di Monza e Brianza darà loro la possibilità di usufruire di una lezione gratuita tenuta da un educatore cinofilo.

ENPA ringrazia ancora una volta tutti per la grandissima partecipazione e per il supporto che si è concretizzato con l’arrivo di alimenti per cuccioli. Ricorda a quanti sono rimasti delusi per non essere riusciti ad adottare uno di questi animali che nei box dei rifugi di tutta Italia, compreso il nostro, tanti altri cani – giovani, vecchi, di razza e non – stanno ancora aspettando la loro occasione.

Nelle foto, i sei cuccioli con le rispettive famiglie, al momento dell’affido in canile e a casa.

Pubblicato il 22 Maggio 2021

Parco di Monza, girini sotto attacco

Vi abbiamo già raccontato dei girini di rospo smeraldino nella pozza d’acqua formatasi nei pressi dell’Azienda Agricola Colosio nel Parco di Monza, monitorati e protetti da ENPA e dal Comitato per il Parco di Monza. (Leggi l’articolo qui)

Una seconda pozza, vicino al galoppatoio del Centro Ippico Santa Maria situata sotto Villa Mirabello, era stata individuata e messa in sicurezza dal Comitato.

Purtroppo, però, martedì 18 maggio quest’ultima è stata protagonista di un increscioso episodio di devastazione ai danni dei girini che si trovano nella pozza. Pertanto ci troviamo nuovamente a dover chiedere di rispettare le vite di questi animali, troppo spesso invisibili.

Di seguito riportiamo la comunicazione inviata dal Comitato Parco di Monza al Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e agli organi di stampa.

Tutela rospi smeraldini – pozza al galoppatoio del Mirabello.

Buongiorno,
nelle scorse settimane, come Comitato Parco di Monza ci siamo attivati, insieme alla sezione monzese dell’ENPA, per la tutela della popolazione di rospo smeraldino presente nel nostro Parco, in due pozze d’acqua presenti presso l’Azienda Agricola Colosio e il Centro Ippico Santa Maria.

Nel dettaglio, in accordo col maneggio Campini, abbiamo provveduto a cintare una pozza localizzata nel galoppatoio situato sotto Villa Mirabello. Lo specchio d’acqua si era infatti riempito di girini della specie in oggetto, specie tutelata da leggi e convenzioni internazionali, tra le quali la legge regionale nr. 10 del 31 marzo 2008. Tale legge protegge in maniera più stringente anche gli anfibi, e tutela anche gli habitat utilizzati da questi animali.

In data 18 maggio 2021, alcuni nostri volontari scoprivano che le recinzioni provvisorie da noi collocate erano state rimosse e che qualcuno aveva scavato un piccolo canale per drenare l’acqua, svuotando in questo modo la pozza. Siamo riusciti a fermare quello che sarebbe stato uno piccolo disastro ecologico, grazie anche ad un intervento del Dirigente del Consorzio Fabio Berti, che ringraziamo.

Vista però la situazione, chiediamo con la presente che il Consorzio provveda ad obbligare la direzione del maneggio a rispettare leggi e regolamenti sulla tutela della fauna, e a consentire alla popolazione di girini di arrivare a maturazione, rispettando la pozza d’acqua senza ulteriori interventi. Ricordiamo altresì che, da nostre indagini, nel Parco sono presenti attualmente solo due pozze utilizzate dal rospo smeraldino.

Cordiali saluti,
Comitato per il Parco di Monza
Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) onlus, sezione di Monza e Brianza

Pubblicato il 22 Maggio 2021

Anatra azzannata da un cane: recuperata da ENPA, ora è in terapia al rifugio di Monza

Trasferta nel comasco, a Eupilio, sul lago del Segrino, per i volontari dell’ENPA di Monza, protagonisti sabato 8 maggio del recupero di un esemplare maschio di anatra muta, dopo che le richieste di intervento alle associazioni e alle forze dell’ordine locali erano purtroppo rimaste disattese.

