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1° edizione del concorso Webstar, ecco i vincitori!

Dopo la 4 passi a 4 zampe virtuale, che ha riscosso un grosso successo presso gli amici dell’ENPA di Monza, analogo successo ha avuto la prima edizione del Concorso Virtuale Webstar: ben 67, infatti, i concorrenti, con 29 cani, 29 gatti e 9 altri pet (conigli, cavalli, criceti, pappagalli e persino tartarughe).

La giuria, composta da operatori e volontari ENPA, ha avuto il suo bel da fare per scegliere i vincitori e gli animali iscritti erano così tanti che abbiamo voluto aggiungere dei premi per il cane e il gatto più anziano e diversi premi “speciali”!

Finalmente possiamo svelarvi i loro nomi (tra parentesi le caratteristiche con cui i proprietari hanno voluto descriverli), che come promesso erano stati già indicati domenica in un post nella nostra pagina Facebook con i ringraziamenti in video del presidente Giorgio Riva a tutti i partecipanti.

Dog Star: ESTRELLA di Valentina Dal Buono, incrocio mastino spagnolo di 4 anni adottata tramite il Progetto Animalista per la Vita Spagna (“grande, possente ma anche timida e delicata”)

Cat Star: TALCO di Francesca Picierno, gatto europeo di un anno proveniente dal gattile di Monza (“sordo e affetto da maculopatia [malattia degenerativa oculare – n.d.r.] ma giocherellone”)

Pet Star: OLGA di Silvia Francesconi, criceto di razza winter white pearl di appena due mesi, adottato al rifugio di Monza (“la mia amica signora Olga Palletta”)

I premi speciali

I più anziani

Senior Dog Star: ELLEN di Francesca Galimberti, incrocio welsh corgi di 15 anni adottata al canile di Monza (“pensavamo di aver adottato un cane ma abbiamo scoperto invece che si trattava del maestro Yoda – la forza sia con te!”)

Senior Cat Star: BONBON di Maria Rosa Pia Braga, gatto europeo di 18 anni adottato da cucciolo in una fattoria (“buono, purtroppo cieco, ma se la cava ancora”)

Best picture

Cat Best Picture: SMILE di Daniela Ronzoni, gatto di razza british shorthair di 3 anni adottato da una famiglia, (“non si fa toccare ma è sempre presente, in famiglia o definiamo #carognopeloso”)

Dog Best Picture: MILO di Alessia Sciortino, incrocio maremmano di 2 anni adottato al canile di Monza (“semplicemente Milo, impossibile trovare un cane come lui, un cane bello che sa di essere bello. Adora guardarsi allo specchio e leccarsi, adora ricevere complimenti e farsi fotografare in posa”)

Premio Tenerezza

Tender Dog: NAYLA di Donatella Mariani, meticcio di 11 anni adottata al canile di Monza (“fobica, non ha mai partecipato alle manifestazioni dell’ENPA se non in foto attaccata al collare della sua compagna Gioia”)

Tender Cat: TRIKI di Andrea Rizzo, gatta europea di 6 mesi adottata in Calabria (“tripode peperina, sempre affamata e instancabile”)

Tender Pet: PULCE di Consuelo Rossi, coniglio di 7 anni adottato al rifugio di Monza (“monello”)

Congratulazioni a tutti i vincitori che saranno contattati per ritirare i premi presso il rifugio di Monza in via San Damiano 21: cesti per le categorie Web Star, Senior e Tenerezza, stampa su tela per la categoria Best Picture, mentre tutti i 10 vincitori riceveranno un bellissimo attestato personalizzato.

In questa pagina, tutte le foto vincenti. Qui potrete vedere l’album su Facebook con le foto di tutti gli animali che hanno partecipato al concorso.

Pubblicato il 20 ottobre 2020

Sabato 24 ottobre, incontro a Monza con Sara Turetta

Per chi conosce il mondo del protezionismo animale Sara Turetta è una vecchia conoscenza. Classe 1973, è infatti una delle protagoniste dell’attivismo internazionale per i diritti animali, nonché fondatrice dell’associazione Save the Dogs e per il suo impegno ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui la nomina a Cavaliere della Stella d’Italia da parte del Presidente della Repubblica.

Sabato 24 ottobre alle 18.30, presso la libreria Virginia e Co. in via Carlo Rota 11 a Monza, Sara Turetta presenterà il libro “I cani, la mia vita“ (Ed. Sonda, 17,10€) in cui racconta della sua avventura in Romania, dove ha fondato un centro di recupero per cani e altri animali abbandonati e maltrattati, ma anche della forza che ci ha messo, mollando il suo lavoro nella pubblicità a Milano per trasferirsi in Romania.

Save the Dogs, una splendida realtà

Dal 2002 Save the Dogs opera in una poverissima località nel sud-est della Romania, Cernavoda, dove Sara Turetta avviò personalmente il primo programma di sterilizzazione.

Nel tempo il progetto è cresciuto, ha ampliato il proprio raggio di azione e ha raggiunto uno staff operativo di 50 persone, diventando un vero e proprio fiore all’occhiello del no-profit italiano in Romania.

L’associazione è attiva anche in Italia con “Non Uno di Troppo”, il programma di prevenzione del randagismo per il Sud Italia lanciato nel 2019 con lo scopo di incentivare le sterilizzazioni e l’iscrizione in anagrafe e sensibilizzare la popolazione tramite campagne di comunicazione.

Quel legame con ENPA di Monza e Brianza…

Martedì 28 febbraio 2006: all’aeroporto di Malpensa arrivano Pamela, Roco, Luana, Smokie e Dolfy, cinque cani scampati al massacro in atto a Bucarest grazie a Save the Dogs (foto sotto, l’arrivo a Malpensa con Sara Turetta e volontari e operatori ENPA e un ampio articolo pubblicato su Il Giorno). Sono i primi a essere ospitati al canile di Monza e da allora la sezione brianzola dell’ENPA collabora con l’associazione accogliendo nel proprio rifugio di Monza, ogni volta che è possibile, cani rumeni salvati da una fine orribile.

Un incontro in totale sicurezza

Considerando il momento che stiamo vivendo, per rispettare le misure di sicurezza è garantito adeguato distanziamento con obbligo di mascherina per tutta la durata dell’evento e igienizzazione delle mani.

L’accesso all’evento sarà esclusivamente su prenotazione mandando una mail a: libreria.virginiaeco@gmail.com  

Pubblicato il 20 ottobre 2020

Fido Village di Lissone: domenica 18 ottobre tutti all’Open Day Party!

Da poco riaperto con una nuova gestione, Fido Village terrà un evento pubblico nel pomeriggio di domenica 18 ottobre per presentare tutte le attività della struttura. Fido Village, infatti, è molto più di un asilo diurno per cani, infatti offre una vasta gamma di servizi: toelettatura professionale per cani e gatti; educazione cinofila e corsi e socializzazione per cuccioli; dog sitting con passeggiate e giochi in libertà; servizio taxi per cani e gatti; vendita di mangimi naturali e specializzati e attrezzi …

All’evento di domenica, organizzato in collaborazione con ENPA di Monza e Brianza, potrete visitare la struttura e il suo campo recintato da 3.000 mq. Lì potrete assistere a due esibizioni da parte di due border collie: problem solving e rally obedience. Ma avrete anche l’opportunità di far fare una prova con il vostro quattrozampe sotto la guida del team di educatori cinofili!

Un locale sarà allestito da set fotografico in cui il fotografo Luca Salvadego scatterà una fotoricordo con il vostro cane che verrà stampata e regalata.

Tutti i visitatori saranno omaggiati inoltre di campioni di alimenti specializzati Toto, partner di Fido Village.

Presente anche ENPA!

Per tutto il pomeriggio saranno presenti i volontari dell’ENPA brianzolo. Al nostro stand potrete chiedere informazioni, acquistare i nostri calendari e i biglietti della LotterENPA e scegliere tra una selezione di attrezzi e gadget a tema animale. Alle 15.00 circa il presidente dell’associazione, Giorgio Riva, farà un breve intervento.

Fido Village ha offerto anche due premi per la lotteria benefica di ENPA: mezza giornata di asilo diurno per il vostro cane e alimenti specializzati di marca Toto a scelta tra cane e gatto.

Dove e quando

L’evento si terrà domenica 18 ottobre dalle 14.00 alle 19.00.

Fido Village è a Lissone (MB) in Via Verdi 38.

Contatti

Telefono: 392-350 2141 / sito: www.fidovillage.it / Facebook: Fido Village Lissone

Precauzioni anti-Covid

Tutte le misure anti-Covid saranno rispettate dagli organizzatori (misurazione temperature all’ingresso, gel igienizzante, garanzia di distanziamento sociale …) e tutti i visitatori dovranno indossare la mascherina.

Pubblicato il 13 ottobre 2020

LotterENPA 2021: vincere bellissimi premi aiutando gli animali!

Vuoi aiutare gli animali accuditi dall’ENPA e avere la possibilità di vincere un bellissimo premio? Allora compra un biglietto della LotterENPA 2021, la lotteria benefica dell’ENPA di Monza e Brianza!

Obiettivo della lotteria, giunta al suo quarto anno, è quello di raccogliere fondi per aiutarci a sostenere le spese che sosteniamo per accudire, nutrire, curare e soccorrere tutti gli animali, 365 giorni all’anno.

Anche quest’anno anno i premi sono davvero tanti, ben 74, e ringraziamo i tanti amici e sostenitori di ENPA che nonostante il momento difficile che stiamo vivendo hanno voluto ugualmente darci una mano offrendo bellissimi premi.

Tra questi ci sono diverse novità, a cominciare dal top prize, un materasso in Memory offerto da Dorelanbed di Lissone (MB). Altre new entry comprendono stampe su tela della tua foto preferita, abbonamenti digitali al Giornale di Monza e alle riviste Il Mio Cane e Gatto Magazine, cocktail e pizza, cibo per il tuo quattrozampe, e ancora, la possibilità di portare il proprio cane a un asilo diurno …

Dove si possono comprare i biglietti?

I biglietti della LotterENPA costano appena 1 euro ciascuno e sono disponibili:

  • domenica 18 ottobre alla Open Day Party presso Fido Village di Lissone
  • al banco ENPA sabato 7 novembre in Via Italia, centro Monza
  • ai mercatini natalizi ENPA sotto i portici dell’Arengario in centro Monza tutti i giorni da domenica 29 novembre in avanti
  • presso il rifugio di Monza in Via San Damiano 21, aperto tutti i giorni dalle 14.30 alle 17.30 (N.B. A differenza delle visite/colloqui d’adozione, non occorre prendere un appuntamento)
  • presso la sede operativa di Via Lecco 164 (aperte il giovedì sera dalla 21 alle 23), anche in questo caso senza appuntamento
  • presso numerosi esercizi commerciali a Monza e non, molti dei quali hanno gentilmente offerto i premi – presto vi forniremo i dettagli!

Vendita online: anche quest’anno sarà possibile acquistare i biglietti comodamente sul nostro sito cliccando qui.  Si può pagare tramite carta di credito, PayPal, Satispay o bonifico bancario.

Un premio più bello dell’altro!

Ma veniamo al dunque, ovvero cosa potete vincere! Ecco l’elenco completo dei 74 premi in palio e il nome di chi li ha gentilmente offerti. Cliccate sul numero a sinistra per aprire la cartolina virtuale con la descrizione del premio, mentre a destra troverete il link al sito web o Facebook.

L’estrazione dei biglietti vincenti avverrà 31 gennaio 2021 alle 11.00 presso la Sede Operativa di via Lecco 164 alla presenza di un funzionario del Comune di Monza. Tutti i numeri vincenti verranno comunicati direttamente ai fortunati vincitori, sul sito ENPA Monza e su tutti i nostri canali social.

TUTTI I PREMI DELLA LOTTERENPA 2021

Ma veniamo al dunque, ovvero cosa potete vincere! Ecco l’elenco completo dei 74 premi in palio e il nome di chi li ha gentilmente offerti. Cliccate sul numero a sinistra di ciascun premio per aprire la cartolina virtuale con la descrizione del premio (quelle delle immagini qui in pagina), mentre a destra troverete il link al sito web o Facebook.

1. MATERASSO SINGOLO MEMORY “EVOKE”_Sonno profondo e rigenerante, all’insegna della massima ergonomia_ Offerto da_Dorelanbed_Lissone  (FB)

2. RITRATTO PERSONALIZZATO_Ritratto da fotografia in primo piano di una persona o un animale_ Offerto da I Dalla Rovere_Luciana Tonetto  (FB)

3. FLAMA LAMPADA DANESE MILANO_Lampada a led che si trasforma in porta candela. Design Martì Guixé_ Offerto da Caprotti_Monza  (Sito)

4. PERCORSO ALIMENTARE DIMAGRIMENTO 10gg_ Offerto da Diètnatural Dott.ssa Maria Cristina Vichi_Monza  (FB)

5. BRACCIALE CALVIN KLEIN_Bracciale con scritte in PVD argento, oro giallo, oro rosa_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza

6. OROLOGIO SWATCH MODELLO SKIN_Orologio con bracciale in metallo_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza

7. TEST INTOLLERANZE ALIMENTARI + IMPEDENZIOMETRIA_ Offerto da Diètnatural_Dott.ssa Maria Cristina Vichi_Monza   (FB)

8. OROLOGIO PRYNGEPS_Orologio da polso in acciaio_valore 100 €_ Offerto da Castignoli Orologeria Gioielleria_Monza  (Sito)

9. OROLOGIO SWATCH MODELLO SKIN_Orologio con bracciale in silicone_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza 

10. CONSULENZA COMPORTAMENTALE FELINA_Incontro di valutazione del gatto a domicilio della durata di circa 2 ore_ Offerto da Juliet Berry

11. CENA PER 4 PERSONE_Buono per 4 pizze + 4 birre medie (o 4 bibite o 1 bottiglia di vino) + 4 dessert + 4 caffè_ Offerto da Spaltodieci_Monza  (Sito)

12. CONSULENZA COMPORTAMENTALE FELINA_Incontro di valutazione del gatto a domicilio della durata di circa 2 ore_ Offerto da Laura Tassi

13. FOTOGRAFIA D’AUTORE_Stampa diretta su pannello PVC 40x60cm_ Offerto da Samuele Parentella_Fotografo_Besana in Brianza  (Sito

14. GUANCIALE IN MYFORM REACTIVE_Comfort e Traspirabilità. Favorisce un progressivo rilassamento_ Offerto da Dorelanbed_Lissone  (FB)

15. CONSULENZA NUTRIZIONALE UMANA A DOMICILIO_ Offerto da Colombo Nutrizione_Dott. Mattia Colombo_Monza  (Sito)

16. BIJOUX SWATCH_Anello in acciaio colore argento con Swarovski_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza

17. OROLOGIO SWATCH MODELLO NEW GENT_Orologio in plastica con cinturino in silicone glittered rosso_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza

18. BIJOUX SWATCH_Anello in acciaio colore argento con pendenti bianchi_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza

19. CUFFIE MONITOR CHIUSA OVER-EAR NERA AKG K99_Garantisce un suono naturale e puro_ Offerto da Leading Technologies Srl_Monza  (Sito)

20. MANGIME AMANOVA ALTA QUALITÀ A SCELTA TRA CANE (10 kg) O GATTO (2×6 kg)_ Offerto da Oasipet_Seregno_Albiate  (Sito

21. CIONDOLO IN BRONZO “RISVEGLIO NELLO STAGNO”_ Ciondolo con smalto, colori assortiti secondo disponibilità_ Offerto da Isabeau Gioielli_Monza  (Sito)

22. CIONDOLO IN BRONZO “RISVEGLIO NELLO STAGNO”_ Ciondolo con smalto, colori assortiti secondo disponibiltà_ Offerto da Isabeau Gioielli_Monza  (Sito)

23. PRANZO O CENA PER 2 PERSONE_Buono pranzo o cena da 60 € per due persone_ Offerto da Osteria Da Bacco_Monza  (Sito)

24. CUFFIE MONITOR CHIUSA OVER-EAR NERA AKG K77_Cuffia professionale chiusa_ Offerto da Leading Technologies Srl_Monza  (Sito)

25. TRAVEL GIFT CARD_Travel gift card da 50€ utilizzabile per tutti i prodotti e servizi_ Offerto da Destinazione Sole_Brugherio  (FB)

26. TATTOO_Buono da 50 € da utilizzare per un tatuaggio_Offerto da Dragonspawn Studio_Bussero  (Sito)

27. TRAVEL GIFT CARD_Travel gift card da 50€ utilizzabile per tutti i prodotti e servizi_ Offerto da Destinazione Sole_Brugherio   (FB)

28. LEZIONE DI URBAN MOBILITY_Per una maggiore competenza del cane nelle aree pubbliche_ Offerto da Claudia Vaccari_Educatrice Cinofila 

29. OROLOGIO SWATCH MODELLO GENT_Orologio con cinturino in silicone_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza

30. OROLOGIO BIMBO FLIK FLAK_Modello bambino/a Power Time con cinturino in silicone_ Offerto da ENPA Sezione di Monza e Brianza

31. ABBONAMENTO DIGITALE ANNUALE AL GIORNALE DI MONZA_ Offerto dal Giornale di Monza_Gruppo Netweek  (Sito)

32. ABBONAMENTO DIGITALE ANNUALE AL GIORNALE DI MONZA_ Offerto dal Giornale di Monza_Gruppo Netweek  (Sito)

33. CENA PER 2 PERSONE_Buono per 2 Hamburger (tradizionali o vegan) + 2 patatine + 2 birre bionde_ Offerto da Heaven Door Pub_Seregno  (FB)

34. STAMPA FOTOGRAFICA PERSONALIZZATA_Stampa su tela 70x100cm di una fotografia_ Offerto da FDF / Fotolaboratorio Digital Service_Monza (Sito

35. CENA PER 2 PERSONE_Buono per 2 Hamburger (tradizionali o vegan) + 2 patatine + 2 birre bionde_ Offerto da Heaven Door Pub_Seregno   (FB)

36. SEDUTA DI MASSOTERAPIA_Massaggio a scelta tra decontratturante,rilassante o linfodrenante_ Offerto da New Kinesis_Cabiate  (Sito