Benché ferita gravemente, probabilmente da un cane lasciato libero, l’anatra aveva ancora energie per sfuggire alla cattura, ma dopo una mezz’ora di tentativi infruttuosi la volontaria Juliet, con la collaborazione di un gruppo di volenterosi cittadini, che ENPA ringrazia per la sensibilità, è riuscita nell’impresa.

L’animale è stato trasferito nel rifugio monzese ed è stato curato e medicato dagli specialisti del Centro veterinario di Cologno Monzese (MI) che hanno dovuto applicare numerosi punti di sutura all’altezza del posteriore, dove l’anatra ha subito l’aggressione e confermato che le profonde ferite sono state provocate sicuramente da un cane.

Adesso l’anatra sta meglio ed è andata ad allargare la numerosa famiglia di animali da cortile che già popolano il rifugio dell’ENPA. Quando sarà del tutto guarita potrà essere liberata nel suo amato lago dove c’è una nutrita popolazione di volatili, selvatici e non.

Domestiche o selvatiche?

La famiglia degli anatidi comprende numerose specie, sia selvatiche sia domestiche.

Le specie selvatiche più diffuse sono il germano reale, la folaga e la moretta, le più diffuse specie domestiche sono l’anatra mandarina, l’anatra muta e l’anatra bianca.

L’anatra domestica, fatta eccezione per la mandarina, è in genere più grossa di quella selvatica ed è il risultato dell’addomesticamento dell’anatra selvatica o germano reale. Fin dall’antichità è stata allevata per la carne, le uova, le piume e anche come animale ornamentale.

Una curiosità: l’anatra domestica, a differenza di quella selvatica, è poligama e ogni maschio può accoppiarsi con un massimo di sette femmine.

Quei cani troppo spesso liberi…

ENPA denuncia ancora una volta la pessima abitudine di proprietari irresponsabili che, in barba alle normative, lasciano liberi i propri quattrozampe. I cani vanno sempre tenuti al guinzaglio, in particolare se si tratta di razze da caccia, come labrador, golden o bracchi, o comunque con un istinto predatorio ben sviluppato, soprattutto in prossimità di specchi d’acqua, popolati da numerose specie di uccelli acquatici.

Anatra muta e anatra bianca, tra l’altro, sono più pesanti e più goffe delle anatre selvatiche, quindi più vulnerabili e più frequentemente possono diventare un facile bersaglio per i predatori, cani compresi.

Pubblicato il 16 Maggio 2021

Storia di Stacy, abbandonata in Sicilia, affidata a Monza.

Stacy l’hanno legata a un cancello, sotto il sole di una tipica calda estate siciliana. Vicino a lei, un secchio di acqua putrida e, in uno scatolone, i suoi quattro piccoli.

Così l’hanno trovata a settembre del 2020 i volontari dell’ENPA di Floridia, in provincia di Siracusa, che sono rimasti colpiti dall’estrema dolcezza di questa mammina nera come il carbone.

Stacy come è stata trovata in Sicilia (evidente la rogna)

Mamma Stacy con i suoi cuccioli

Recuperata l’intera famigliola, i cuccioli sono stati tutti affidati tranne Maggie, purtroppo affetta da neosporosi, una malattia causata da un parassita che può manifestarsi con diversi sintomi. Lei è amorevolmente accudita dai volontari di Floridia, in attesa di adozione.

Quanto a mamma Stacy, per lei si sarebbe prospettato un lungo soggiorno in un rifugio siciliano e sappiamo bene quanto il colore nero abbia influenza sulle adozioni.

Così i volontari siciliani hanno chiesto aiuto all’ENPA di Monza e Brianza e con un volo aereo, Stacy, diventata nel frattempo Burla perché atterrata proprio il 1° aprile, è arrivata al canile monzese, senza smettere mai di scodinzolare.

Nelle foto sotto, da sinistra: Stacey al canile di Floridia, con una delle volontarie che l’ha accudita e al suo arrivo al canile di Monza

Non trovi il cane? Mettiti in lista!

Espletati i necessari controlli sanitari e fatta una valutazione comportamentale, ci sono voluti appena quattro giorni per trovare la famiglia ideale per Stacy/Burla.

Questo perché da circa un anno il canile di Monza ha messo a punto una nuova lista di attesa riservata a cani, cuccioli e adulti, di taglia medio-grande. Non è detto, infatti, che dopo un colloquio conoscitivo andato a buon fine ci sia in canile il cane giusto per le esigenze del richiedente; così il suo nome viene inserito nella lista in attesa che arrivi il cane più idoneo, anche grazie alle collaborazioni con diverse strutture, in particolare del Sud.

L’affido di Stacy è avvenuto proprio così: la famiglia aveva dato la propria disponibilità per un cane che fosse docile e di giovane età e contattarla sperando che scattasse la scintilla è stata una mossa azzeccata. Non appena Eleonora e Andrea hanno visto Stacy, infatti, si sono letteralmente innamorati di lei.

Una nuova vita per Pece

E così Stacy, poi Burla e ora Pece (chiamata così non solo per il colore nero ma anche perché da subito appiccicosa e coccolona) dopo un paio di giorni di assestamento ha trovato la sua routine in famiglia, superato le prime paure, come quella delle scale, conquistato i nonni, fatto amicizia con i vicini a due e quattro zampe. Sempre più sicura di sé e ormai padrona della casa, è diventata la mascotte del quartiere. Il brutto passato, ormai, per lei è solo un ricordo.

Stacy, ora Pece, con i nuovi proprietari Eleonora e Andrea

Pubblicato il 22 Maggio 2021

Caccia: presidio alla Regione Lombardia a Milano, martedì 18 maggio

Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa del 15 maggio 2021 delle Associazioni partecipanti, compreso ENPA.

Regione Lombardia: in aula le norme a favore del bracconaggio.

Il 18 maggio 2021, dalle 9 alle 12, le Associazioni ambientaliste manifesteranno davanti al Pirellone: i Consiglieri Regionali che continuano ad approvare norme illegittime devono pagare di tasca propria per il danno arrecato.

Con il PDL di Revisione Ordinamentale in votazione il 18 maggio 2021 si scriverà una nuova pagina deplorevole con la votazione di modifiche alla Legge 26/93 palesemente illegittime. Nessuna iniziativa per aumentare il regime di tutela di una fauna selvatica stremata, ma solo proposte che cercano di svilire le già deboli norme in materia venatoria.

I Consiglieri saranno chiamati ad esprimersi sulla norma che prevede di impedire i controlli della lecita detenzione dei richiami vivi per la caccia.

Il commercio di uccelli catturati illegalmente vede coinvolte vere e proprie bande criminali: le indagini condotte negli ultimi anni dai Carabinieri Forestali hanno portato all’arresto di decine di persone. Il traffico, collegato anche a soggetti che con ramificazioni in Francia, Polonia, Romania operano all’estero, ha una stima di introiti illeciti di decine di milioni di euro. È veramente sconfortante assistere al tentativo di una minoranza dei Consiglieri di Regione Lombardia di coinvolgere l’intero Consiglio Regionale utilizzando il tema del “benessere animale” per giustificare l’approvazione di norme assurde.

È prevista anche la votazione per la modifica dell’articolo che prevede l’annotazione degli animali subito dopo che sono stati abbattuti, modifica che è già stata oggetto della censura della Corte Costituzionale nel 2019. Su questo tema le scriventi Associazioni, oltre a chiedere nuovamente che la norma venga impugnata dal Governo, si rivolgeranno alla Corte dei Conti per chiedere che i Consiglieri che voteranno la modifica debbano rispondere del danno patrimoniale arrecato.

Le Associazioni stanno predisponendo un dettagliato dossier per la Commissione Europea per evidenziare come alcune delle modifiche alla Legge regionale vengono meno agli impegni presi dall’Italia per il rispetto delle Direttive: l’impedimento al controllo dei richiami vivi è un chiarissimo regalo al bracconaggio, così come l’abolizione della Banca dati dei richiami anch’essa in votazione il 18 maggio.

Altro tema è la chiusura della caccia sui valichi montani: la Regione ancora una volta non ottempera a quanto ordinato dal TAR e finge di individuare i valichi (tutti già chiusi alla caccia perché all’interno di aree di tutela), dimenticando valichi importantissimi e vitali per gli uccelli migratori (il Colle San Zeno, come esempio emblematico).