37. TOELETTATURA PROFESSIONALE_Lavaggio cane con operatore specializzato_ Offerto da Beauty Dog_Monza  (FB)

38. CANDELA PROFUMATA ARHOME_Candela realizzata in cera di elevata qualità in contenitore di vetro colorato_ Offerto da Dorelanbed_Lissone  (FB)

39. STAMPA FOTOGRAFICA PERSONALIZZATA_Stampa su pannello 50x70cm di una fotografia_ Offerto da FDF / Fotolaboratorio Digital Service_Monza  (Sito

40. ROSE IN SCATOLA_Rose di carta realizzate a mano e custodite in mini cappelliera_ Offerto da Hobby And Papers / Brivio_Monza  (Sito)

41. BUONO ACQUISTO LIBRI_Buono acquisto da 30 € per l’acquisto di libri_ Offerto da Virginia e Co._Monza  (FB)

42. CASSA DI VINO CANNONAU_Sei bottiglie da 75 cl di vino Cannonau “Nois”_ Offerto da Cooperativa Agricola Gesuina Onnis_Monza  (FB)

43. MANICURE CON GEL SEMI-PERMANENTE_Manicure con gel semi-permanente_ Offerto da Naturalmente Beauty_Monza  (Sito)

44. APERITIVO PER DUE PERSONE_Buono da 30€ per aperitivo con tagliere tradizionale o vegetariano / vegano + 2 consumazioni alcoliche o analcoliche_ Offerto da Moss_Monza  (Sito

45. CASSA DI VINO VERMENTINO_Sei bottiglie da 75 cl di vino Vermentino di Sardegna_ Offerto da Cooperativa Agricola Gesuina Onnis_Monza  (FB)

46. BOTTIGLIA TERMICA LIFE BOTTLE_Bottiglia termica in acciaio inox inossidabile. Capacità 50 cl_ Offerto da Alternativa Sfusa_Monza  (FB)

47. SHAMPOO + IMPACCO + PIEGA_Buono per shampoo, impacco e piega_ Offerto da Sonia Hair_Monza  (FB)

48. BOTTIGLIA DI PROSECCO EXTRA DRY_Una bottiglia da 70 cl di Prosecco Extra Dry premiato_ Offerto da Shaker Club Café_Seregno  (FB

49. BUONO ACQUISTO PRODOTTI_Buono acquisto da 20€ sulla merce disponibile in negozio_ Offerto da Alternativa Sfusa_Monza  (FB)

50. TEGLIA DI PIZZA MARGHERITA D’ASPORTO_Impasto artigianale con 36 ore di lievitazione_ Offerto da Pizzeria – Birreria Il Coccio_Brugherio  (FB)

51. ASILO DIURNO PER CANE_ Mezza giornata presso l’Asilo Diurno per il tuo cane (previa prenotazione)_Offerto da Fido Village_Lissone  (Sito)

52. TEGLIA DI PIZZA MARGHERITA D’ASPORTO_Impasto artigianale con 36 ore di lievitazione_ Offerto da Pizzeria – Birreria Il Coccio_Brugherio  (FB)

53. GIFT CARD_1 cocktail & 1 tapas_ Offerto da Liquors_Monza   (FB)

54. GIFT CARD_1 cocktail & 1 tapas_ Offerto da Liquors_Monza   (FB)

55. GIFT CARD_1 cocktail & 1 tapas_ Offerto da Liquors_Monza   (FB)

56. GIFT CARD_1 cocktail & 1 tapas_ Offerto da Liquors_Monza   (FB)

57. GIFT CARD_1 cocktail & 1 tapas_ Offerto da Liquors_Monza   (FB)

58. LIBRI – CD – DVD – CARTOLERIA_Buono da 20€ spendibile nei 2 punti vendita Libraccio di Monza_ Offerto da Libraccio_Monza  (Sito)

59. LIBRI – CD – DVD – CARTOLERIA_Buono da 20€ spendibile nei 2 punti vendita Libraccio di Monza_ Offerto da Libraccio_Monza  (Sito)

60. STAMPA FOTOGRAFICA PERSONALIZZATA_Stampa su tela 30×40 cm di una fotografia_ Offerto da FDF / Fotolaboratorio Digital Service_Monza  (Sito

61. “ENERBIOTIC” VITALITY DRINK PETFORMANCE MANGIME COMPLEMENTARE PER CANI_ Offerto da Farmacia Buonarroti_Monza  (FB

62. BUONO TAKE AWAY GASTRONOMICO_Buono da 15€ a scelta tra le pietanze giornaliere_ Offerto da Gastronomia Sosta & Gusta_Macherio  (FB)

63. BIRRA ARTIGIANALE_Bottiglia di birra artigianale da 75 cl_Offerto da La Pentola Vegana_Monza  (Sito)

64. ABBONAMENTO DIGITALE ANNUALE ALLA RIVISTA “IL MIO CANE”_N° 10 numeri a partire dalla data di attivazione_Offerto da Sprea Editori   (Sito)

65. APERITIVO PER DUE PERSONE_Buono da 14 € per aperitivo per due persone_ Offerto da Shaker Club Café_Seregno  (FB

66. GIFT CARD_Buono da €10 spendibile da Coffee House_ Offerto da Coffee House_Monza  (FB)  

67. GIFT CARD_ Buono da €10 spendibile da Coffee House_ Offerto da Coffee House_Monza  (FB)  

68. GIFT CARD_ Buono da €10 spendibile da Coffee House_ Offerto da Coffee House_Monza  (FB)

69. GIFT CARD_ Buono da €10 spendibile da Coffee House_ Offerto da Coffee House_Monza  (FB)  

70. GIFT CARD_ Buono da €10 spendibile da Coffee House_ Offerto da Coffee House_Monza  (FB)  

71. MANGIME TOTO DIET DERMATOLOGICO_Confezione da 500 gr a scelta tra cane e gatto_ Offerto da Fido Village_Lissone  (Sito)

72. CUFFIE JBL T110_Intra-Auricolari con comando e microfono universale_ Offerto da Leading Technologies Srl_Monza  (Sito)

73. ABBONAMENTO DIGITALE ANNUALE ALLA RIVISTA “GATTO MAGAZINE”_N° 6 numeri a partire dalla data di attivazione_ Offerto da Sprea Editori  (Sito)

74. MEDAGLIETTA PERSONALIZZATA_Medaglietta colorata personalizzabile con incisione laser_ Offerto da Beauty Dog_Monza  (FB)

Pubblicato il 14 ottobre 2020

CalENPArio 2021: un anno con noi!

Sono già in vendita i calENPAari 2021 dell’ENPA di Monza e Brianza, uno più bello dell’altro!

Già al loro debutto nel weekend delle Giornate degli Animali (3 e 4 ottobre), si sono rivelati un successo. Realizzati in due versioni, da muro (€10) e da tavolo (€6) con immagini e grafica diverse, hanno come modelli d’eccezione gli ospiti, presenti e passati, accuditi presso il rifugio di Monza. E tra gli acquirenti più entusiasti alcuni sono proprio degli adottanti dei protagonisti ritratti sulle pagine dei calendari, che già pensano con orgoglio di regalarli a Natale a parenti e amici…

Dal momento che nel rifugio di via San Damiano non ci sono solo cani e gatti, sulle pagine dei calendari sono immortalati anche conigli, criceti e alcuni componenti della nostra allegra fattoria, come il dolcissimo agnello Brembo, il cavallo bianco Matteo, e ancora capre e pecore, oche e galline.

Dove si possono acquistare i calENPAri?

  • domenica 18 ottobre alla Open Day Party presso Fido Village di Lissone
  • al banco ENPA sabato 7 novembre in via Italia, centro Monza
  • ai mercatini natalizi ENPA sotto i portici dell’Arengario in centro Monza, tutti i giorni da domenica 29 novembre in avanti
  • presso il rifugio di Monza in via San Damiano 21, aperto tutti i giorni dalle 14.30 alle 17.30 (N.B. A differenza delle visite/colloqui d’adozione, non occorre prendere un appuntamento)
  • presso la sede operativa di Via Lecco 164 (aperta il giovedì sera dalla 21 alle 23), anche in questo caso senza appuntamento

Pubblicato il 14 ottobre 2020

Appello urgente: ‘Critical Care’ per coniglietti bisognosi. Su Amazon la nostra WishList.

Vi chiediamo ancora una volta una mano per aiutarci, questa volta, a sostenere questi teneri coniglietti e far sì che crescano forti e sani.

Il ‘Critical Care‘ è un alimento altamente nutriente di vitale importanza nei casi in cui si renda necessaria un’alimentazione intensiva e che favorisca la digestione in conigli, roditori e rettili. Vanno imboccati più volte al giorno e quindi se ne usa tanto.

Tutte le donazioni sono apprezzate ma abbiamo preparato su Amazon un’apposita WishList (lista dei desideri), così che possiate donare, stando comodamente a casa, il cibo di cui abbiamo tanto bisogno.

Naturalmente, chi volesse usare il metodo più “tradizionale”, portandoci personalmente gli alimenti al rifugio di Via San Damiano 21, sarà il benvenuto!

Grazie, come sempre, per la vostra sensibilità e generosità.

Trovate la WishList qui

Le foto: nella foto in alto e sopra a sinistra, un cucciolo debilitato viene alimentato a mano (non è ovviamente ancora pronto per l’adozione). Gli altri due, invece, la bianca Irlanda e Cheridan dal mantello color seal point, sono solo alcuni dei conigli presso il rifugio di Monza in cerca di adozione.

Pubblicato il 14 ottobre 2020

Smontiamo la gabbia: domenica 18 ottobre corteo a Trento per la liberazione degli orsi.

Fra il 1999 e il 2002 viene realizzato in provincia di Trento il Progetto Life Ursus finanziato dall’Unione Europea, con finalità di ripopolamento degli orsi bruni, all’epoca sostanzialmente estinti nell’arco alpino. Evidentemente, qualche orso nei boschi fa bene al turismo e alle casse provinciali, deve aver pensato qualcuno. Ma bastano pochi anni e ci si rende conto che la presenza dell’orso non è compatibile con un modello di turismo consumista e invasivo, nel contesto di un territorio in realtà ampiamente antropizzato.

I risultati di una pessima gestione

20 anni dopo il bilancio è tristemente fallimentare: 34 orsi “indisciplinati” scomparsi, uccisi, imprigionati, tra loro M49, M57 e l’orsa DJ3, attualmente detenuti nella struttura/prigione del Casteller, la cui gestione è – con macabra ironia – affidata all’Associazione dei Cacciatori Trentini.

M49 evade clamorosamente, viene catturato ma fugge il 27 luglio 2020, per poi venire nuovamente catturato poche settimane fa. Suoi compagni di prigionia DJ3 (figlia di Daniza, probabilmente l’orsa più tristemente nota nella mala gestione della provincia di Trento) reclusa da ben 9 anni (metà della sua vita) e M57, riuscito a trascorrere solo due anni della sua vita in libertà prima di essere imprigionato (la vita media di un orso in natura è fra i 30 e i 35 anni). È notizia di questi giorni che le condizioni psico-fisiche dei tre plantigradi sono state definite “inaccettabili” persino dagli organi di controllo istituzionali che, come da copione, propongono per voce delle associazioni veterinarie la costituzione di “comitati etici” per ripulirsi la faccia con la solita favola del “benessere animale”.

La classe politica che ha governato il Trentino ha più volte dimostrato tutti i limiti e l’ipocrisia di un’impostazione antropocentrica rispetto alla convivenza con gli altri animali. Ovviamente le cose non sono né cambiate né migliorate dall’insediamento della nuova giunta leghista.

Cosa andava fatto

I milioni di euro che per il Progetto Life Ursus la Provincia ha ricevuto dall’Europa andavano spesi molto diversamente: progetti di educazione nelle scuole, formazione mirata agli operatori turistici, sensibilizzazione e informazione a tappeto a residenti e turisti, nell’ottica di una convivenza pacifica e rispettosa. E invece? E invece questa specie è stata presa, piazzata sul territorio, tolta dal territorio, uccisa, imprigionata, mostrata, nascosta, a seconda delle esigenze del potere.

Il fatto è che gli animali selvatici hanno la pessima abitudine di comportarsi da tali. Non sono peluche, non sono gli animali depressi e tristi che vediamo negli zoo. Sono orsi che, come tutti gli individui, vogliono “solo” vivere liberi, scegliere cosa mangiare, dove andare, cosa esplorare, come giocare, oziare, odorare; e che, come chiunque altro, se si sentono infastiditi o minacciati reagiscono e si difendono. Orsi che fanno gli orsi, insomma.

Nell’operato della Giunta Fugatti in questo particolare frangente, riconosciamo con evidenza politiche repressive per questo, da sempre solidali con la lotta di chi viola i confini per riprendersi la libertà, ci schieriamo senza esitazioni dalla parte degli/le orsi ribelli.

È ora di dire basta!

Restituiamo agli orsi i boschi e le montagne in cui sono nati liberi.

Centro Sociale Bruno, Assemblea Antispecista, Fridays for Future e Coordinamento Studenti Medi hanno organizzato una manifestazione nazionale a Trento domenica 18 ottobre.

Ritrovo alle ore 11.00 alla stazione di Villazzano di Trento e corteo verso il Casteller.

La manifestazione durerà tutta la giornata; si consiglia di portarsi il pranzo al sacco, l’acqua, la mascherina, scarpe da montagna e indumenti adatti in caso di pioggia.

Pubblicato il13 ottobre 2020

Benedizione degli Animali: la 45° edizione tra Covid e il tempo capriccioso. Ecco i vincitori del concorso Cane Fantasia!

Sabato 3 e domenica 4 ottobre abbiamo festeggiato le Giornate degli Animali e come al solito l’ENPA di Monza e Brianza si è sdoppiata tra il banco di sabato e la Benedizione degli Animali il giorno successivo.

Sabato il banco in via Italia ha riscosso un grande successo di pubblico e i numerosi visitatori hanno potuto acquistare in anteprima i bellissimi calENPAri 2021 e i biglietti della LotterENPA 2021. Grande successo hanno riscosso anche i nuovissimi gadget che saranno nuovamente disponibili nei mercatini di Natale che verranno allestiti sia in centro Monza sia al rifugio in via San Damiano 21.

Il giorno successivo, tutti gli amici dell’ENPA amanti degli animali hanno partecipato alla Benedizione degli Animali, anche se i numeri non sono stati certo quelli delle passate edizioni, vuoi per il tempo davvero incerto, vuoi per la paura del Covid che tuttora è di ostacolo al ritorno alla normalità.

I visitatori – con o senza animali al seguito – hanno però potuto conoscere la variegata fauna presente nel parco rifugio di via San Damiano che, come ben sappiamo, ospita non solo cani e gatti ma anche conigli, cavalli, pony, capre, pecore, tartarughe, cavie, galline, oche e l’ultimo arrivato, l’agnellino Brembo.

Tutti erano provvisti di mascherina e tutti hanno rigorosamente rispettato le regole imposte per la sicurezza di ognuno. Da parte nostra siamo stati molto scrupolosi nel mantenere dappertutto il necessario distanziamento e nell’evitare ogni possibile assembramento. 

Dopo che il presidente dell’ENPA di Monza, Giorgio Riva, ha aperto ufficialmente la manifestazione, una ventina di palloncini, interamente biodegradabili, ha colorato di blu il cielo accompagnati dai teneri pensierini scritti dai più piccoli. Davvero bello e attuale il messaggio di Carlo, 12 anni, che con il suo “vorrei che ci fosse armonia tra uomo e natura” sembra quasi ricordare la nuova vocazione di ENPA, che per statuto non è più solo un’associazione animalista ma anche ambientalista.

Prima dell’apertura della sfilata, tutti i presenti hanno osservato un commosso minuto di silenzio, sulle note dell’inno di Mameli, per un doveroso saluto a tutte le vittime del Covid-19.

Tra uno scroscio di pioggia e un raggio di sole, una cinquantina di quattrozampe ha preso parte al concorso, sfilando davanti a una giuria qualificata. (In fondo i nomi e le foto di tutti i vincitori e i nomi dei giudici.)

Sopra, alcuni dei partecipanti nella sfilata “Cabe Fantasia 2020”

Come da copione all’inizio della competizione hanno sfilato alcuni cani ospiti della nostra struttura in cerca di adozione, in rappresentanza di ciascuna categoria in gara: Tiktok per la categoria Maltrainsema, Sake per quella dei Gran gros e ciula, Oreo per i Tufinel, Oscar per i Burlunent, Ryan per gli Oregiatt e Queen per la categoria Bell e truvatell.

Accompagnato dalle dolci note di “Fratello sole Sorella luna”, Padre Riccardo ha impartito la solenne Benedizione a tutti gli animali presenti. Grande amante dei gatti e tutore di una colonia felina, ha voluto ricordare l’importante ruolo degli animali domestici nella nostra vita, in particolare in questo difficile periodo.

CANE FANTASIA 2020: PARATA DEI CAMPIONI

Ecco i nomi dei cani, con quelli dei loro proprietari, che si sono classificati ai primi tre posti per ciascuna categoria. Tutti i premiati hanno ricevuto un grande cesto stracolmo di giochi e golosità e in bellissimo attestato offerti da ENPA.

El Maltrainsema – il cane più “fantasia”

1° premio: Mimì di Gaia Cavanno, una cagnolina di 5 anni descritta come “vivace”. Adottata dopo essere stata abbandonata in Sardegna

2° premio: Dream di un anno di età, di Fabio Antonini, “bellissima e casinista”, adottata al canile di Monza

3° premio: Terry, 10 anni, di Antonio Fagotti. Arrivato da una perrera (i tristemente noti canili-lager spagnoli), è un grande cacciatore di lucertole.

Sotto, una foto di gruppo dei tre vincitori nella categoria El Maltrainsema

Gran Gros e Ciula – il cane più grosso e simpaticone

1° premio: Blanko, 6 anni, di Fulvio Monteleone. Adottato al canile di Frosinone, Fulvio lo descrive come “territoriale ma anche coccolone”.

2° premio: Merlino, 2 anni, di Erica Ianno. Arriva da un border rescue, ovvero da un’associazione che si occupa di salvare e trovare nuove famiglie ai border collie. La sua proprietaria lo descrive come “fifone”.

3° premio: Zoe, un anno di età, di Lorenza Arosio. È una cagnolona “molto vivace” adottata al canile di Monza.

Sotto, una foto di gruppo dei tre vincitori nella categoria Gran Gros e Ciula

El Tufinel – il cane più piccolo e vispo

1° premio: Briciola di Renata Cazzaniga, di 6 anni. Arriva anche lei da una perrera ed è ancora paurosa.

2° premio: Lilith, 8 anni, di Maria Teresa Aguglia. Adottata al rifugio di Monza, la sua proprietaria dichiara che “è la regina del mondo, tutto è suo”!

3° premio: Molly, ben 11 anni, di Alice Bacchetti. Avuta da un privato, la sua specialità è buttarsi a pancia in su per ricevere baci!

Sotto, una foto di gruppo dei tre vincitori nella categoria El Tufinel

El Burlunent – il cane più piccolo grassoccio

1° premio: Camilla, 3 anni, di Fabrizio Bellorini. Arriva dall’associazione Una luce fuori dal lager di   Uboldo (VA). Era stata portata al nord da un canile lager della Basilicata, abbandonata in origine perché incinta. Nella sua nuova famiglia la sua specialità è rubare il cibo dalla cucina!

2° premio: Bullo, 7 anni, di Massimiliano Rossi. Adottato al canile di Torre del Greco (NA), ha una storia terribile alle spalle: era stato trovato legato a uno scoglio. A casa ama mangiare e rotolarsi.

3° premio: Tex, 8 anni, di Deborah Gala. Adottato al canile di Monza, mangia sempre e conosce perfettamente gli orari dei pasti.

Sotto, i tre vincitori nella categoria El Burlunent

L’Oregiatt – il cane con le orecchie più vistose

1° premio: Candy, 7 anni, di Matteo Riccardo. Arriva dall’associazione Lega del Cane di Puglia. Vive con ben 5 mici e crede anche lei di essere una gatta!

2° premio: Gennaro, ben 13 anni, di Maria Rodriguez, adottato presso un’associazione nel napoletano. È obbediente e coccolone e gli piace giocare con la palla.

3° premio: Cookie, un cucciolo di 7 mesi di età, di Vittoria e Gabriele Sardella. Adottato presso un’associazione romana, la sua famiglia afferma che è un “aspirapolvere e che corre come una lepre”.

Sotto, i tre vincitori nella categoria L’Oregiatt

Bell e Truvatell – il più bel cane di razza purché trovato o adottato presso un canile o rifugio

1° premio: Chloe di Silvia Bernareggi, adottata presso un “rescue” per setter. Ha 6 anni ed è dolcissima e affettuosa.

2° premio: Bella di Elena Arosio, di 4 anni. Adottata presso un’associazione di volontari in Sicilia, è esuberante e giocherellona, ma ha paura dei chihuahua!

3° premio: Cloe di Alessia Steffan, di 2 anni. Adottata presso un canile di Napoli, gioca con tutto quello che le capita.

Sotto, i tre vincitori nella categoria Bell e Truvatell

I premi speciali

I giudici hanno inoltre assegnando due premi in categorie “extra”:

Il premio “Tenerezza” è andato a Donut, 6 anni, di Fabrizio Lavezzari (in sfilata sotto a sinistra con la sua compagna Luna). Adottato presso il rifugio di Monza, era arrivato sottopeso e in bruttissime condizioni di salute. Donut è stato la nostra “mascotte” nell’ufficio del rifugio per diversi mesi prima di trovare la sua bellissima famiglia. Qui troverete la sua bellissima storia pubblicato a gennaio di quest’anno.  

Il premio per il cane più anziano è andato a Piuma, ben 14 anni compiuti, adottato da un privato, assieme alla sua amica Alice, 12 anni, adottata invece presso il canile di Monza (foto sopra a destra). La loro proprietaria, Flavia Fontana, ci informa che Piuma, nonostante l’età, ama giocare con le sue peluche, e che Alice è una cagnolina tranquilla e coccolona.

Un attestato speciale di benemerenza (e una inattesa sorpresa per la diretta interessata) è stato assegnato a Maria Teresa Galliano Bernardi (sotto, con il presidente ENPA Giorgio Riva), per l’impegno e la dedizione con cui si è prodigata per oltre cinquant’anni come volontaria e grazie al quale è riuscita a trovare casa a un infinito numero di mici.

RINGRAZIAMENTI SPECIALI

La Giuria:

  • Rosella Panzeri, ex sindaco di Monza e da sempre amica dell’ENPA di Monza
  • Walter Tomain, medico veterinario, storico direttore sanitario del canile di Monza
  • Barbara Zizza, presidente della sezione di Monza e Brianza della LEIDAA
  • Sandra Onofri, consigliere comunale del Comune di Monza, che ci ha portato i saluti del Sindaco Dario Allevi e di Martina Sassoli, Assessore all’Ambiente

– La Floricoltura dei Fratelli Gavazzi di San Damiano di Brugherio per i fiori e l’allestimento del palco

– La Provincia di Monza e Brianza e il Comune di Monza per il patrocinio concesso alla manifestazione

Sulla nostra pagina Facebook troverete a breve una bella selezione di foto scattate durante la manifestazione.

Pubblicato il 6 ottobre 2020

Concorso fotografico WebStar 2020: c’è ancora tempo per iscriversi!

Avete un bel gattino fotogenico con cui non avete potuto partecipare al concorso Cane Fantasia? Oppure un cane anziano o un cucciolotto, disabile o dal carattere un po’ prepotente o troppo timido? O, ancora, un coniglio, un pappagallo, un cavallo o persino una gallina? O semplicemente abitate lontano e non siete potuti venire alla Benedizione a Monza di domenica?

Allora, ecco per voi il concorso WebStar 2020! È tutto online ed è aperto a tutti gli animali di casa e quindi davvero inclusivo. Tre sono le categorie: Dog Web Star per i cani, Cat Web Star per i gatti e Pet Web Star per tutti gli altri animali.

Come iscriversi

Partecipare è facile: basta scattare una bella foto del vostro cane, gatto, coniglio o altro pet, con o senza di voi, e collegarvi alla pagina dedicata. Compilate il form con i vostri dati e quelli del vostro pet, compresa una frase che metta in luce la caratteristica del vostro pet che più vi piace, o una cosa particolare che sa fare o, ancora, un breve aneddoto. L’offerta minima per ogni animale iscritto è di €10 da versare nella modalità che preferite.

Il concorso durerà fino a mercoledì 14 ottobre, ma attenzione: la data ultima per iscrivervi è lunedì 12 ottobre in caso di pagamento con bonifico bancario e martedì 13 ottobre in caso di altre forme di pagamento.

Vincitori e premi

Un’attenta e qualificata giuria ENPA Monza e Brianza valuterà le foto arrivate e stabilirà i vincitori che saranno annunciati domenica 18 ottobre e pubblicati sui nostri canali social.

Per chi ha la possibilità di ritirarlo presso il rifugio di Monza, il premio sarà un cesto di ghiottonerie e un bellissimo attestato personalizzato, mentre a chi non ha la possibilità di recarsi al rifugio verrà inviato l’attestato.

Per informazioni e iscrizioni cliccare qui. Per altre info: concorso@enpamonza.it

Le foto sono di alcuni dei partecipanti già iscritti.

Pubblicato il 7 ottobre 2020

End the Cage Age: 1,4 milioni le firme consegnate alla Commissione Europea

Ci siamo: venerdì 2 ottobre la Commissione Europea ha ricevuto le firme dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) End the Cage Age. Quasi 1,4 milioni di firme sono state autenticate dagli Stati Membri: i cittadini di tutta l’Unione hanno chiesto la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti. Si tratta di una giornata storica e fra le più significative per la vita di centinaia di milioni di animali ancora allevati in gabbia nella UE e per tutti gli animali che sono costretti a vivere negli allevamenti intensivi nel mondo.

La coalizione europea, formata da più di 170 associazioni di protezione animale, ambientale e dei consumatori, ha visto la partecipazione di 21 associazioni italiane, compresa naturalmente ENPA.

Cominciò tutto tre anni fa…

L’ICE End the Cage Age è stata lanciata l’11 settembre 2018 ed è terminata esattamente un anno dopo, raccogliendo l’eccezionale numero di 1 milione e 600.000 firme. A seguito della validazione da parte dei singoli Stati Membri, le firme autenticate sono risultate 1.397.113 (di cui oltre 90.000 in Italia), ben al di sopra del minimo necessario di 1 milione di firme richieste affinché l’iniziativa sia valida. L’ICE End the Cage Age ha anche superato il numero minimo di firme raccolte in 18 stati membri, ben al di sopra dei 7 richiesti. Per questo End the Cage Age è stata: la sesta ICE di successo tra le 75 iniziative registrate negli ultimi 8 anni, la terza per numero di firme raccolte e la prima ICE di successo a favore degli animali negli allevamenti.

Adesso tocca alla Commissione UE

Le gabbie sono il simbolo per eccellenza della crudeltà degli allevamenti intensivi, che confinano tantissimi animali in spazi ristretti e chiusi, non rispettandone le esigenze etologiche e fisiologiche e rendendo tra l’altro necessario l’uso massiccio di antibiotici.

«Consegnare oggi le firme per l’ICE End the Cage Age – ha detto Olga Kikou, Direttrice di CIWF (Compassion in World Farming) UE e membro del comitato di cittadini che ha proposto l’iniziativa – è il culmine di un grande sforzo compiuto da 1,4 milioni di cittadini che si sono uniti per chiedere di mettere fine alla sofferenza degli animali negli allevamenti.»

Ora, spetta alla Commissione UE farsi avanti con concrete proposte legislative per mettere la parola fine all’uso delle gabbie negli allevamenti dell’UE. 

Pubblicato il 7 ottobre 2020

Un esempio da imitare: la Francia vieta animali selvatici al circo

Basta animali selvatici nei circhi. È quanto annunciato il 29 settembre dalla ministra della Transizione Ambientale francese, Barbara Pompili, che con questo provvedimento intende lanciare un chiaro segnale del proprio impegno a proteggere la natura, in linea con la dichiarazione politica appena firmata dal presidente Emmanuel Macron.

«È giunta l’ora – ha affermato la Ministra – che il fascino ancestrale per questi animali selvatici non si traduca più in situazioni in cui la cattività venga messa prima del loro benessere. Circhi e altre realtà dovranno reinventarsi, con il sostegno dello Stato». Per ora non è stata comunicata alcuna data di entrata in vigore dei divieti.»

«Tra le questioni da risolvere – ha sottolineato la Ministra – ci sarà la sorte di almeno 500 felini che ovviamente non potranno essere liberati ma dovranno essere ricollocati in qualche modo. Soluzioni andranno trovate caso per caso, per ogni circo e ogni animale.»

Addio anche a delfinari e allevamenti di visoni

Buone notizie anche per i tre delfinari presenti in Francia: non saranno introdotti nuovi delfini né orche, la loro riproduzione in condizioni di cattività non sarà più autorizzata e non si potranno più aprire nuove attività, con l’obiettivo di concludere l’iter tra 7 e 10 anni.

Entro 5 anni, infine, sarà vietato l’allevamento di visoni d’America dalla pregiata pelliccia, attualmente praticato in quattro strutture.

A quando una legge in Italia?

Una lodevole iniziativa, quella francese, ma com’è la situazione in Italia? Ricordiamo che il 15 gennaio 2020 era stata approvata dalla Commissione Cultura del Senato una risoluzione volta a far valutare al governo la possibilità di togliere gli animali dai circhi. A votare a favore erano state le forze di maggioranza, a partire da Movimento 5 Stelle, Pd e Italia Viva; contrario il centrodestra, in particolare la Lega. La questione, forse a causa dell’emergenza Covid, è rimasta in standby.

LUnione Europea non prevede una specifica normativa riguardo l’uso degli animali all’interno dei circhi, che però dovrebbero rispettare quanto è previsto dal regolamento (CE) n. 338/97 relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio e dal regolamento (CE) n. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate.

La Grecia è stato il primo Paese dell’UE ad aver posto, nel 2012, un divieto totale sull’utilizzo di qualsiasi animale nei numeri circensi e a oggi sono già 17 i Paesi europei con leggi che vietano o limitano fortemente l’uso di animali negli spettacoli e il numero cresce di continuo.

Da sempre l’Ente Nazionale Protezione Animali si batte per eliminare del tutto la presenza degli animali dai circhi. Sarebbe ora di voltare pagina anche nel nostro Paese e porre fine a questa forma di sfruttamento che oltre a tutto rappresenta anche un pericolo per la sicurezza degli animali e delle persone. Sarebbe davvero il caso, è quanto auspicano tutti gli amanti degli animali, che anche l’Italia decida di seguire l’esempio dei Paesi più virtuosi.

Pubblicato il 7 ottobre 2020

Il Covid non ferma la Benedizione degli animali! Appuntamento domenica 4 ottobre!

EVENTO CONFERMATO PER OGGI, 4 OTTOBRE, NONOSTANTE IL TEMPO UN PO’ INCERTO! CI VEDIAMO ALLE 14.00 IN POI!

Ci tenevamo veramente tanto e ce l’abbiamo fatta: a dispetto del Covid (ma nel rispetto delle regole per la sicurezza di tutti) il 4 ottobre presso l’area canile si svolgerà la 45a edizione della Benedizione degli Animali, la più importante manifestazione nel calendario dell’ENPA monzese.

Prima il banco in centro sabato…

Per le Giornate Degli Animali, che da sempre si svolgono in tutta Italia in concomitanza con la festa di San Francesco d’Assisi, la sezione ENPA di Monza e Brianza si sdoppia tra il centro del capoluogo brianzolo e il parco canile-gattile di via San Damiano.

Sabato 3 ottobre i volontari saranno presenti in centro Monza, in via Italia di fronte alla libreria Feltrinelli, dalle 9.30 alle 18.30 orario continuato con un gazebo di informazioni e di gadget, tutti a tema animale. Faranno il loro debutto gli splendidi calENPAari 2021 della nostra sezione, nelle versioni da muro (€10) e da scrivania (€6), con le immagini degli animali accuditi dall’ENPA monzese.

… Domenica la benedizione

Domenica 4 ottobre l’appuntamento è al rifugio di Monza in via San Damiano 21: alle ore 14.00 prende il via la 45° edizione della Benedizione degli Animali e abbinata al concorso a premi “Cane Fantasia 2020”.

Per la vostra e la nostra sicurezza

Abbiamo preso tutte le precauzioni affinché la manifestazione si svolga nella più totale sicurezza per i visitatori e i volontari: doppio ingresso con scanner termico, firma del registro presenze, igienizzazione mani, obbligo di mascherina per tutta la manifestazione, distanziamento interpersonale, contingentamento dei gruppi famigliari in visita ai vari reparti (canile e percorsi mobility, gattile rifugio, allegra fattoria e per la prima volta nuova area di biodiversità).

Il Concorso cane fantasia 

Il concorso al quale possono partecipare tutti i cani di qualunque razza e tipologia, prevede una quota di iscrizione di €10 per ogni animale: per ciascuna categoria saranno premiati i primi tre classificati con un attestato personalizzato e ricchi cesti di ghiottonerie e giochi per animali offerti da ENPA.

Queste le categorie del concorso: El maltrainsema (il cane più “fantasia”), Gran gros e ciula (il più grosso), El tufinel (il più piccolo e coccolone),  El burlunent (il più cicciotto), L’oregiatt (quello con le orecchie più grandi), Bell e truvatell (il più bel cane di razza purché non acquistato).

Fuori concorso sfilerà per ogni categoria un rappresentante dei cani del canile di Monza in attesa di trovare una famiglia.

Quest’anno, per evitare eccessivi assembramenti al banco iscrizioni del Concorso Fantasia, sarà possibile effettuare una pre-iscrizione online qui.

Basta compilare tutti i vostri dati e quelli del vostro cane (o cani), e procedere al pagamento (carta di credito, PayPal, Satispay o bonifico bancario). La vostra iscrizione verrà poi completata al banco dedicato al rifugio il giorno della manifestazione.

LotterENPA: e quattro!

Dopo il successo della prime tre edizioni, ritorna LotterENPA, la lotteria benefica dell’ENPA di Monza e Brianza: il biglietto costa 1 € e per chi vorrà tentare la sorte ci sono ben 74 ricchissimi premi in palio! (L’estrazione è il 31 gennaio 2021).

I biglietti saranno disponibili dal 3 ottobre al banco in centro e il 4 alla Benedizione, presso il canile e presso i tutti i banchi ENPA programmati per il periodo natalizio. Ma sono anche acquistabili online sul nostro sito qui.

Tutti a visitare il nostro rifugio!

I volontari ENPA vi accompagneranno a visitare i cani e i gatti del rifugio che aspettano di trovare una famiglia e una casa. Poiché i reparti cani e gatti non sono visitabili con il proprio cane sarà in funzione un servizio di dog-sitting che custodirà il vostro animale per il tempo della visita. Tutti i padroni con i loro cani sono invece inviatati a provare un divertente e facile percorso di Mobility Dog nelle aree dedicate sotto la guida di educatori cinofili ENPA.

Chi poi volesse incontrare tutti gli animali del settore erbivori, potrà visitare l’allegra fattoria per conoscere: i pony Gigio e Castagna, la maialina Heidi e poi caprette, oche, germani, galline e galli e l’ultimo arrivato, l’agnellino Brembo con la sua mamma Fortunata, tutti animali che nella vita quotidiana nelle nostre città sono impossibili da incontrare. I bambini potranno provare l’emozione di offrire personalmente cibo ad alcuni di questi animali. Una straordinaria esperienza da non perdere.

Uno stand nell’area erbivori sarà dedicato agli animali esotici e “non convenzionali”, a cura di volontari esperti, dove potrete conoscere tanti animali spesso acquistati in modo superficiale che poi ENPA si trova a soccorrere, in primis le tartarughe d’acqua americane, ma anche pappagallini, conigli, cavie e criceti. Potrete provare l’esperienza di accarezzare Abelarda, la nostra tartaruga africana gigante, 30 anni di età e 30 kg di peso!