Un presidio delle Associazioni ambientaliste di terrà il 18 maggio, dalle 9 alle 12, in concomitanza con le votazioni per urlare la richiesta di fermare norme illegittime a favore di un risibile minoranza dei lombardi.

Associazione Vittime Caccia – CABS – CAI LOMBARDIA – ENPA – GAIA – GOL – Gruppo Intervento Giuridico – LAC – LAV – LEAL – LEGAMBIENTE Circoli Bresciani – LEIDAA – LIPU – PRO NATURA – WWF

Per ulteriori informazioni: 339-3989492

Pubblicato il 16 Maggio 2021

Per Puffola e Stellina ci vuole un cuore grande

Lo scorso maggio 2020 il signor P. muore prematuramente di Covid ad appena 45 anni e lascia la moglie M. e i due figli piccoli di 8 e 11 anni.

A diventare orfane sono anche Puffola e Stellina, le due dolcissime gatte di casa. Una tragedia che colpisce una bella famiglia di Mezzago (MB), oggi guidata dalla signora M., mamma e casalinga a tempo pieno, in cerca di un’occupazione professionale per far fronte alle tante difficoltà pratiche ed economiche.

Sono proprio queste avversità e l’impossibilità di accudimento che spingono, con gran dispiacere, la proprietaria a rivolgersi ad ENPA, alla ricerca di una nuova casa e famiglia per le adorate gatte, evitando il ritiro in Gattile e optando per un affido diretto.

Puffola, bianca e nera, e Stellina, una nuvola nera, sono due graziose sorelle inseparabili di un anno e 10 mesi, abituate alla vita di appartamento e a giocare amorevolmente con adulti e bambini.

L. e S., insieme alla loro mamma, desiderano trovare una famiglia simpatica e sensibile, in grado di comprendere il dramma che li ha coinvolti e la tragedia della separazione dal loro papà e dalle loro affettuose gatte.

Un’adozione del cuore, dunque, per Puffola e Stellina che desidererebbero non essere separate, perché si tengono molta compagnia l’una con l’altra, anche se amano intrattenersi a lungo con tutta la famiglia.

Leggi la loro scheda qui.

Per informazioni, scrivi ad adozioni.gatti@enpamonza.it.

Pubblicato il 16 Maggio 2021

Domenica 23 maggio: nuovo appuntamento a Monza con il FotoCiotola Day!

Dopo i grandi successi dello scorso 24 gennaio e del 20 dicembre 2020, FotoCiotola Day ritorna al rifugio di Monza per la terza edizione! Tenetevi pronti per domenica 23 maggio.

Nato dal desiderio della fotografa ritrattista Claudia Rocchini di sostenere le attività dei rifugi per animali tramite raccolte alimentari, l’iniziativa vanta lacollaborazione di Foto Tecnica Trentani, Sony Italia, EIZO, EIZO Academy, Profoto, PM Studio News e la rivista FOTO Cult.

Modelli per un giorno
La formula è semplice: domenica 23 maggio – previo appuntamento e fino a esaurimento posti – potrete recarvi al rifugio diMonza in via San Damiano 21 con il proprio pet (cane, gatto, coniglio o altro) per usufruire di 15 minuti di sessione fotografica professionale offerta da Claudia Rocchini e una stampa dell’animale, cm 15×20, offerta da Foto Tecnica Trentani di Pavia.

Ai partecipanti è solo richiesto di portare almeno €25 di cibo per cani o gatti, che sarà donato a ENPA Monza. In fondo trovate un elenco di alimenti che più servono agli ospiti del rifugio.

Nelle foto, alcuni dei ritratti eseguiti da Claudia Rocchini nelle precedenti edizioni dell’iniziativa.

Come partecipare?
Per partecipare registratevi a questo link e compilate il form di partecipazione. Vi sarà chiesto di indicare la tipologia di animale, la taglia e di inserire una sua fotografia, tutte informazioni indispensabili per permetterci di organizzare al meglio gli appuntamenti, le riprese e l’allestimento del set.