Una visita all’oasi di biodiversità: api e animali del bosco

A fianco dell’area canile sarà per la prima volta visitabile l’area di biodiversità, un vasto prato dove sono state piantate da ENPA moltissime piante che formeranno un futuro bosco. Qui potrete vedere alcuni degli animali del bosco salvati e pronti al rilascio, come ricci e tartarughe. Una novità di quest’anno sarà la possibilità, per quanti lo vorranno, di avvicinarsi al misterioso mondo delle api. Presso le arnie che sono state istallate nell’oasi, due esperte ed appassionate apicultrici, infatti, saranno a disposizione per spiegare come è organizzato un alveare e farvi conoscere meglio questi utilissimi imenotteri.

Per i più piccoli

Come ogni anno, non mancheranno i divertimenti per i più piccoli, a cominciare dai messaggi dedicati agli animali da attaccare ai palloncini prima di farli volare in cielo, tutti insieme, dopo la lettura dei pensierini felici. Nel rispetto del distanziamento sociale, non ci saranno il Truccabimbi e lo scambio di figurine, ma non mancherà “Abbatti i Misfatti”, il gioco divertente ed educativo, in cui i bambini (ma anche i grandi!) devono lanciare una palla per far cadere i barattoli, ognuno dei quali rappresenta un “misfatto”, ovvero un maltrattamento o sfruttamento nei confronti degli animali. 

Tante iniziative per voi

Durante la manifestazione tutti i partecipanti potranno visitare diversi banchi dell’ENPA presso i quali troveranno informazioni sulle attività della sezione, potranno conoscere il Progetto Famiglia a Distanza, sapere come si diventa volontario e iscriversi all’ENPA per l’anno 2021.

Gli amanti dello shopping troveranno irresistibile il banco dedicato ai gadget con una ricchissima e rinnovata selezione di proposte, sempre a tema animale da regalare (Natale non è così lontano) o da regalarsi. Nel settore dedicato agli attrezzi per i vostri beniamini di casa, potrete trovare numerosi articoli – cucce, tiragraffi, giochi di attivazione mentale, snack di tutti i tipi con una semplice offerta che non solo aiuterà ENPA ma renderà più confortevole e più stimolante la vita dei vostri animali.

Nella sala conferenze del canile torna l’avvincente pesca benefica che offre ricchi premi per cani e gatti (1 biglietto €3, 2 biglietti €5). Saranno inoltre a disposizione le tradizionali piantine di ciclamino e la possibilità di ristorarsi con bibite fresche.

Dopo la premiazione, la benedizione

Alle 17.00 circa verrà impartita a tutti gli animali presenti la tradizionale solenne benedizione in ricordo di San Francesco d’Assisi. Immediatamente dopo seguirà la proclamazione di tutti i vincitori del concorso “Cane Fantasia”: la consegna dei premi ai vincitori con le foto di rito concluderà questa splendida festa che ci auguriamo venga allietata, come nelle passate edizioni, da tantissimi amici degli animali di Monza e Brianza.

Ricordiamo che i cani devono essere al guinzaglio, altri animali vanno tenuti negli appositi trasportini. Come già detto verrà organizzato un servizio di dog sitting in due aree distinte all’interno del complesso per chi volesse visitare i reparti dove sono ospitati gli animali per ridurre al minimo lo stress dei nostri ospiti a quattro zampe.

Noi vi aspettiamo numerosi, con quattrozampe o meno, per festeggiare insieme quella che è la festa più importante della nostra sezione.

Come arrivare al rifugio di Monza.

Il canile-gattile di Via San Damiano 21 è accessibile da Viale delle Industrie. È ubicato dietro il distributore Esso, nel tratto tra la rotonda del sottopasso e il cimitero (viaggiando in direzione da ovest a est). Si volta in Via San Damiano subito dopo l’Esso.

Trovare parcheggio durante le grandi manifestazioni come questa non è facile ma per l’occasione i volontari ENPA vi aiuteranno a parcheggiare le vostre autovetture.

N.B. In caso di maltempo persistente la manifestazione sarà rinviata alla domenica successiva. Controllare il sito, Facebook e Instagram per aggiornamenti.

Pubblicato il 23 settembre 2020

Web Star: prende il via la versione virtuale del Concorso Fantasia

Forte del successo della “4 Passi a 4 Zampe” in versione virtuale, quest’anno ENPA di Monza e Brianza ha deciso di affiancare al classico concorso con cani in carne e ossa, che si svolgerà il 4 ottobre in occasione della Benedizione degli Animali presso il rifugio di Monza, la versione online. Come è successo con la marcia, costituisce una formula davvero “inclusiva”, perché l’iscrizione è aperta a tutti gli animali di casa (non solo cani, ma anche gatti, conigli, cavie, uccellini, tartarughe …) e può partecipare anche chi vive lontano da noi.

Ecco come partecipare

  • Scattate una bella foto del vostro cane, gatto, coniglio o altro pet, con o senza di voi.
  • Compilate il form con i vostri dati e quelli del vostro pet, compresa una frase che metta in luce la caratteristica del vostro pet che più vi piace, o una cosa particolare che sa fare o, ancora, un breve aneddoto.
  • Sono previste tre categorie: Dog Web Star per i cani, Cat Web Star per i gatti e Pet Web Star per tutti gli altri animali.
  • Se avete più animali in casa e volete partecipare con tutti loro, l’operazione va ripetuta per ciascuno, sempre sullo stesso form, fino a tre pet.
  • Una volta compilato il form e allegata la foto, schiacciate “Invia” e verrete indirizzati sulla pagina del pagamento, che si può effettua tramite carta di credito, PayPal, Satispay o bonifico bancario* (con versamento unico per tutti gli animali iscritti). L’offerta minima per ogni animale iscritto è di €10, ma sono ovviamente gradite offerte superiori.

*Coordinati bancari per il bonifico: Banca Intesa San Paolo c/c 5728 – IBAN IT50Y0306909606100000005728, intestato a: “E.N.P.A. onlus – Sezione di Monza e Brianza, Via Lecco 164, 20900 Monza”

C’è ancora tempo, ma affrettatevi!

Il concorso durerà fino a mercoledì 14 ottobre. Ma attenzione: la data ultima per iscrivervi è lunedì 12 ottobre in caso di pagamento con bonifico bancario, e martedì 13 ottobre in caso di altre forme di pagamento.

Vincitori e premi

Un’attenta e qualificata giuria ENPA Monza e Brianza valuterà le foto arrivate e stabilirà il vincitore per ciascuna categoria. I vincitori saranno annunciati tramite un video domenica 18 ottobre e pubblicati sui nostri canali social.

Per chi ha la possibilità di ritirarlo presso il rifugio di Monza, il premio sarà un cesto di ghiottonerie e un bellissimo attestato personalizzato, mentre a chi non ha la possibilità di recarsi al rifugio verrà inviato l’attestato.

Grazie per il vostro prezioso contributo!

Per informazioni: concorso@enpamonza.it

Le foto sono di alcuni dei partecipanti della “4 Passi a 4 Zampe” virtuale organizzata lo scorso maggio in pieno lockdown!

Pubblicato il 24 settembre 2020

Il Concorso “Cane Fantasia 2020” – pre-iscrizioni online!

Per evitare eccessivi assembramenti ai banchi d’iscrizione durante la manifestazione, ricordiamo che coloro che desiderano partecipare al concorso “Cane Fantasia 2020” in occasione della Benedizione degli Animali domenica 4 ottobre hanno la possibilità di fare la pre-iscrizione online. La pagina sul nostro sito per iscrivervi e/o avere più informazioni è qui.  

Dovrete compilare tutti i vostri dati e quelli del vostro cane (o cani), effettuare il pagamento di €10 per cane (tramite carta di credito, PayPal, Satispay o bonifico bancario) e aspettare la nostra conferma. Non vi verrà chiesto di scegliere la categoria in cui sfilerete con il vostro quattro zampe (“Gran, Gros e Ciula”, “El Tufinel”, ecc): la categoria vi verrà assegnata quando ci incontreremo di persona al banco delle iscrizioni al rifugio!

Attenzione: la data ultima per iscrivervi online in caso di pagamento con bonifico bancario è mercoledì 30 settembre e per le altre forme di pagamento venerdì 2 ottobre. Ma se non fate in tempo, nessun problema: ci vediamo direttamente al banco d’iscrizione domenica 4 ottobre dalle 14.00 in poi!

Pubblicato il 26 settembre 2020

CalENPArio 2021: manca poco al suo debutto!

Dal lontano 2007, gli splendidi calENPAari sono ormai un “must” per i soci e i simpatizzanti dell’ENPA monzese. Realizzati in due versioni, da muro (€10) e da scrivania (€6), con immagini e grafica diverse, hanno come modelli d’eccezione gli ospiti, presenti e passati, accuditi presso il rifugio di Monza.

Sopra, le copertine del calendario da muro (sinistra) e da tavolo rispettivamente.

Dal momento che nel rifugio di via San Damiano non ci sono solo cani e gatti, sulle pagine dei calendari potrete trovare anche conigli, criceti e alcuni componenti della nostra allegra fattoria, come il dolcissimo agnello Brembo (sotto, mese di aprile del calendario da muro), il cavallo bianco Matteo, e ancora capre e pecore, oche e galline.

I calENPAri 2021 faranno il loro debutto sabato 3 ottobre al banco in centro Monza (via Italia, di fronte alla libreria Feltrinelli) e il pomeriggio di domenica 4 ottobre alla Benedizione presso il rifugio di Monza.

Sopra, il mese di maggio del calendario da tavolo con il bellissimo Boezio. Nell’immagine in alto, Holly, protagonista del mese di giugno del calendario da tavolo.

Pubblicato il 26 settembre 2020

LotterENPA, siamo a 4! Presto in vendita anche online!

Torna anche quest’anno, per la quarta volta, la LotterENPA edizione 2021, la lotteria benefica dell’ENPA di Monza e Brianza che vi permetterà di tentare la sorte e allo stesso tempo aiutare gli animali. sì, perché l’obiettivo della lotteria è quello di raccogliere fondi per aiutarci a sostenere le spese che sempre più necessitano per la cura degli animali che accudiamo, curiamo e soccorriamo.

Ogni biglietto costa appena 1 euro. Quest’anno i premi sono ancora di più (ben 74!) tra cui tante novità: oltre al top prize, un materasso “memory” offerto dalla Dorelanbed di Lissone, sono in palio orologi e gioielli, cene e aperitivi, sedute di benessere, alimenti per i vostri amici a quattro zampe, e abbonamenti digitali a giornali e riviste.

I biglietti della LotterENPA saranno disponibili al banco che sarà allestito in centro Monza sabato 3 ottobre e al rifugio di via San Damiano 21 in occasione della Benedizione degli Animali domenica 4 ottobre. Prossimamente inoltre li potrete acquistare comodamente online e presso alcuni esercizi commerciali.

A breve vi daremo tutti i dettagli e potrete sfogliare le cartoline virtuali con la descrizione di ciascun premio e i contatti di chi gentilmente lo ha offerto.

L’estrazione dei biglietti vincenti avverrà il 31 gennaio 2021 presso la Sede Operativa di via Lecco 164.

Pubblicato il 26 settembre 2020

Fiocco azzurro al rifugio di Monza!

Vi ricordate di Fortunata, la pecora sfuggita alla macellazione rituale clandestina e arrivata al rifugio di Monza lo scorso 2 agosto?

Vi avevamo scritto che una certa rotondità dell’addome faceva sospettare il fatto che fosse gravida e in effetti avevamo ragione: lunedì 7 settembre è nato il suo agnellino!

Il piccolo, un maschietto a cui è stato messo il nome Brembo a ricordare le origini orobiche della razza (la mamma è una pecora gigante bergamasca), sta bene e viene teneramente accudito dalla mamma, che non si fa scrupoli ad allontanare con decisione qualsiasi intruso, compreso quel curiosone del maremmano Ghost (vedi i video sotto!).

Una soddisfazione che vale per due

Salvare una pecora trovata vagante significa, quasi sempre, salvarla dalla macellazione clandestina. In questo caso la soddisfazione è doppia, perché abbiamo salvato non solo la mamma ma anche il suo piccolino.

E mentre guardiamo Brembo muovere i suoi primi passi, premurosamente seguito da mamma Fortunata, e ci commuoviamo per la tenerezza di questo quadretto dolcissimo, non possiamo fare a meno di pensare quanta crudeltà ci sia nella terribile pratica della macellazione clandestina, che non si fa scrupolo di uccidere persino femmine gravide.

Nei video sotto, mamma Fortunata che “protegge” il suo piccolo dal maremmano Ghost, Brembo che esplora l’area erbivori, socializza con i pennuti e che addirittura, saltando come solo un agnello sa fare, insegue uno dei galli!

Pubblicato il 16 settembre 2020

Consegnati alimenti Almo Nature al rifugio di Monza, grazie al progetto #CompanionAnimalForLife

Nei giorni scorsi è arrivato in via San Damiano 21 un grande regalo:un’ingente fornitura di alimenti di alta qualità Almo Nature per gli ospiti del rifugio di Monza.

Da tempo ENPA Monza e Brianza aderisce a Companion Animal For Life della Fondazione Capellino, un progetto europeo che mira a eliminare gli abbandoni, il randagismo e a trasformare i rifugi in luoghi di transito temporaneo in vista dell’adozione. Il progetto prevede, per ogni animale adottato, la donazione di un mese di pappa gratis all’adottante e lo stesso quantitativo per il rifugio. Un gesto di solidarietà verso i rifugi, da una parte e, dall’altra, un incentivo alle adozioni per rendere canili e gattili sempre più un luogo di passaggio.

ENPA Monza e Brianza ringrazia la Fondazione Capellino per il sostegno che non ha mai fatto mancare, neppure durante i giorni più bui del lockdown.

Nella foto in alto gli alimenti consegnati al rifugio di Monza con alcune volontarie e i cani Ghost, Lady e Cassandra; nelle altre foto, solo alcuni dei numerosi cani e gatti adottati al rifugio di Monza nell’ambito del progetto #CompanionAnimalForLife.

Pubblicato il 21 settembre 2020

ENPA lancia la campagna “Dalla Stessa Parte”

La campagna “Dalla Stessa Parte” nasce con l’idea di trasmettere un concetto quanto mai attuale: non dobbiamo considerare animali e persone antagonisti nella convivenza su questo pianeta, ma un tutt’uno da cui dipende la sopravvivenza di entrambi.

Realizzata dall’agenzia di comunicazione Oceans – Fluid Thinking in collaborazione con il Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo ENPA, la nuova campagna istituzionale lanciata in questi giorni è visibile in tutte le stazioni ferroviarie e nelle principali aree di servizio sulla rete autostradale.

Due sono i soggetti: un uomo col viso dipinto a ricordare un cane e una donna dipinta da gatto. Commenta Marco Ruggeri, Ceo di Oceans: «Conosciamo da anni l’impegno di ENPA a difesa degli animali e abbiamo scelto un tono di voce impattante e lontano dalla retorica.»

L’efficacia e la visibilità della campagna sarà assicurata anche da un altro partner d’eccezione, il network Media One, specializzato nel settore della comunicazione pubblicitaria outdoor e indoor, massimizzando l’efficacia comunicativa per ENPA.

Pubblicato il 21 settembre 2020

Blizza e il suo papà, insieme per sempre

La storia di Blizza non è che un’altra testimonianza di quanto profondo sia il legame che unisce l’uomo a un cane.

«Blizza – ci racconta la sua “mamma” umana – è arrivata in famiglia il 15 gennaio 2013. Io e mio marito eravamo venuti in canile a Monza per un’adozione ed è stato amore a prima vista. Era una femmina di pitbull di 8 mesi prelevata da un campo rom dove era tenuta a catena. Era un esemplare bellissimo e si è subito dimostrata dolcissima e molto molto affettuosa e, nonostante la pessima fama che accompagna questa razza, andava d’accordo anche con i suoi simili, maschi e femmine, il suo compagno di giochi era un incrocio di Beagle, di nome Whiskey, adottato sempre al canile di Monza.

Quando per strada incontravamo qualcuno come si accorgeva che la guardavano si avvicinava per farsi accarezzare e coccolare, le volevano tutti bene.

Si è subito affezionata a tutti e due – prosegue la signora – ma con mio marito ha instaurato un rapporto strettissimo, viveva in simbiosi con lui, era attaccatissima. Era felicissima quando la portava con lui nelle passeggiate in montagna. Appena lo vedeva preparare lo zaino non stava più in sé dalla gioia.

Quando lo scorso anno mio marito è mancato improvvisamente per un brutto male per lei è stato un colpo molto forte, nonostante cercassi di starle vicino il più possibile dimostrandole tutto il mio affetto e il mio amore è diventata un cane triste. Si vedeva dalla sua espressione. Se ne stava tutto il giorno fuori in terrazza con la speranza di vederlo arrivare da un momento all’altro. Quando uscivamo, non voleva mai rientrare, mi portava in tutti i luoghi dove era solita andare con lui, voleva ispezionare tutte le strade anche dove non era mai stata, alla continua ricerca. Dopo un anno di sofferenza sua e mia qualche settimana fa ci ha lasciato, ha voluto raggiungere il suo padrone per stare sempre insieme con lui.

Si è spenta improvvisamente nel sonno – conclude la proprietaria di Blizza – le avevo parlato dieci minuti prima e mi aveva guardato come sempre con i suoi dolcissimi occhioni, poco dopo sembrava dormisse, l’ho chiamata, ma inutilmente. Anche il veterinario dice che senz’altro ha sofferto tantissimo, il suo cuore non ha più retto, ed è morta di dolore.»

Un lieto fine dal sapore dolceamaro

Una curiosità: la proprietaria di Blizza ci ha raccontato la triste storia dopo essere stata contattata dalla volontaria Dolores che gestisce la rubrica Lieto Fine sul nostro sito e pagina Facebook.

In fin dei conti, anche se Blizza non c’è più, un lieto fine c’è stato lo stesso, perché non potremmo chiamare altrimenti quegli anni passati nel calore di una vera famiglia.

Un monumento alla fedeltà

È assai difficile oggi incontrare un cane che si chiami così, ma Fido è sicuramente il nome da cane per antonomasia e quelle quattro lettere rappresentano quella che è forse la qualità più spiccata nel nostro amico a quattrozampe: la sua assoluta fedeltà, spesso fino alla morte.

Non tutti sanno che proprio a Fido è stato dedicato un monumento che si trova a Borgo San Lorenzo (FI), eretto in onore di un cane che per ben 14 ha aspettato alla fermata della corriera il suo padrone, morto sotto un bombardamento.

Fido e Blizza, in fondo, sono solo due dei tanti, perché sulla fedeltà del cane noi umani avremmo tanto da imparare…

Pubblicato il 16 settembre 20202

Raccolta cibo all’Esselunga, grazie a tutti!

Un sentito “grazie” a tutti coloro che hanno contribuito al successo dell’iniziativa “Diamogli una zampa” organizzata presso oltre 100 punti vendita Esselunga del nord e centro Italia lo scorso 12 settembre (leggi l’articolo qui).

La raccolta alimentare, organizzata dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente (di cui fa parte ENPA) in collaborazione con Esselunga, ha visto la presenza delle volontarie ENPA Monza e Brianza nei punti vendita Esselunga presso il centro commerciale di Lissone in via Novelli e a Monza in via Buonarroti.

Grazie alla generosità dei clienti, abbiamo raccolto ben 265 kg di cibo umido e 263 kg di crocchette per gatti, mentre per i cani sono stati donati 52 kg di alimenti umidi e 190 kg di crocchette. A tutti coloro che hanno donato anche una sola scatoletta o bustina di cibo sono state offerte le figurine di ringraziamento che ritraggono alcuni dei gatti delle colonie aiutate grazie alla raccolta, mentre ai più piccoli è stato regalato un palloncino.

Il cibo raccolto sarà utilizzato in particolar modo per sfamare i numerosi gatti liberi delle colonie seguite da ENPA e da altri tutori.

ENPA ringrazia Esselunga per questa iniziativa solidale e naturalmente i clienti che hanno voluto dare una mano ai tanti animali che non hanno la fortuna di avere una famiglia.

Nelle foto: le volontarie ENPA a Lissone e a Monza e un gatto di colonia a Caponago.

Pubblicato il 22 settembre 2020

Adozione a distanza? Venite all’Open day il 20 settembre!

In quest’anno così difficile a causa dell’emergenza Covid, l’ENPA ha dovuto cancellare tutti gli impegni più importanti, dalle conferenze e seminari ai banchi, mentre la camminata 4 Passi a 4 Zampe si è svolta in una riuscitissima versione virtuale.

Per fortuna, però, pur con qualche regola da rispettare, finite le ferie estive possono ricominciare gli appuntamenti “classici”, primo tra tutti l’annuale Open Day, l’incontro che abbiamo sempre organizzato nel mese di settembre per presentare il Progetto Famiglia a Distanza e che quest’anno è in programma domenica 20 settembre.

Vorreste tanto avere un animale, ma per vari motivi non potete tenerlo? Avete già degli animali in casa ma vorreste sostenere anche quelli più sfortunati? Vostro figlio vorrebbe tanto un cucciolo da coccolare ma i vostri impegni non lo consentono? Niente paura, abbiamo la soluzione giusta per voi: il Progetto Famiglia a Distanza!

Potreste diventare anche voi, infatti, genitori a distanza con un piccolo contributo mensile, ricevendo l’attestato di adozione e, ogni mese, gli aggiornamenti che riguardano gli animali del progetto. Oppure, perché no, potreste fare un bellissimo regalo a una persona sensibile come voi, in questo caso accompagneremo l’attestato con un bellissimo biglietto di auguri. È possibile scegliere tra:

a-mici: i gatti del gattile di Monza, micioni anziani o con qualche problema fisico o, ancora, un po’ diffidenti nei confronti delle persone e per questo ancora in cerca di casa.

gli erbivori (capre, pecore, conigli, cavalli e pony)

• i cani

Questi ultimi sono, ovviamente, i più gettonati. Non tutti i cani del canile ne possono far parte: vengono inseriti solo quelli che hanno minori possibilità di trovare una famiglia perché anziani, con problemi fisici e/o comportamentali, di grossa taglia, che rientrano nelle razze bollate come “aggressive” o cani più sfortunati per dare loro più chance di adozione.

Con l’iniziativa delle adozioni a distanza diamo agli animali la possibilità di socializzare con un ventaglio molto più ampio di persone e godere di una maggiore visibilità, nella speranza che così possano riuscire a trovare un’adozione definitiva. È capitato, infatti, che qualcuno, da genitore a distanza, sia poi diventato genitore a tutti gli effetti e quando succede è una festa per tutti!

Se siete curiosi di sapere come funziona il nostro Progetto non perdete l’occasione di scoprirlo: siete tutti, grandi e piccini, invitati al rifugio di via San Damiano 21 a Monza domenica 20 settembre dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

Un po’ di attenzione non guasta!

L’emergenza Covid non è, però, ancora finita, quindi invitiamo tutti i visitatori a rispettare rigorosamente queste regole:

1. è consentito l’ingresso solo a persone che non abbiano stati febbrili (è stato istallato uno scanner per misurare la temperatura corporea);

2. è obbligatorio indossare i DPI (dispositivi di protezione individuale): mascherina e guanti. In alternativa ai guanti è obbligatorio igienizzare le mani con il gel nel dispenser presente all’ingresso del rifugio;

3. è obbligatorio mantenere le distanze di sicurezza tra i volontari e i visitatori.

Per info: mail adozioni.distanza@enpamonza.it / sito.

Nelle foto, alcuni degli ospiti del rifugio protagonisti del Progetto Famiglia a Distanza: Tenente Dan, Riccia, Jack, King Kong, Lui; i mici Evita, Esmeralda, Nero e Lola; e la pony Castagna.

Pubblicato il 10 settembre 2020

Balù “festeggia” 5 anni in canile e si scrive l’appello da solo!

Il canile di Monza è sempre stato caratterizzato da un notevole turnover degli ospiti, eppure ci sono cani che, per un motivo o per in altro, finiscono per passarci degli anni: chi non ricorda i vari Leon, Haru, Alfio e Toby? Tutti hanno superato il record dei 5 anni di permanenza prima di una loro adozione e adesso anche Balù si ritrova, suo malgrado, a condividere questo non invidiabile primato.

Ecco perché questo splendido incrocio di cane da pastore dal bel pelo dorato si è deciso a mettere le zampe sulla tastiera per scrivere personalmente il suo appello:

«Ciao a tutti cari amici, mi presento: mi chiamo Balù e ho da poco compiuto 6 anni. Solitamente sono un tipo taciturno, ma dal momento che il 17 settembre 2020 sono 5 anni (sì, avete letto bene, sono più di 1825 giorni!) che sono ospite al canile di Monza, ho deciso che forse era il caso di farmi conoscere un po’ di più.

Sono nato nel sud Italia e sono stato affidato da cucciolo a una famiglia che, per una ragione o per l’altra, non è stata in grado di farmi crescere sereno e cosi, non riuscendo più a gestirmi, hanno preferito abbandonarmi in canile.

A dire il vero non l’ho presa molto bene, ma a distanza di tempo posso dire che la situazione è molto migliorata perché ho trovato tanti volontari e persone di cui posso fidarmi, che mi fanno giocare, che mi portano a fare le passeggiate e anche qualche bellissima gita fuori dal rifugio e soprattutto, anche se non lo sono, mi fanno sentire come se fossi il loro cane!

C’è una casa per me?

Ora credo, però, che sia davvero arrivato il momento per me di trovare una famiglia e una casa tutta mia: sarebbe la miglior ricompensa per tutte le persone che da tanto tempo mi seguono e che hanno sempre creduto in me.

È vero, non sono un cane per tutti, è importante conoscermi bene prima di pensare di portarmi a casa ma è anche vero che in questi anni ho visto che sono stati adottati anche cani molto più impegnativi di me che ora vivono felici in famiglia. Vorrei qualcuno che capisse che ho un passato che non può essere cancellato ma che mi riempia la vita di nuovi bellissimi ricordi così da far sbiadire quelli passati. Vorrei qualcuno che mi faccia capire che sono la cosa migliore che gli potesse capitare… direi che dopo tutto questo tempo me lo merito proprio!

Spero che il mio appello non resti inascoltato e che presto possa scrivere una bella lettera dalla mia nuova casa!

Il vostro Balù. »

Come si fa a restare indifferenti a un appello del genere? Se siete in cerca di un compagno per la vita, andate a leggere attentamente la sua scheda e se vi sentite pronti a iniziare una nuova bellissima avventura con Balù chiamate in canile al numero 039-835623 o scrivete una mail a canile@enpamonza.it.

Nelle foto: Balù in canile e in gita con alcune volontarie ENPA e la compagna di canile Tata.

Pubblicato il 10 settembre 2020

Brianza, ritorna l’epidemia di mixomatosi tra conigli: firmata un’ordinanza per contenere il contagio.

Come avviene ciclicamente (circa ogni 3 anni nel periodo estivo) nella nostra zona, in maniera più o meno grave, si è ripresentata l’epidemia di mixomatosi, malattia destinata purtroppo a decimare la popolazione di conigli selvatici. Per questo motivo l’ATS Brianza – Dipartimento Veterinario e Servizio Sanità Animale – ha emesso un’ordinanza dichiarando tutta la Provincia di Monza e Brianza “zona di protezione contro la mixomatosi dei conigli”.

L’allerta sulla proliferazione della malattia tra i conigli selvatici della zona è arrivata non soltanto da cittadini, veterinari e polizie locali, ma anche dall’analisi dei molteplici ritrovamenti di carcasse prelevate a Brugherio, Vimercate e Monza.

Nelle foto qui sotto, un coniglio domestico affetto da mixomatosi, recuperato dai volontari ENPA a Seregno (MB).

L’ordinanza obbliga al “divieto di immettere dentro la zona di protezione, o di asportare dalla stessa, conigli vivi o morti”, alla “vigilanza sanitaria periodica” e alla “distruzione degli animali abbattuti o reperiti morti mediante incenerimento da parte di ditte autorizzate”. Non solo: l’ordinanza dichiara l’obbligo dell’“abbattimento dei conigli infetti da effettuarsi esclusivamente da parte della Polizia Provinciale di Monza e Brianza”.

Le norme appena elencate sono fondamentali soprattutto per arginare la proliferazione della malattia tra i conigli domestici o quelli da allevamento (che comunque possono essere sottoposti a vaccinazione).

Quali sono i sintomi e come si trasmette

Chiariamo innanzitutto che la mixomatosi non si trasmette all’uomo e ad altre specie animali.

Ai conigli causa gonfiore di occhi e genitali con secrezione di pus, noduli cutanei e danni polmonari, con gravi infezioni batteriche secondarie. La malattia si trasmette attraverso insetti volatili (mosche, zanzare…) ma anche pulci, che si posano sulle secrezioni dei soggetti malati e veicolano il virus a quelli sani. Il gonfiore di occhi e naso e gli altri sintomi portano a un indebolimento generale e all’incapacità di procurarsi da mangiare per questo le segnalazioni sono importanti: l’immediata soppressione dei conigli malati è l’unica alternativa a un’agonia che potrebbe durare anche diversi giorni, fino a che il povero animale non muore per stenti, travolto da un’auto o vittima di un predatore.

Ricordiamo che la mixomatosi è molto pericolosa anche per i conigli che vivono in casa, che vanno quindi protetti con la vaccinazione e che bisogna sempre rivolgersi a un veterinario esperto di animali esotici.

Cosa fare se ci si imbatte in un coniglio malato

La corretta procedura per chiunque dovesse rinvenire un coniglio malato è allertare la Polizia Provinciale (tel. 0362-641725) che attraverso il Servizio Veterinario pubblico provvederà a porre fine alle sue sofferenze in maniera eutanasica.

In caso di assoluta necessità è possibile fare una segnalazione al rifugio di Monza gestito dall’ENPA di Monza e Brianza (tel. 039-835623) negli orari di apertura.

Ricordiamo che in questo periodo non si possono movimentare conigli fuori dalla provincia di Monza e Brianza. Quindi chi avesse un veterinario di fiducia al di fuori provincia deve provvedere in altro modo se intende far visitare o vaccinare il proprio animale.

Pubblicato il 10 settembre 2020

Diamogli una zampa: raccolta alimentare all’Esselunga sabato 12 settembre

Sabato prossimo, 12 settembre, la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente (di cui fa parte ENPA), in collaborazione con Esselunga, organizza una raccolta alimentare per aiutare cani e gatti in difficoltà. Diverse associazioni animaliste saranno presenti in oltre 100 punti vendita Esselunga del nord e centro Italia per raccogliere cibo per gli animali ospitati nei rifugi e accuditi nelle colonie feline.

ENPA sarà all’Esselunga di Monza e a Lissone!

Saranno presenti anche le volontarie dell’ENPA di Monza e Brianza in ben due punti vendita Esselunga: presso il centro commerciale di Lissone in via Novelli (SS36 Valassina) e a Monza in via Buonarroti (angolo via Mentana) dalle 10.00 alle 20.00 orario continuato.

Negli altri punti vendita di Monza saranno presenti i volontari della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (Leidaa) Monza e Brianza a San Fruttuoso in via Brembo e i volontari di Gattolandia presso il punto vendita di Viale Libertà.

Come molti di voi sapranno, ENPA sfama numerosi gatti liberi e aiuta anche diversi tutori di colonie in difficoltà. La nostra richiesta è pertanto principalmente di cibo per gatti, preferibilmente umido in buste o lattine.

Come funziona la raccolta?

Per vostra comodità, all’entrata del supermercato verrà data, a chi lo desidera, una busta della spesa assieme a un mini volantino che spiega brevemente le attività della Sezione e i prodotti alimentari che più servono.

I prodotti selezionati vanno pagati regolarmente alle casse e poi consegnati alle volontarie al banco ENPA vicino all’uscita, dove verranno smistati e registrati.

Chi dona anche una sola scatoletta o busta di cibo potrà scegliere una delle figurine di ringraziamento che ritraggono alcuni dei gatti delle colonie aiutate grazie alla raccolta, tra cui quelli nell’immagine sotto.

L’evento si svolgerà naturalmente nel pieno rispetto delle norme anti-Covid

ENPA ringrazia Esselunga per questa iniziativa solidale e naturalmente i clienti che vorranno dare una mano ai tanti animali che non hanno la fortuna di avere una famiglia. Un grazie infine per la preziosa collaborazione va a Barbara Zizza, presidente di Leidaa Monza e Brianza.

Pubblicato il 10 settembre 2020

Brianza, provvidenziale recupero di una pecora

È domenica 2 agosto: in mattinata il presidente dell’ENPA di Monza e Brianza Giorgio Riva riceva una chiamata da parte dell’ATS che segnala la presenza di una pecora vagante per le vie di un comune brianzolo (per motivi di sicurezza riteniamo preferibile non rivelarne il nome). ATS chiede a ENPA di rendersi disponibile per il recupero dell’animale. Una telefonata tra ENPA e locale Stazione dei Carabinieri chiarisce che l’ovino, che rischiava di essere investito, è stato bloccato e diretto da alcuni cittadini in un’area giochi per bambini.

Immediatamente il presidente dell’ENPA di Monza, accompagnato dal volontario Filippo, a bordo del mezzo idoneo si reca sul posto. Qui incontra due abitanti che hanno partecipato alle operazioni di recupero: sono preoccupati perché non lontano degli “strani personaggi” stanno cercando la pecora e temono quindi per la sua sorte.

La pecora, di razza gigante bergamasca, è visibilmente spaventata, non si fida dell’uomo e per i due soccorritori il suo recupero si rivela un’ardua impresa, visto lo spazio a disposizione. Ma dopo un’ora e mezza di tentativi finalmente riescono a bloccarla, con delicatezza e pazienza, a caricarla sul furgone e a portarla al rifugio di via San Damiano.

L’animale era stato legato a una zampa con una corda talmente stretta che, una volta tagliata dai volontari dell’ENPA, ha lasciato un profondo solco inciso nella carne. Per fortuna della pecora la corda si era rotta e così l’animale era riuscito a liberarsi. Tutti questi elementi fanno sicuramente pensare a un animale acquistato da un pastore per essere macellato abusivamente nei riti della imminente festa del sacrificio celebrata dalla comunità Islamica.

Al rifugio di Monza la pecora (chiamata Fortunata per ovvi motivi) si è ambientata subito, andando a ingrossare il gregge (5 pecore e 8 capre) già abbastanza nutrito e trovando un feeling immediato (affinità di gregge e di razza?) con l’altra gigante bergamasca Pirù, arrivata un anno fa (insieme nella foto sotto a destra).

Visitata dai veterinari dell’ATS, la pecora risulta in ottime condizioni, anche se una rotondità sospetta potrebbe far pensare che sia gravida. Chissà che a breve non si possa festeggiare un lieto evento…

Salvata dalla macellazione

Salvare un cane o un gatto spesso significa risparmiare una vita di maltrattamenti e di stenti. Ma per una pecora trovata vagante il salvataggio ha una valenza in più perché significa, quasi sempre, salvarla dalla macellazione rituale, una pratica di origine religiosa che sia per la legge islamica sia per i precetti ebraici non prevede lo stordimento preventivo.

L’animale, infatti, deve essere cosciente al momento dell’uccisione che viene effettuata tramite la recisione di trachea ed esofago. Questa pratica, estremamente cruenta, è consentita in Italia solo se praticata in uno degli oltre 200 macelli autorizzati. Purtroppo sono frequenti i casi di macellazione clandestina, pratica illegale e perseguibile per legge che avviene spesso con la connivenza di pastori compiacenti che per denaro non si fanno scrupolo di fornire ovini di qualsiasi età, privi ovviamente di marche auricolari affinché sia impossibile risalire all’allevamento di provenienza.