Una volta chiuse le iscrizioni, sarete ricontattati e vi verrà comunicato l’orario di sessione che vi preghiamo di rispettare, sia per non creare assembramenti in sede, sia per evitare incontri/scontri tra i modelli a quattrozampe. I lavori si svolgeranno a partire dalle ore 9,30. Attenzione: la sessione fotografica non prevede scatti a umani+animale e sarà ritratto un solo animale per proprietario.

Le stampe saranno inviate al Rifugio di Monza entro 15 giorni dallo svolgimento dell’evento, dove potranno essere ritirate.

L’evento si terrà nel rigoroso rispetto delle norme Covid: no assembramenti, obbligo di sanificare le mani con il gel, mascherina e distanziamento fisico.

Cosa aspettate? Collegatevi al link, e prenotate la vostra sessione fotografica!

Gli alimenti che più servono in questo periodo

Per gatti e gattini:

  • gastrointestinal umido
  • “kitten” umido di qualità per gattini (es. Almo Nature Kitten, Shesir Kitten, Royal Canin Kitten / Mother & Baby Cat, Select Gold Baby Cat & Mother, Oasy Kitten)
  • cibo per gatti adulti, stesse marche
  • scatole da 400g per adulti (adatte per colonie feline)

Per cani e cuccioli:

  • biscotti
  • cibo umido specifico per cuccioli
  • umido di marca per adulti

Grazie!

Pubblicato il 09 Maggio 2021

Garpez, tre zampe di simpatia

Vi ricordate il fantomatico scultore Garpez, diventato famoso grazie al film “Tre uomini e una gamba” del trio Aldo, Giovanni e Giacomo?
Bè, anche al rifugio di Monza abbiamo un Garpez, solo che non è una scultura di legno ma un cane in carne e ossa!

Una vita difficile

Garpez è stato trovato all’età di 6 mesi dai volontari dell’associazione AIPAE Messina Cuccioli Rescue e adesso ha un anno e 4 mesi. Nonostante la giovane età, la vita sinora non è stata facile per lui: i volontari, infatti, lo hanno recuperato in pessime condizioni, con una frattura alla zampa anteriore destra già calcificata e con l’altra zampa in necrosi, situazione che ha reso necessario procedere alla sua amputazione.

Una collaborazione proficua
Sono stati alcuni volontari di ENPA Monza a segnalare la storia ai responsabili del canile, che hanno preso contatto con i volontari messinesi, attivi nel contrasto al randagismo sul loro territorio.
Tra i volontari monzesi e quelli siciliani è nata così una collaborazione per avviare un adeguato percorso educativo, dal momento che Garpez è molto timido e non ancora abituato a un contesto urbano.
Ora Garpez, grazie al Progetto Solidale ENPA Monza, si trova dal 29 aprile nel rifugio di via San Damiano per potergli dare visibilità e quelle chances di adozione che sarebbero mancate in mezzo ai numerosissimi appelli del Sud

Disabile a chi?
Garpez è dolcissimo con i volontari che conosce ed è già abituato a non sporcare in box. Sta proseguendo giorno per giorno il suo percorso educativo e cerca una famiglia disposta ad andare oltre il suo handicap fisico. La sua disabilità può spaventare ma è bene ricordare che un cane tripode non si sente affatto disabile, si muove e corre come se avesse tutte e quattro le zampe. Tuttavia, considerata la sua situazione, la sua adozione deve essere consapevole e preferibilmente in un contesto con giardino e senza scale.

La sensibilità dimostrata dai cinofili brianzoli ha permesso l’adozione di tanti cani, anziani, difficili o affetti da qualche handicap: siamo sicuri che anche Garpez, il piccolo tripode, a breve assaporerà il calore di una vera famiglia!

Leggi la sua scheda qui. Per info: canile@enpamonza.it.

Pubblicato il 5 Maggio 2021

Sabato 22 maggio: raccolta alimentare all’Oasipet di Albiate a favore delle colonie feline

Sabato prossimo, 22 maggio, ENPA di Monza e Brianza sarà di nuovo ospitato presso il supermercato per animali Oasipet di Albiate (MB).