Questo nonostante tutte le associazioni animaliste chiedano da tempo, con diverse proposte di legge nel corso degli anni, che ogni tipo di macellazione sia preceduta da un preventivo stordimento degli animali e non sia più consentita alcuna eccezione per l’uccisione rituale ebraica ed islamica, anche in macelli autorizzati.

Pubblicato il 23 agosto 2020

Animali protetti da parassiti grazie a Boehringer Ingelheim.

La proficua partnership tra ENPA e la grande azienda farmaceutica

Pulci e zecche sono gli eterni nemici di cani e gatti, soprattutto durante la stagione estiva. Quest’anno, però, c’è un alleato in più: grazie, infatti, alla collaborazione fra ENPA e Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA, azienda farmaceutica multinazionale che ha dato la sua disponibilità anche durante l’emergenza Covid-19, oltre 30.000 dosi di antiparassitari sono state fornite alle 88 sezioni della Protezione Animali che hanno aderito all’iniziativa, tra cui quella di Monza e Brianza.

L’operazione, coordinata dal Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo ENPA con la consulenza veterinaria del Dott. Meir Levy, ha consentito la copertura antiparassitaria per molti dei 44.181 animali gestiti dalle sezioni ENPA aderenti.

Un grande ringraziamento va quindi a Boehringer Ingelheim, ancora una volta sensibile alle problematiche degli animali ospitati nei canili e gattili. Ricordiamo, infatti, la recente campagna di vaccinazione gratuita per i gatti nella Provincia di Bergamo, una delle aree italiane più colpite anche redditualmente dall’emergenza Covid. (Leggi il nostro articolo qui.)

Nelle foto sotto, un gatto infestato da pulci (sx) e una zecca (dx).

Pubblicato il 24 agosto 2020

Restituire la libertà alla fauna selvatica: l’impegno del settore selvatici ENPA

La parte più bella e gratificante dell’operato dei volontari ENPA Monza è sicuramente il lieto fine degli animali che giornalmente vengono accuditi presso il rifugio di via San Damiano. Veder andare a casa cani, gatti, conigli (e non solo) che erano arrivati abbandonati o maltrattati, salvare dalla morte quelli “da reddito”; sapere di aver fatto la differenza nelle loro vite, sono tutte esperienze che non hanno prezzo.

Ma quello che gratifica i volontari del settore selvatici è ovviamente qualcosa di diverso perché – ricordiamo – la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e, aldilà delle considerazioni di natura etica, la sua detenzione è illegale.

Il nostro obiettivo è restituire la libertà a chi è rimasto ferito, è caduto dal nido o si è trovato in difficoltà per svariati motivi – a volte proprio per colpa dell’uomo o dell’urbanizzazione. Prestiamo loro il primo soccorso, aiutandoli come possiamo, poi nella maggior parte dei casi vengono trasferiti al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) del WWF a Vanzago (MI). Solitamente, quindi, non abbiamo modo di assistere alla loro liberazione nell’habitat naturale, al ritorno alla vita selvaggia. Ma già la consapevolezza di avergli donato la possibilità di sopravvivere è emozionante.

La soddisfazione di ridare la libertà

A volte, però, il lieto fine riescono a gustarlo anche i volontari del settore selvatici! Basta che vi godiate i video del rilascio in natura di due mamme di germano reale con relativa prole: entrambe recuperate in mezzo al traffico monzese ed entrambe rilasciate nel fiume Lambro in una zona tranquilla del Parco di Monza. Le immagini (foto sopra e 2 video in fondo) parlano da sole. 

Ricordiamo anche la gioia di aver soccorso e subito rilasciato cinque passeri imprigionati in una bocca di lupo e la soddisfazione per il ghiro (un piccolo roditore) arrivato ipotermico dopo un temporale che abbiamo riscaldato, rifocillato e riportato al Parco il giorno seguente. E poi l’emozione di aiutare un rondone adulto a riprendere il volo dopo una caduta accidentale (come l’adulto sano nella foto sotto, che ha ripreso il volo perfettamente con un semplice e immediato aiuto) e i numerosi piccioni svezzati o curati prima di essere liberati. E, ancora, i serpenti soccorsi in situazioni di pericolo e rilasciati in un ambiente idoneo (sotto, un biacco recuperato a Brugherio).

Sono tante le esperienze, tante le vite restituite alla Natura.

Cercansi volontari…

Come abbiamo già scritto in un precedente articolo il 31 luglio, ogni giorno arrivano al rifugio animali selvatici portati da privati cittadini o richieste di recupero e tutti quelli che arrivano al rifugio vengono visitati e accuditi in attesa di un loro rilascio in libertà o di un trasferimento al CRAS.

I soccorsi esterni, spesso sollecitati da privati cittadini con le sempre preziosissime segnalazioni, vengono effettuati da ENPA stessa o da forze competenti come Polizia Provinciale, Carabinieri o Guardie Ecologiche Volontarie.

In questo periodo, purtroppo, arrivano così tante segnalazioni che non riusciamo a stare dietro a tutte le richieste di intervento: non sempre ci sono volontari disponibili e gli operatori hanno già il loro da fare ad accudire tutti i giorni gli oltre 300 animali ospitati nel rifugio di Via San Damiano. La buona volontà non manca, spesso è la forza lavoro a mancare, per questo ogni nuovo volontario in questo settore sarà il benvenuto!

Se siete interessati, o anche solo per chiedere informazioni (ma non per urgenze) potete scrivere a selvatici@enpamonza.it.

Pubblicato il 14 agosto 2020

Reggia di Caserta, muore un cavallo di una botticella. ENPA: inammissibile sfruttamento di animali, ci costituiremo parte civile

Ancora una morte senza senso di un povero animale per il solo gusto di far divertire i turisti e magari scattare un selfie. Nella mattinata di mercoledì 12 agosto è morto un cavallo che trainava una botticella diretta alla Reggia di Caserta, probabilmente a causa del caldo torrido.

L’Ente Nazionale Protezione Animali, da sempre impegnato per combattere questa assurda tradizione perpetrata ai danni di cavalli, farà tutto il necessario attraverso il suo studio legale perché i colpevoli paghino per le loro azioni. Massimo Pigoni, Vicepresidente nazionale ENPA dichiara «E’ assurdo che al giorno d’oggi ancora si utilizzino gli animali per queste finalità, attività non più accettabili anche alla luce delle ormai accreditate conoscenze scientifiche ed etologiche che dimostrano senza ombra di dubbio che gli animali soffrono e patiscono esattamente come noi. L’ENPA combatterà questa battaglia di civiltà con tutti i mezzi a disposizione. In un Paese civile le botticelle dovrebbero scomparire immediatamente e per sempre».

Le autorità sanitarie hanno transennato l’area per consentire i rilievi del caso e per portare l’animale in un centro specializzato. L’autopsia accerterà le cause per le quali il povero animale è crollato a terra, senza vita.

La cosa ancora più grave, come riportato su alcuni quotidiani, è che il cavallo deceduto non era quello autorizzato al trasporto; il titolare dell’autorizzazione amministrativa della botticella circolava abusivamente con un animale diverso da quello comunicato al Comune e all’Asl.

Una buona notizia dopo la tragedia

Apprendiamo dalle agenzie di stampa che Carlo Marino, Sindaco di Caserta, ha dato disposizioni di revocare l’autorizzazione di ippotrasporto nella sua città. Una buona notizia dopo la tragedia che si è consumata nella Reggia di Caserta.

Per ENPA: «Bene la revoca di Caserta, ora Firenze e Roma seguano l’esempio. Subito ordinanza di stop.»

A Roma e Firenze tutto continua come prima

Il problema degli equini utilizzati fino allo sfinimento per trasportare i turisti non è prerogativa solo della città campana. Per questo l’Ente Nazionale Protezione Animali si rivolge ai sindaci di Roma e Firenze, le due città oltre a Caserta dove l’utilizzo delle cosiddette “botticelle” è più diffuso, per chiedere un’ordinanza di sospensione immediata per queste settimane di grande caldo. Solo nella città di Roma 44 cavalli sono utilizzati ogni giorno come mezzo di trasporto mentre nel capoluogo toscano sono 14.

Il Vicepresidente ENPA prosegue: «Chiediamo ai sindaci di Roma e Firenze di non aspettare un’ora di più e di intervenire subito per sospendere l’attività delle botticelle in questi giorni di caldo. Non attendiamo inermi la prossima tragedia! I cavalli, per le loro caratteristiche fisiche e fisiologiche, sono particolarmente sensibili alle temperature elevate, in particolare in presenza di elevata umidità e scarsa ventilazione. Le ordinanze attuali, nonostante contemplino lo stop oltre i 30 gradi, non tutelano sufficientemente gli animali costretti a stare in strada in questi giorni di caldo. Come ENPA – conclude Pigoni – chiediamo da sempre la cessazione definitiva di questo sfruttamento e ci auguriamo che presto nelle sedi opportune la classe politica si adoperi per mettere un definitivo punto alla sofferenza di questi animali».

Qui sotto, l’intervento di Massimo Pigoni, Vicepresidente nazionale ENPA, al TG5 del 13 agosto (ore 20.00) nel servizio di Maria Luisa Cocozza.

Firma la petizione

Sulla piattaforma Change.org è stata lanciata la petizione “Stop al maltrattamento dei cavalli della Reggia di Caserta: stop alle carrozze!” Firmala anche tu!

Pubblicato il 14 agosto 2020

L’emergenza gattini prosegue, la Wish List felina c’è ancora!

Mentre molte persone sono partite per le meritate vacanze, l’arrivo di gattini presso il Gattile di Monza non accenna a diminuire. Alcuni arrivano in condizioni critiche; molti sono piccolissimi; tutti hanno bisogno di alimenti specifici che contengono i particolari nutrienti che servono ai gattini per poter crescere sani e robusti.

Qualche settimana fa avevamo creato su Amazon un’apposita “Wish List” (lista dei desideri) proprio per sopperire alla necessità di cibo “kitten” per svezzare i micini ospitati in gattile o accuditi presso i volontari del nostro Asilo dei Cuccioli. (Leggi l’articolo qui.)  

Siete stati davvero generosi ma ora, con numerosi nuovi arrivi e tante piccole bocche da sfamare, rilanciamo l’appello.

La Wish List su Amazon si trova qui. Questo metodo permette di acquistare comodamente online, scegliendo tra i prodotti suggeriti da noi e facendoli recapitare direttamente dal corriere alla struttura di Via San Damiano 21. L’acquisto deve però essere fatto separatamente: non è possibile inglobarlo in un altro ordine. Naturalmente, chi volesse recapitare personalmente le scatole o buste al rifugio di Monza sarà il benvenuto!

I micetti e tutti i volontari che si occupano di loro vi ringraziano!

Nelle foto: Joy e Arya, Principo, Peter e Joly, tutti gattini accuditi dai volontari nel progetto Asilo dei Cuccioli. Per info su come diventare volontario dell’Asilo dei Cuccioli, ospitando provvisoriamente uno o più gattini, leggi qui.

Pubblicato il 14 agosto 2020

Bergamo, vaccinazioni gratuite per i gatti delle famiglie in difficoltà. ENPA Bergamo e Boehringer Ingelheim unite per la salute dei nostri animali.

ENPA Onlus sezione di Bergamo, con la preziosa collaborazione di Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA, azienda farmaceutica leader mondiale, promuove una campagna di vaccinazione gratuita per i nostri amici gatti.

L’iniziativa, nell’ambito del sostegno territoriale in una delle aree italiane più colpite anche redditualmente dal COVID-19, è riservata alle famiglie residenti nella Provincia di Bergamo con verificato stato di necessità, che abbiano cioè un indice ISEE di 1° fascia come segue:

• 1 componente = € 10.632,94

• 2 componenti = € 16.693,71

• 3 componenti = € 21.691,19

• 4 componenti = € 26.157,02

• 5 componenti = € 30.303,87

Quando e dove

Solo da mercoledì 12 a venerdì 14 agosto 2020 sarà possibile vaccinare gratuitamente il proprio micio (o mici, se si ha più di uno), dopo visita veterinaria gratuita. Si specifica che il parere del veterinario sull’opportunità o meno della vaccinazione è da considerarsi vincolante. L’offerta è valida fino ad esaurimento scorte.

Le vaccinazioni saranno eseguite da veterinari iscritti all’Albo, presso la sede ENPA di Bergamo in via Mangili 4, solo ed esclusivamente tramite appuntamenti prefissati, telefonando almeno 24 ore prima al numero 327-3249167 (dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 19.00), oppure scrivendo all’indirizzo email azionisocialienpabg@gmail.com.

Ringraziamenti

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alle preziose collaborazioni dell’Ordine dei Veterinari di Bergamo, ATS Bergamo – Dipartimento Veterinario, Comune di Bergamo, Garante per i Diritti degli Animali della città di Bergamo, ENPA – Coordinamento Regionale Lombardia, ENPA – Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo

Link utili

Sito INPS / richiesta ISEE, cliccare qui. Ente Nazionale Protezione Animali – sito, cliccare qui, facebook, cliccare qui. Boehringer Ingelheim Italia, cliccare qui.

Pubblicato il 12 agosto 2020

Al via la campagna anti-abbandono dell’ENPA di Monza e Brianza

Stiamo gradualmente tornando a una specie di “normalità” e anche le adozioni stanno ripartendo, sebbene le visite presso il rifugio di Monza avvengano ancora dietro prenotazione. La terribile crisi che ha colpito il mondo intero ha fatto saltare tanti eventi ENPA, ma c’è un appuntamento annuale che l’ENPA di Monza e Brianza ha potuto e voluto mantenere: la campagna informativa contro l’abbandono, una piaga sociale che, se presente tutto l’anno, raggiunge preoccupanti livelli soprattutto in estate.

L’ispirazione per la campagna di quest’anno

Per la campagna 2020, con il patrocinio della Provincia di Monza e Brianza e come sempre realizzata grazie alla bravura di Isabella Garlati, responsabile immagine ENPA, ci siamo richiamati alle immagini realizzate dalla nostra sezione per la campagna Ti Senti…” che ci ha accompagnati durante la seconda fase del lockdown a livello nazionale. Attraverso una cinquantina di soggetti, pubblicati uno ogni giorno sui social, abbiamo voluto comunicare, tramite il meccanismo dell’immedesimazione, il messaggio che le privazioni a noi imposte temporaneamente per contenere il Coronavirus in realtà sono da sempre imposte a miliardi di animali. Per far riflettere sul fatto che se il nostro disagio – quello del lockdown – è destinato a finire, lo sfruttamento e il maltrattamento sono per gli animali un incubo senza fine.

I due soggetti

In questa campagna i protagonisti sono un uomo o una donna, rigorosamente con macherina, contrapposti a un cane e a un gattino abbandonati in strada, con la stessa frase: “Ti senti in pericolo? Il tuo disagio finirà, il suo no!” In fondo, “Quando tutto sarà finito, molti animali saranno ancora abbandonati al loro destino!” e sotto ancora, “Ricorda! I tuoi gesti fanno la differenza.

Sopra, i due soggetti in versione “neutrale”, ovvero senza lo stemma del Comune aderente

Come da tradizione, l’ENPA si è occupato di preparare la grafica dei cartelloni della campagna e a distribuirla gratuitamente a tutte le città che hanno deciso di aderire, personalizzandola con lo stemma di ciascun Comune.

Ciascun Comune poi provvede a stamparli e ad affiggerli in proprio e/o a pubblicarli sui propri canali social. Per comodità, per chi lo richiede abbiamo realizzato anche una versione in orizzontale (vedi immagine in alto).

Una trentina i Comuni che hanno aderito

Ecco i Comuni che hanno finora aderito a cui continuano ad aggiungersene altri: Albiate, Barlassina, Bovisio Masciago, Brugherio, Busnago, Caponago, Carate Brianza, Ceriano Laghetto, Concorezzo, Cornate d’Adda, Desio, Lazzate, Limbiate, Lissone, Meda, Mezzago, Monza, Ornago, Seregno, Seveso, Triuggio, Usmate Velate, Verano Brianza, Villasanta, Vimercate, e il gruppo ConFIDO di Brugherio.

#NoAbbandono2020: la Provincia sostiene la campagna di ENPA Monza e Brianza

Martedì 4 agosto il Presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio con i consiglieri Laura Capra e Andrea Villa hanno incontrato Giorgio Riva, Presidente di ENPA Monza e Brianza, per visitare il canile intercomunale di Monza, gestito da ENPA, conoscere il Presidente e i volontari e rilanciare un messaggio di vicinanza e sostegno all’attività che la sezione monzese svolge nel territorio a salvaguardia e tutela degli animali e che ha svolto anche durante i mesi di lockdown.

Foto sopra a sinistra, da sx a dx: il consigliere della provincia Andrea Villa, il presidente Luca Santambrogio, il presidente dell’ENPA di Monza e Brianza Giorgio Riva con Arya, la consigliera Laura Capra. Foto a destra, durante la visita al canile intercomunale di Monza.

«Siamo qui – hanno dichiarato il Presidente Santambrogio e i Consiglieri della Provincia – perché ENPA è una istituzione in Brianza. Non avevamo mai visto il canile e siamo rimasti molto colpiti dall’organizzazione degli spazi in cui gli animali possono ritrovare serenità e accudimento. Esprimiamo un ringraziamento al Presidente Riva e a tutti i volontari per conto di tutti i Comuni che in ENPA hanno un punto di riferimento.

Questo è il mese delle partenze per molti cittadini ed è il momento giusto per fare conoscere il lavoro che tanti volontari svolgono in questa sede e rilanciare il messaggio che ci vuole cura e responsabilità anche nella decisione di adttare un amico a quattro zampe. La capacità di crescere di un territorio dipende anche dal modo in cui sono trattati gli animali che vi abitano. Ricordiamoci, infatti, della compagnia che ci hanno fatto durante i mesi di lockdown.»

Pubblicato il 5 agosto 2020

Retino e secchiello? Sei buoni motivi per dire basta ai giochi con gli animali marini in un bellissimo video!

Secchiello, retino e via a chi cattura e mostra più animali marini possibili: granchi, pesciolini, gamberetti o meduse. Anno dopo anno sembra che la “tortura nel secchiello” sia una tradizione irrinunciabile che anima le spiagge di tutta Italia e si tramanda di padre in figlio. Sì, perché a mostrare l’arte della pesca con il retino sono proprio i genitori. “Poi però li rimettiamo in mare” è tra le frasi più gettonate da chi pratica questi crudeli “giochi”.

A sentire le chiacchiere da ombrellone, poi, è la cosa più normale del mondo. Invece pochi sanno che anche gli abitanti del mare come meduse, pesci o molluschi, sono protetti e non si possono catturare, neanche temporaneamente! Infatti è un reato ai sensi del Codice Penale articolo 544 bis e ter.

Anche per questo l’Ente Nazionale Protezione Animali ha deciso – in un bellissimo video tra filmato e coloratissime animazioni – di ricordare ancora una volta almeno sei buoni motivi per cui è importante dire basta ai giochi con gli animali marini e iniziare a insegnare il rispetto fin da piccoli. 

I sei motivi in un bellissimo video!

Ecco i sei motivi per non giocare con gli animali marini illustrati nell’originalissimo VIDEO qui sotto!

1) Prendere un granchio, una stella marina o qualsiasi altro animale del mare e metterli nel secchiello equivale a una loro morte certa, anche una volta liberati. L’acqua nel secchiello raggiunge infatti velocemente alte temperature, senza che i bimbi possano rendersene conto. Quaranta gradi possono essere fatali per gli abitanti del mare!

2) Per granchi, meduse e pesciolini i secchielli rappresentano una vera e propria tortura. Eppure lasciamo che i nostri bimbi li catturino e li tengano al sole tranquillamente, magari girandoli con le palette o con i rastrelli. Ci chiediamo: insegnereste ai vostri figli volontariamente come torturare un animale?

3) I bambini che rispettano gli animali, tutti gli animali anche quelli che vivono nel mare, sono adulti migliori. Tra i tanti ad affermarlo, anche uno studio dei ricercatori dell’Università di Cambridge che sottolinea come l’amicizia con un animale sviluppi nel bambino il rispetto verso gli altri e la capacità di relazionarsi con il mondo in maniera equilibrata.

4) Gli animali del mare hanno tante storie da raccontare. Sapevate che le meduse sono tra i più antichi animali al mondo? E che le orche riescono a nuotare anche dormendo? Mentre metà cervello fa un pisolino l’altra metà rimane sveglia. E che per individuare i pesci un delfino emette fino a 1000 click al secondo? E che i polpi hanno il sangue blu e tre cuori, uno dei quali smette di battere quando nuotano?

5) Esistono modi più divertenti ed educativi di giocare in mare. Foto subacquee, la gara a chi trova e vede più abitanti del mare, raccogliere conchiglie sulla spiaggia, scoprire i fondali con la maschera. Sono solo alcuni degli esempi delle mille attività che si possono fare nel rispetto del mare e dei suoi abitanti.

6) Il mare e gli oceani coprono il 70% del pianeta e producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo. Rispettare il mare e i suoi abitanti è rispettare noi stessi e le persone che amiamo.

Nelle immagini, alcuni fotogrammi estrapolati dal video.

Pubblicato il 4 agosto 2020

Artists 4 Charity: una canzone per sostenere ENPA e la lotta contro l’abbandono

Nato in pieno lockdown quando moltissimi musicisti e artisti hanno dovuto mettere in standby il proprio lavoro, il progetto Artists 4 Charity (o ChArtists),ideato dai musicisti KeyKo e Giu Zep (foto sotto), intende dare sostegno a diversi enti di beneficenza italiani.

Per il debutto il progetto ha scelto di sostenere proprio l’Ente Nazionale Protezione Animali nella sua lotta contro il fenomeno che vede almeno 130 mila animali abbandonati ogni anno in Italia. 

Il brano contro l’abbandono: Who wants to live forever  (Lockdown Version)

Il progetto ha raccolto l’adesione di decine di cantanti e musicisti italiani e internazionali, uniti nel nome di Artists 4 Charity, che hanno messo a disposizione la propria professionalità unendo la propria voce a quella di ENPA per dire no all’abbandono. ChArtists ha realizzato una splendida cover corale della celebre canzone dei Queen Who wants to live forever con un bellissimo video su YouTube.

Il brano non è stato scelto a caso perché – come viene spiegato all’inizio del video – combattiamo l’abbandono di tutti quegli animali che non hanno mai voluto una vita eterna, ma dignitosa. Perché in fondo… who wants to live forever? (ovvero, chi vuole vivere per sempre?). 

Scelta azzeccata anche per un altro motivo: l’autore del brano, Brian May, è un noto attivista per i diritti degli animali che ha dichiarato più volte che vorrebbe essere ricordato più per le sue battaglie animaliste che non come chitarrista dei Queen. 

Nell’emozionante reinterpretazione della canzone possiamo sentire le armoniose voci di numerosi cantanti lirici (soprani, mezzo soprani, contralti, tenori, baritoni e bassi), un quartetto d’archi, poi ancora la chitarra acustica ed elettrica, il basso e la batteria.

Un momento particolarmente toccante del video è durante i credit finali, con il saluto di tutti gli artisti, moltissimi in compagnia del proprio pet (immagini sopra), e l’invito a fare una donazione alla Protezione Animale.

Ed ecco per voi il VIDEO con l’invito di condividerlo!

I musicisti e il lockdown

Quella dei musicisti è una delle categorie più penalizzate dalla crisi Covid, tra gli ultimi a riprendere la propria attività. Ma sono proprio loro che in qualche modo hanno tenuto compagnia al mondo quando il mondo era chiuso in casa: sconosciuti e famosi, dilettanti e professionisti, ognuno con le proprie note, ognuno col suo genere, ognuno col suo cuore, non si sono mai fermati.

ENPA ringrazia di cuore Artists 4 Charity per lo stupendo regalo, augurando a tutti una rapida e meritata ripresa professionale.

Link

Facebook ChArtists (Artists 4 Charity): qui trovate le informazioni sui singoli artisti che hanno partecipato. Per donazioni all’ENPA, cliccare QUI.

Nelle immagini, alcuni degli artisti che hanno partecipato e due fotogrammi estrapolati dal video.

Pubblicato il 4 agosto 2020

La Grecia vieta la macellazione dei cavalli: un esempio da imitare

La bella notizia arriva da Italian Horse Protection (IHP, associazione che opera sul territorio nazionale per la tutela dei cavalli e degli altri equidi, contrastandone lo sfruttamento e promuovendo il riconoscimento e il rispetto dei loro diritti e bisogni etologici). Si tratta sicuramente di un’encomiabile decisione che l’Italia dovrebbe imitare: dal 29 luglio in Grecia è vietata la macellazione dei cavalli e quindi, come per i cani e i gatti, il loro uso nella produzione di carne, pellame, medicinali e prodotti vari.

Questa storica notizia è il risultato di un lungo lavoro delle associazioni Hellenic Animal Welfare Federation e Ippothesis che, nel contesto dell’emergenza COVID-19 e degli scandali della carne equina con i relativi pericoli per la salute umana, sono riuscite prima a fare pressione sul ministro dell’agricoltura e poi a ottenere il favore del parlamento ellenico.

L’emendamento è contenuto nella legge 4711 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale greca il 29 luglio 2020 che all’art. 17 recita: “È vietato l’allevamento e l’utilizzo di animali per i combattimenti e per le attività correlate. È vietato altresì allevare e utilizzare cani, gatti e cavalli per la produzione di pellicce, cuoio, carne o per la fabbricazione di medicinali o altre sostanze.”

In Grecia, per cultura, non si mangia carne di cavallo e non esistono mattatoi autorizzati per la sua macellazione; c’è stato però un preoccupante aumento di macellazioni illegali e già si iniziava a parlare di concedere autorizzazioni per mattatoi equini. Grazie a questo bando, ciò non sarà possibile.

La situazione in Italia

Sonny Richichi, presidente IHP, è felicissimo della cosa, aggiungendo che «anche in Italia puntiamo a un obiettivo simile, sebbene partiamo da una situazione completamente diversa: da noi, a differenza della Grecia, c’è un grande consumo di carne di cavallo. Il nostro cammino sarà molto più arduo, visti gli enormi interessi in gioco, ma siamo fortemente determinati.»

Consumo in calo ma sempre elevato

Sebbene negli ultimi dieci anni il consumo di carne di cavallo in Italia sia nettamente diminuito, secondo i dati Istat nel 2018 sono stati macellati più di 20mila esemplari e importato 27.647 tonnellate di carni equine. La maggior parte della carne di cavallo proviene dall’estero, in particolare da Argentina, Uruguay e Canada.

Ma la carne di cavallo fa sempre bene, come sostengono alcuni? È bene ricordare che a fronte di macellazioni legali, molta carne di cavallo importata in Italia arriva senza controlli e con gravi maltrattamenti agli animali. Le carni equine provenienti dai cavalli da corsa possono contenere, ad esempio, residui di farmaci e droghe non ammessi nelle carni destinate al consumo umano, senza contare la possibilità di gravi contaminazioni dal momento che in questo caso le pratiche di macellazione non rispettano le più elementari norme igienico-sanitarie.

È di appena un mese fa lo scandalo che ha coinvolto l’Unione Europea, che importa dall’Australia carne di cavalli che per oltre il 50% provengono dall’ippica. In Australia non esiste anagrafe né tracciabilità e quindi neanche un valido sistema di controllo sul benessere e sulla sicurezza delle carni di animali che subiscono torture e maltrattamenti fuori e dentro il mattatoio.

Nelle foto, cavalli salvati da ENPA Monza e Brianza

Pubblicato il 5 agosto 2020

Agrate, recuperati una giovane femmina di germano e una tartaruga gravemente ferita.

Le segnalazioni di animali, selvatici o domestici, da parte di privati cittadini sono sempre preziose e anche questo recupero è avvenuto grazie alla sensibilità del signor Enzo, papà di Alessandro, un giornalista de il Giornale di Monza molto sensibile alle tematiche animaliste. È stato lui ad accorgersi della presenza di una giovane femmina di germano reale e di una tartaruga d’acqua all’interno del residence di Agrate Brianza (MB) dove abita e ad avvisare l’ENPA di Monza e Brianza, che si è subito attivata mandando sul posto gli operatori Federica e Stefano.

Nelle foto, l’operatrice ENPA mentre recupera la germana, e il signor Enzo con la tartaruga appena recuperata (nel sottovaso).

La femmina di germano, un esemplare molto giovane, era finita nel cortile probabilmente dopo i primi tentativi di volo e si era rintanata sotto a un cespuglio, incapace di ritornare nelle vicinanze dello stagno in cui era nata.

Nello stesso cortile è stata trovato anche un piccolo esemplare di tartaruga acquatica, che è apparsa subito in gravi condizioni a causa del sangue che fuoriusciva dalle narici a ogni respiro, inequivocabile segnale di un’emorragia interna.

Un tragico epilogo frutto di una scriteriata gestione

Si è poi scoperto che la tartaruga era detenuta in condizioni assolutamente non idonee: sul balcone di un palazzo vicino in una bacinella piena d’acqua, da cui è potuta uscire precipitando dal balcone stesso. Arrivata al rifugio di Monza, visitata da un veterinario che ne ha diagnosticato le gravi condizioni, a causa delle lesioni interne purtroppo non ha superato la notte.

La tartaruga morta apparteneva alla specie Mauremys reevesii, originaria della Cina e liberamente venduta in Italia, a differenza della testuggine di origine americana dal nome comune tartaruga a guance gialle (Trachemys scripta scripta) e tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans), di cui è vietata la commercializzazione, la riproduzione, l’introduzione sul territorio nazionale e il rilascio in natura e il cui possesso andava per legge denunciato entro il 31 agosto 2019.

Anche le tartarughe crescono!

Quale che sia le specie, è certo che questi animali vengono troppo spesso acquistati con leggerezza: quando sono piccoli basta una vaschetta di modeste dimensioni, ma quando arrivano ad avere la lunghezza di 20-30 centimetri, la vaschetta diventa decisamente stretta e la tartaruga diventa un peso di cui ci si vuole liberare. C’è chi l’abbandona nel primo corso d’acqua a disposizione e chi la porta al nostro rifugio accampando la solita scusa: “non pensavo che diventasse così grande” …

Foto sopra a sinistra, la Mauremys reevesii poi morta; a destra, una vaschetta come quelle comunemente vendute assieme alle tartarughine, del tutto inadeguata.

È bene ricordare che non esistono tartarughe nane (tutte sono destinate e crescere!) e che le tartarughe non sono animali meno impegnativi di un cane o di un gatto. Esse hanno delle precise esigenze di alimentazione, di luce e di spazi idonei ed è quindi è importante informarsi molto bene sull’animale che si intende introdurre in famiglia. Ricordiamoci inoltre che i centri specializzati e, in questo caso anche il parco rifugio di Monza, hanno a disposizione tantissime tartarughe di specie di cui è non solo consentita, ma incoraggiata, l’adozione consapevole.

La germanina ha trovato compagnia

È andata per fortuna molto meglio alla piccola germana: è stata liberata nel laghetto del rifugio di via San Damiano dove sguazza insieme agli altri compagni recuperati precedentemente. Da qui sarà libera di spostarsi e di involarsi quando ne avrà le capacità.

Nella foto sopra, la germanina nel laghetto al rifugio di Monza. Nei brevi VIDEO qui sotto, qui, qui e qui, con i nuovi compagni.

Pubblicato il 29 luglio 2020

Lambro in secca: ENPA chiede una migliore gestione delle chiuse

Sono ormai diversi anni che, puntualmente, il Lambro, il fiume che attraversa il capoluogo brianzolo, è il grande assente della stagione estiva. Completamente in secca.

L’acqua è presente nel ramo secondario, noto come Lambretto, ma il tratto principale del fiume che attraversa il centro storico, passando dal Ponte dei Leoni (foto sotto) fino alla torretta Viscontea dove si ricongiunge con il Lambretto, è solo una grande spianata arida.

Questa situazione genera un vero dramma che va a colpire tutta la fauna selvatica: i pesci, costretti a vivere nelle poche pozze ancora piene d’acqua, ma con grossi problemi di ossigenazione che li porteranno alla morte dopo una lunga agonia e i tanti uccelli selvatici che vivono su quelle che una volta erano le rive del fiume.

All’ENPA di Monza e Brianza continuano ad arrivare numerosissime segnalazioni di cittadini indignati per la sorte riservata ai piccoli di germano reale che sono costretti a camminare sull’asfalto rovente e senza possibilità di reperire cibo. Senza l’acqua gli anatroccoli si lasciano morire e diventano facili prede di rapaci, cornacchie e ratti, con le loro mamme che assistono a queste scene del tutto impotenti. Questo perché gli adulti volano e hanno la possibilità di spostarsi in zone più ricche di acqua e cibo, ma i piccoli non sono in grado di volare prima delle 7/8 settimane di vita. 

Situazione denunciata tutti gli anni

È una situazione che purtroppo viene ogni anno denunciata senza che le autorità competenti abbiano fatto nulla di concreto per risolvere il problema. Solo i volontari delle associazioni e privati cittadini che hanno a cuore le sorti di questi animali, portando acqua e cibo, cercano di alleviare le loro sofferenze.

Ma è un problema che dovrebbe, e potrebbe, essere risolto dalle istituzioni molto facilmente. E per questo ENPA chiede che lungo il corso del Lambro venga lasciato almeno un rigagnolo d’acqua, per non condannare a morte i tanti animali che in quel fiume vivono. 

Sotto, il Lambretto. Nella foto a sinistra, della zona del Carrobiolo, scattata il 31 luglio, l’acqua continua a esserci, mentre il ramo principale è sempre vuoto. A destra, una gallinella d’acqua.

Non siamo esperti di gestione delle acque, ma forse con un po’ di buon senso si potrebbe fare in modo che la ripartizione delle acque tra Lambro e Lambretto sia fatta in maniera più equilibrata, evitando questi lunghissimi periodi di secca di quel tratto proprio nel periodo riproduttivo dei germani reali.

Pubblicato il 28 luglio 2020, aggiornato il 31 luglio.

Selvatici: un’emergenza continua

Mai come in questo periodo è emergenza selvatici. Non c’è giorno che il rifugio non ne riceva in numero sorprendente e allarmante. Rapaci, notturni e diurni, scoiattoli, pipistrelli e ricci (l’ultimo arrivato è stato preso a colpi di scopa da un signore che se lo è trovato in casa e portato al rifugio da una bravissima automobilista di passaggio che aveva assistito all’ignobile scena).

Ricordiamo che il recupero, le prime cure, il cibo specifico e il trasporto al centro recupero animali selvatici (CRAS, gestito dal WWF) autorizzato a Vanzago (MI), avviene a spese della nostra associazione e che per questa preziosissima attività non sono previsti finanziamenti pubblici (che però si trovano per favorire i cacciatori…), potendo contare solo sulle offerte dei soci e degli amici dell’ENPA di Monza.

Recuperata una biscia dal collare

Lunedì sera 20 luglio la Protezione Civile di Monza ci informa della presenza di un “serpente” in un box della città. Ci informano altresì di avere già allertato i Vigili del Fuoco di Monza per il suo recupero ma vogliono sapere da ENPA come gestire l’animale. Un veloce contatto tra l’operatore di turno e il nucleo dei Vigli del Fuoco usciti sul posto, chiarisce agli stessi le modalità di custodia del serpente (una scatola di cartone con dei fori) e l’impegno di ricevere l’animale presso la struttura di Via San Damiano.

Foto sopra, una bellissima immagine di un natrice dal collare di Giuseppe Zini

Il Vigile del Fuoco che si presenta presso il rifugio è in realtà una Vigilessa già conosciuta dall’ENPA in quanto adottante, tre anni prima di un gatto che ci mostra orgogliosa sul telefonino. “Era il gatto più brutto del gattile, senza la coda, ma mio figlio se ne è innamorato e l’ha voluto a tutti i costi. Ora è un bel gattone felice a casa mia”.