Le volontarie ENPA e lo staff del punto vendita di via Milano 3 vi aspetteranno a partire dalle 9,30 alle 18,30 orario continuato. Ricordiamo che c’è un comodo parcheggio nel cortile interno.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di raccogliere alimenti per i numerosi gatti liberi delle colonie feline sul territorio seguite da ENPA e da diversi tutori, 365 giorni all’anno, Natale e Pasqua compresi.

La nostra richiesta è pertanto principalmente di cibo per gatti preferibilmente “umido” di media qualità, in lattine da 400g, ideale per riuscire a sfamare numeri elevati di mici.

Come funziona la raccolta?

Le modalità sono quelle di sempre. Mentre fate la vostra spesa, potete mettere nel carrello una o più scatole di alimenti indicate. Vanno pagate e poi consegnate alle volontarie al banco ENPA all’uscita del negozio, dove verranno smistate e registrate.

Chi dona anche una sola scatola o busta di cibo potrà scegliere una delle figurine di ringraziamento che ritraggono alcuni dei gatti delle colonie aiutate grazie alla raccolta.

L’evento si svolgerà naturalmente nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

ENPA ringrazia Oasipet per questa iniziativa solidale, e naturalmente i clienti che vorranno dare una mano ai tanti animali che non hanno la fortuna di avere una famiglia.

Sito: www.oasipet.it

Pubblicato il 16 Maggio 2021

Piccoli dogo crescono

Per il titolo ci siamo rifatti volutamente al celebre romanzo di Louise May Alcott “Piccole donne crescono” perché siamo arrivati alla seconda puntata di questa vicenda di cui hanno parlato ampiamente i media e che ha visto prendere d’assalto i nostri canali social.

Come sapete degli otto doghi abbandonati in un sacco della spazzatura l’8 aprile a Seveso (MB), due, i più piccoli e denutriti, non ce l’hanno fatta mentre gli altri sei sono tuttora in stallo presso volontari esperti che li seguono attentamente e cercano di farli crescere garantendo il loro benessere etologico e la loro socializzazione.

Dopo i primi giorni, all’insegna della timidezza e delle condizioni fisiche non ottimali, i piccoli si stanno riprendendo alla grande, sono molto coccoloni, vivacissimi e combinaguai, come si conviene a cuccioli della loro età. Gli integratori alimentari hanno permesso loro di acquistare peso e crescere in modo armonioso, sono stati vaccinati.

Un boom di richieste

Sono arrivate già centinaia di richieste di adozione e probabilmente altrettante ne arriveranno, ringraziamo tutti per il supporto e gli aiuti. Ricordiamo però che in canile, anche se non hanno avuto la stessa visibilità, ci sono tanti altri quattrozampe, di razza e non, in cerca di casa e di una famiglia vera.

Vaglieremo con attenzione le richieste perché l’entusiasmo, la tenerezza dei cuccioli e la voglia di dare loro amore e una casa dopo la loro brutta avventura non bastano se non vengono supportati dalla conoscenza di un cane che è unico nel suo genere.

Aggiornamento del 1 maggio: Dopo la pubblicazione il 29 maggio sul sito e sui social della loro scheda, abbiamo ricevuto decine e decine di altre richieste. Ringraziamo di cuore per l’interessamento. Abbiamo già iniziato i colloqui con le famiglie per selezionare quelle adatte ad accoglierli al completamento dell’iter vaccinale e pertanto abbiamo dovuto togliere la scheda. Tutte le richieste pervenute attraverso i canali preposti riceveranno una risposta.
Se siete interessati ad aprire la vostra casa a un altro pelosetto potrete trovare qui tutti i nostri quattro zampe in cerca di casa.

Dalle pampas argentine

Il dogo argentino, infatti, è un po’ segugio e un po’ molosso, un po’ cane da caccia e un po’ cane da difesa e utilità. Spicca per temperamento, tempra, istinto predatorio e combattività, uniti a una grande docilità in famiglia. È fedele e affettuoso, conscio della propria forza e con una certa tendenza, soprattutto nei maschi, alla dominanza che può arrivare allo scontro fisico per ribadire la propria superiorità gerarchica.

Con queste caratteristiche è naturale che non sia un cane per tutti, ha bisogno di un proprietario molto presente, possibilmente sportivo o atletico, che nella fase educativa non si faccia intenerire dal tenero e candido cucciolotto ma ricordi che da adulto peserà quasi mezzo quintale. Occorre essere fermi e coerenti nell’assumere il ruolo di capobranco e insegnare il prima possibile i comandi dell’educazione di base, rivolgendosi a educatori che conoscano la razza e sappiano prenderla nel modo giusto, senza esasperarne l’aggressività.
Le indagini proseguono

Mentre i piccoli crescono, vanno avanti anche le indagini da parte sia delle Autorità competenti sia del Nucleo Antimaltrattamento per risalire al proprietario responsabile di un gesto di abbandono così grave.

Pubblicato il 30 Aprile 2021, aggiornato il 1 maggio

Le tribù degli erbivori si allarga: arrivate altre due caprette dalle vie di Concorezzo

Ricordate le sette caprette arrivate a Pasqua? Erano andate a infoltire il già numeroso gruppo di capre e pecore ospitate nel reparto erbivori del rifugio di Monza in via San Damiano. Be’, quel numero si è ingrossato ulteriormente con l’arrivo, a distanza di tre giorni una dall’altra, di due caprette, pressoché identiche, di incrocio razza francese.

La prima è arrivata venerdì scorso (16 aprile), la seconda domenica mattina (18 aprile), entrambe recuperate su segnalazione della Polizia Locale di Concorezzo (MB), che ha collaborato alla loro cattura (la vicenda è stata seguita da alcune testate locali – vedi immagine sotto).

Si ignora se siano state abbandonate o se provengano da un allevamento abusivo, essendo prive di marca auricolare.

Entrambe femmine e di giovane età, le due caprette – chiamate Patty e Selma in onore delle sorelle di Marge Simpson della celebre sitcom animata – sono attualmente in isolamento in attesa dell’esito degli accertamenti ematici. Sono molto selvatiche e spaventate, ma essendo animali da branco si sono molto rinfrancate quando si sono ritrovate a condividere lo stesso box.


Vuoi adottare una capretta? Prima il codice di stalla!

L’arrivo a Pasqua delle caprette “garibaldine” (sono state battezzate tutte con nomi che ricordano l’eroe dei due mondi) ha fatto sì che giungessero numerose richieste di adozione e probabilmente altre ne arriveranno in questi giorni. ENPA ricorda che per possedere una capra o una pecora, a parte disporre di un’area recintata e di un ricovero idoneo, occorre essere in possesso di alcuni requisiti: per la detenzione di animali da reddito (quindi anche capre e pecore) è necessaria la registrazione presso i Servizi Veterinari nella specifica anagrafe zootecnica con richiesta obbligatoria all’ATS di riferimento di un Codice Allevamento (codice di stalla) e l’identificazione tramite marca auricolare.

ENPA valuterà attentamente le richieste di adozione, prendendo in considerazione soltanto quelle persone che intendano tenere le caprette come animali da compagnia e non da reddito o da riproduzione.

Per info, scrivere a selvatici@enpamonza.it.

Pubblicato il 23 Aprile 2021

Dylan, dalla discarica a una casa vera

La storia di Dylan è uguale quella di tanti cani che, ancora cuccioli, vengono buttati in una discarica abusiva o su un mucchio di rifiuti, come fossero spazzatura.

Trovato insieme a un altro cucciolo, che purtroppo non ce l’ha fatta, è stato recuperato dai volontari della sezione ENPA di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria: una sezione, come tante del Sud Italia, dove essere volontario significa combattere ogni giorno contro la piaga endemica del randagismo e aver a che fare con una cronica scarsità di adozioni e una totale mancanza di strutture di accoglienza.

Il Nord Italia, al contrario, ha un ottimo bacino di utenza e, grazie ad una minuziosa e complessa organizzazione, la sezione ENPA di Monza e Brianza da tempo dà una mano alle sezioni più sfortunate e disagiate facendo arrivare, compatibilmente con le possibilità ricettive del canile, alcuni cani, cuccioli e adulti, per aumentare le loro chances di adozione.

Dylan ne è un valido esempio: caratterialmente vivacissimo e con una malformazione, per fortuna solo estetica, al naso, probabilmente sarebbe diventato uno dei tanti cani invisibili in un canile sovraffollato.

Invece, una volta arrivato l’8 aprile al rifugio di Monza, giusto il tempo di una breve rieducazione, ha trovato una famiglia che non si è fermata all’aspetto esteriore ma è rimasta conquistata dalla sua esuberante e coinvolgente simpatia.

Così, dopo appena quattro giorni di permanenza nel rifugio di via San Damiano e dopo la prova di compatibilità con l’altro quattrozampe di casa, Dylan si è lasciato alle spalle il suo brutto passato, pronto a cominciare una nuova vita come cane di famiglia.

Nella foto sopra, Dylan con la famiglia adottiva all’uscita del canile, con la sorellina umana e il nuovo compagno peloso. Nelle altre foto, Dylan in canile e con un operatore ENPA.

Pubblicato il 24 Aprile 2021

Orsi in Trentino: una vittoria che lascia l’amaro in bocca

Ergastolo confermato purtroppo per l’orso M57 che era in entrato in contatto con il giovane carabiniere ad Andalo nell’agosto 2020 e libertà confermata per JJ4, mamma di tre cuccioli che si imbatté in due cacciatori la scorsa estate.

«Una vittoria a metà quella riportata al Tar di Trento con due sentenze sui nostri ricorsi contro le ordinanze della Provincia di Trento, nell’ambito della lunga battaglia legale che da tempo abbiamo intrapreso in favore degli orsi del Trentino e continueremo a portare avanti. Infatti, da subito presenteremo al Consiglio di Stato un ricorso per sospensiva della sentenza emanata oggi a carico di M57». Così ENPA e Oipa commentano le sentenze appena pubblicate.

E l’orsa DJ3 finisce nelle Foresta Nera

Quanto all’orsa DJ3, catturata più di dieci anni fa e da allora prigioniera nella struttura del Casteller a Trento, verrà trasferita in Germania, in un centro nella Foresta Nera. ENPA ha scritto al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, per avere chiarimenti sulle valutazioni che hanno portato a questo provvedimento.

«Desidereremmo capire – si legge in nella lettera – se gli spazi di cui DJ3 verrebbe a disporre siano maggiori o inferiori a quelli di cui già godeva nella triste, limitatissima struttura del Casteller prima dell’arrivo di altri due infelici orsi, M49 e M57. Dj3 catturata più di 10 anni fa, forse con la sola colpa di essere figlia della tristemente nota orsa Daniza, ha un carattere schivo, elusivo, anzi timidissimo. Avrà modo nella struttura della Foresta Nera, che potremmo definire nella migliore delle ipotesi un parco faunistico, di godere dell’isolamento e del riserbo cui evidentemente necessita?»

C’è il dubbio che lo svuotamento della cella del Casteller possa rappresentare il prologo e la condizione necessaria per procedere a ulteriori catture, da sempre condannate e osteggiate da ENPA attraverso l’azione pubblica e con iniziative legali.

La fauna, patrimonio indisponibile dello Stato, non può diventare monopolio della Provincia autonoma di Trento. Per questo ENPA chiede ancora una volta che ogni competenza in materia venga da subito avocata dallo Stato, che è quello che chiedono anche i cittadini italiani.

Ricordiamo che sono state le stesse forze governative italiane, nella persona del Ministro dell’ambiente, a inviare nel settembre scorso i carabinieri Cites al Casteller, per un sopralluogo per constatare le condizioni di detenzione e lo stato psico-fisico dei tre orsi rinchiusi. Da quel sopralluogo è scaturito un verbale circostanziato e allarmante, che spinse cittadini comuni e associazioni a depositare opportune e necessarie denunce in Procura della Repubblica di Trento che attendono tuttora la parola della Magistratura.

Pubblicato il 23 Aprile 2021