La simpatia dell’incontro non ci fa dimenticare la presenza del serpente. Aperta la scatola con cautela compare nascosto sul fondo un giovane esemplare di natrice dal collare (Natrix natrix), conosciuta anche come biscia dal collare per la presenza di caratteristico un collare giallo (nella foto sopra, presa dal web). Si tratta di un rettile del tutto innocuo amante delle zone umide. Accertate le sue buone condizioni di salute senza ulteriori indugi è stato rilasciato in una zona boschiva e sicura vicino al canale Villoresi.

Quanti rapaci!

Dopo tanti gheppi e falchi pecchiaioli, in questo periodo sono i rapaci notturni, di tutte le età, a transitare dal rifugio di via San Damiano, con diversi esemplari di assiolo (Otus scops), civetta (Athene noctua) e allocco (Strix aluco).

Foto sopra, l’allocco e l’assiolo; sotto e nella foto grande in alto, le due civette mentre mangiano.

Da Pascoli a Harry Potter

L’assiolo è un piccolo rapace notturno conosciuto anche come chiù, che predilige ambienti aperti in pianura o in collina, anche nelle vicinanze di case e cimiteri. Nella poesia “L’assiuolo” di Giovanni Pascoli chiù è il suono onomatopeico che chiude ogni strofa; il poeta attribuisce al canto dell’assiolo un verso monotono e il suo verso è percepito come un triste presagio di morte.

C’è un assiolo anche nella celebre saga di Harry Potter:  Leotordo, il compagno di Ron Weasley, non è infatti un gufetto ma un assiolo, per l’esattezza un bellissimo esemplare di assiolo bianco (Ptilopsis leucotis).

E infine uno scoiattolo

Uno degli ultimi recuperi, giovedì 23 luglio, è quello di uno scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), trovato ferito ai piedi di una pianta al Parco di Monza e segnalato da alcuni privati cittadini. Sul posto si sono recati gli operatori ENPA Feddi e Sergio che lo hanno portato al rifugio: il roditore, che presentava la coda completamente scorticata, è stato immediatamente operato in un centro specialistico ed è ora in prognosi riservata sotto terapia antibiotica.

Foto sopra, durante il recupero dello scoiattolo ferito, e l’animale dentro il trasportino

Niente rilascio in natura

Lo scoiattolo grigio è una specie alloctona introdotta in Italia negli anni ’60 da una signora genovese che, al ritorno da un viaggio in America, decise di liberarne sei nel proprio giardino, senza immaginare le conseguenze. Nel nostro Paese ha trovato un habitat ideale e la competizione con la specie autoctona, lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) lo ha visto sempre prevalere tanto che molti lo ritengono direttamente responsabile della diminuzione della popolazione di scoiattolo rosso. Questo ha portato l’Unione Europea a stanziare fondi per l’eradicamento dello scoiattolo grigio che però comporta la sua soppressione fisica attraverso trappole o altri sistemi cruenti, una scelta che ENPA considera inaccettabile dato che esistono metodi alternativi per contenerne la popolazione.

Nel rispetto della legge sulle specie alloctone, lo scoiattolo, una volta guarito, non potrà ovviamente essere rilasciato in natura ma dovrà vivere in una idonea struttura protetta.

Foto sotto, un pipistrello recuperato e curato presso il rifugio di Monza; nel video in fondo, mentre viene alimentato a mano.

Pubblicato il 31 luglio 2020

M49 di nuovo “evaso”, ENPA: la Provincia non è in grado di gestire la fauna selvatica.

Per il Ministro Costa l’orso deve rimanere libero.

Domenica notte 26 luglio è fuggito ancora. Per la seconda volta in un anno l’orso M49, sopranominato non a caso “Papillon” come il celebre fuggiasco francese, è evaso dal centro faunistico del Casteller, a sud di Trento.

Questa volta, invece di scavalcare la recinzione esterna come aveva fatto nell’aprile dell’anno scorso, è riuscito prima a superare la barriera elettrica, poi ha divelto la rete elettrosaldata costruita per evitare ulteriori fughe e ha piegato l’inferriata, dello spessore di 12 millimetri, fino a ricavarne un’apertura sufficiente per scivolare all’esterno. Infine la nuova fuga verso i boschi.

Dalla sua fuga abbiamo acquisito due certezze: l’orso M49 è un animale che ha mantenuto la sua selvaticità e la Provincia Autonoma di Trento non è in grado di gestire gli orsi del Trentino. M49 è scappato perché, a differenza di quanto si è cercato di dimostrare, ha mantenuto la sua componente selvatica grazie alla quale ha avuto l’intelligenza e il coraggio di superare ogni ostacolo, affrontare il pericolo pur di riconquistare la sua libertà. Altro che orso che tollera la presenza umana e che gradisce essere alimentato, come qualcuno ha cercato di far credere.

È ora di dire basta a questa gestione degli orsi – ricordiamo animali particolarmente protetti – basata su catture, condanne a morte e chiari interessi politici di cacciatori, agricoltori e allevatori. Categoria, quest’ultima, che, invece di lanciare subito l’ennesimo allarme, dovrebbe iniziare ad applicare i sistemi di prevenzione, tra l’altro previsti dalla legge.

Quella dei giorni scorsi è l’ennesima riprova, se mai ce ne fosse davvero bisogno, di quanto sia fallimentare la politica della Provincia Autonoma di Trento in materia di gestione di fauna selvatica e in particolare degli orsi.

Le associazioni si appellano al Ministro; il Ministro risponde

Il nuovo appello di ENPA e di altre Associazioni ambientaliste e animaliste al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa (nella foto sotto) affinché M49 (sterilizzato e con radio collare) rimanga libero e monitorato e affinché intervenga e prenda in mano una situazione, ormai palesemente senza controllo, non è rimasto inascoltato.

Ecco parte del suo intervento tratto dalla sua pagina Facebook del 28 luglio: 

«Ho sentito il presidente della provincia di Trento Fugatti e allertato Ispra. La mia posizione rimane la stessa: ogni animale deve essere libero di vivere in base alla sua natura. Papillon ha il radiocollare e quindi rintracciabile e monitorabile facilmente: non ha mai fatto male a nessuno, solo danni materiali facilmente rimborsabili. Chiediamo che non venga rinchiuso e assolutamente non abbattuto.

A presto per nuovi aggiornamenti. Intanto Papillon deve vivere!»

Buone notizie per l’orsa JJ4!

Mentre M49 si gode la sua libertà, ci sono ottime notizie per l’orsa JJ4: il Tar di Trento ha confermato la sospensione dell’ordinanza provinciale che aveva stabilito la sua uccisione. In attesa del merito, già fissato per il 22 ottobre, ENPA e Oipa sottolineano l’importanza di lavorare tutti insieme per una politica vincente di convivenza, l’unica strada percorribile per una gestione corretta della fauna selvatica.

Non si tratta di una sentenza ma, da quanto è emerso, il Tar emanerà non un’ordinanza cautelare, bensì un’ordinanza collegiale, in attesa della quale è bene che siano attivate tutte quelle misure di prevenzione (ad esempio la chiusura di zone ove sono presenti mamme e cuccioli) e venga data a cittadini e turisti la corretta informazione, garantendo la libertà per tutti gli orsi.

Pubblicato il 31 luglio 2020

Dopo tre anni, finalmente a casa, insieme!

Il rifugio di Monza ospita tanti animali, non solo cani e gatti, ma chissà perché, per i conigli e i roditori (come cavie e criceti) le richieste di adozione sono davvero poche, neppure per i teneri cuccioli. In compenso il numero di ospiti è in continua crescita.

L’adozione di una coppia inseparabile di conigli, quindi, ci riempie di gioia!

Val e Pel sono due dolcissimi conigli nani trovati abbandonati in uno scatolone il 3 febbraio 2017 (ogni commento è superfluo!) e dopo più di tre anni di permanenza hanno ottenuto il non invidiabile titolo di conigli da più tempo ospiti del rifugio di Monza. Arrivati insieme ed essendo molto affiatati tra loro, avevamo deciso di non separarli e cercare per loro un affido di coppia.

In questi anni hanno condiviso il box con altri conigli che andavano e venivano ma loro, chissà come mai, non venivano mai scelti da nessuno.

Ma finalmente anche il loro momento è arrivato: una fantastica famiglia si è accorta di loro e così hanno avuto anche loro il tanto atteso lieto fine.

Una nuova vita per Ary e Muffin

Diventati Ary e Muffin, Sarah e Lorenzo ci raccontano che stanno benissimo e sono molto felici.

Si sono ambientati alla grande e sono diventati i padroni del giardino. Quando fa caldo stanno sotto le siepi, ma di solito sono in giro a rincorrersi e giocare (come potete vedere nel simpatico video sotto), o a nascondersi nei buchi più impensabili e a brucare l’erba.

Con i due bambini, Elena e Fabio, stanno iniziando a prendere confidenza e si lasciano accarezzare, soprattutto se gli si dà loro un premietto in cambio. 

VIDEO: Ary e Muffin (ex Val e Pel) si rincorrono nel loro bellissimo giardino

Insomma, che dire, ci confermano che è stata un’ottima scelta del cuore e noi non possiamo che ringraziarli per averli notati e avergli donato la casa che abbiamo sempre sognato per loro. Non potemmo essere più felici per loro!

Ma c’è chi aspetta ancora…

Quella della nostra storica coppietta è una bellissima notizia, ma non possiamo non pensare a tutti i conigli che ancora stanno aspettando il loro momento. Come, ad esempio, la dolce Eowyn, arrivata in rifugio anche lei nel 2017, ereditando da loro – suo malgrado – il titolo di coniglio da più tempo nel rifugio. E poi c’è Cheridan, arrivato che aveva solo due mesi e che ora ha un anno e mezzo. E poi, ancora, Scellino, scaraventato da una macchina in corsa. Sono tanti: ognuno ha la sua storia e il suo carattere, ma tutti meritano una bella famiglia.

Per conoscerli tutti, potete visitare il nostro sito qui. E per leggere le schede dei criceti e cavie ospiti del rifugio di Monza, cliccate qui. E, se potete, aiutateci a condividere le loro schede su Facebook!

Pubblicato il 21 luglio 2020

Wish list, un grande successo!

Un paio di settimane fa ENPA di Monza e Brianza ha creato su Amazon una “Wish List” (lista dei desideri) per tutti coloro che avevano intenzione di aiutarci a crescere i numerosi gattini che come ogni anno in questo periodo vengono soccorsi e accolti in Gattile o accuditi presso i volontari del nostro Asilo dei Cuccioli.  

Leggi il nostro articolo del 15 luglio qui. Visita la nostra Wish List su Amazon qui.

Grazie a tutti

Speravamo che il nostro appello non restasse inascoltato ma ancora una volta la vostra generosità ci ha lasciato senza parole: non c’è praticamente giorno che non arrivi un pacco pieno di cibo “kitten” – ovvero alimenti specifici che contengono tutti i particolari nutrienti di cui hanno bisogno i gattini per crescere sani e robusti, acquistato da voi on line.

A tutti quanti hanno scelto questo innovativo modo di aiutarci, quindi, va un grandissimo grazie!

Nelle immagini, alcuni dei gattini attualmente al Gattile di Monza o accuditi a casa da volontari. Foto grande in alto, il bellissimo Mandarino tigrato rosso; alcuni gattini del Gattile con alcune confezioni di cibo donate e alcuni dei biglietti allegati ai doni; qui sopra, il gattino bianco e tigrato Principo mentre dorme e il piccolo Otto bianco e nero, qui sotto, due immagini dei fratelli Edera e Ibisco: appena arrivati e oggi, cresciuti sani e robusti e pronti per essere adottati.

Pubblicato il 24 luglio 2020

“Obiettivo Terra”: il primo premio al fotografo Samuele Parentella, amico dell’ENPA monzese

Si chiama Samuele Parentella il giovane fotografo naturalista brianzolo che si è aggiudicato il primo premio nell’edizione 2020 del concorso fotografico “Obiettivo Terra”  con uno scatto che immortala un martin pescatore che stringe nel becco una preda, volando a pelo d’acqua nella Riserva Naturale della Palude di San Genuario in Piemonte.

Il concorso nazionale Obiettivo Terra

Arrivato alla sua undicesima edizione, il concorso ha come obiettivo quello di sostenere le Aree Protette italiane nel difficile compito di difesa, valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale. L’annuale concorso di fotografia geografico-ambientale è dedicato alle bellezze e alle peculiarità delle Aree protette d’Italia ed è promosso dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana Onlus.

Inizialmente prevista per il 22 aprile per celebrare la Giornata Mondiale della Terra, la premiazione, rimandata per l’emergenza Covid, si è tenuta mercoledì 15 luglio a Roma, alla presenza di molte autorità. 

Chi è Samuele Parentella

Consulente tecnico in ambito salute e sicurezza del lavoro, Samuele divide il suo tempo libero tra la giovane famiglia e la fotografia. Una grande passione, la sua, che pratica non solo in molte Regioni d’Italia e in diversi Paesi esteri, ma perfino dalla cucina di casa sua a Besana in Brianza (MB), come testimoniano le splendide immagini dei lucherini, cinciallegre e dello scoiattolo grigio soprannominato “Jumpy” che frequentano il suo giardino (foto sotto). Oltre a partecipare a molti concorsi fotografici con ottimi risultati, Samuele ha pubblicato foto e articoli su diverse riviste italiane, tra cui National Geographic Italia, libri e siti online.

Amante della natura e degli animali, Samuele è anche amico della Protezione Animali, dando una mano all’ENPA di Monza e Brianza in occasione della lotteria benefica. Già, perché per le ultime due edizioni ha offerto come premio la stampa di una sua fotografia – a scelta tra diversi soggetti animali e natura – montata su pannello PVC.

A questo punto non resta che complimentarci con Samuele per il meritatissimo premio!

Nelle foto sotto, alcune delle bellissime foto di Samuele. Per vedere altre sue opere, visita la sua pagina qui o il suo profilo Facebook qui.

Pubblicato il 21 luglio 2020.

Caccia al cervo e tiro con l’arco al cinghiale: in Veneto si è tornati al Medioevo. ENPA lancia una protesta sui social

Oltre 3.000 cervi condannati a morte perché considerati in soprannumero in Provincia di Belluno e il Parco Regionale dei Colli Euganei che recluta 15 arcieri per divertirsi a uccidere i cinghiali. Queste le ultime novità sulle politiche del Veneto in materia di gestione faunistica, illegittimamente relegata – fucile in braccio o arco in spalla – a cosiddetti “operatori privati” che non sono riconosciuti dalla legge nazionale. Tali operatori altro non sono che i soliti cacciatori.

Le campagne di sterminio sono inutili

È scientificamente fallimentare il ricorso alle uccisioni qualora – a seguito di censimenti che ci risultano essere solo stime – si debba intervenire nella gestione di alcune specie: lo dimostrano oltre 20 anni di campagne di sterminio a danno di tante specie. Ma, soprattutto, questo ricorso facile al mondo venatorio tramite personale “adeguatamente” formato è illegittimo ai sensi della legge nazionale, che esclude proprio tali figure (art. 19 della legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna). Evidentemente non bastano le ben sette sentenze della Corte Costituzionale che hanno sancito tale illegittimità e hanno sottolineato che i metodi ecologici – gli unici veramente efficaci – devono essere applicati e verificati prioritariamente a qualsiasi intervento sugli animali.

L’Ente Nazionale Protezione Animali sottolinea come, ad esempio, la messa in sicurezza delle strade – con strumenti di dissuasione per la fauna in procinto di attraversamento e che riduca la velocità dei veicoli in punti ritenuti sensibili – sia solo uno dei numerosi strumenti che rimangono inapplicati.

Riteniamo ancora più grave la decisione – arcaica e brutale – di reclutare arcieri per consentire di uccidere con “divertimento” i cinghiali – i quali vengono comunque sterminati senza voler veramente puntare alla convivenza, unica strada possibile. Insomma, in Veneto si tocca il fondo: si sta tornando nel Medioevo con delle scelte inaccettabili dal punto di vista etico, scientifico e legale.

Possiamo dire no!

La Protezione Animali ha deciso di lanciare una protesta su Facebook per far sentire la voce anche di tutte quelle persone che dicono no a queste politiche di sangue sulla pelle degli animali.

Aderite alla nostra protesta qui.

Pubblicato il 24 luglio 2020

Brianza, recuperato un raro falco pecchiaiolo

Dopo tanti nidiacei e adulti di gheppio (un falco di piccole dimensioni molto comune in Brianza) recuperati nei giorni scorsi vittime del maltempo, lunedì 6 luglio è arrivato al rifugio di Monza un tenerissimo nidiaceo di falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), un rapace decisamente meno comune nei nostri cieli.

Il piccolo è stato trovato in un bosco tra Capriano e Veduggio (MB), alla base di un albero che ospitava un grande nido, dal signor Cristoforo C. Dopo averlo osservato per qualche tempo per accertarsi che non ci fossero i genitori nelle vicinanze e preoccupato per la presenza nella zona di molti predatori (gatti, volpi, gazze e cornacchie), lo ha portato a casa e ripulito dalle tante uova di mosca carnaria che lo ricoprivano, prima di consegnarlo al parco rifugio di Monza. Qui il piccolo è arrivato ipotermico ed è stato subito scaldato e idratato, prima di essere trasferito al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Vanzago (MI) che ringraziamo, come sempre, per il prezioso lavoro che svolge quotidianamente, soprattutto in questa stagione. Il piccolo rapace verrà alimentato fino al momento del suo rilascio in libertà. 

Al signor Cristoforo, che non solo ha salvato la vita al piccolo ma ha anche fatto una donazione sia a ENPA sia al WWF, che gestisce il CRAS, va un grandissimo grazie da parte nostra.

Nidiacei, ecco come comportarsi

Ricordiamo, però, che quando ci si imbatte, come in questo caso, in un nidiaceo a terra ricoperto di solo piumino, o comunque abbattuto con occhi chiusi, a maggior ragione se con uova di mosca carnaria sul corpo, bisogna soccorrerlo senza indugio e consegnarlo tempestivamente al CRAS più vicino. Questo perché sarà sicuramente caduto dal nido e non si può trattare di un cosiddetto “finto orfano”, ovvero quei nidiacei (come ad esempio merli, cornacchie, o storni) che escono dal nido prima di saper volare – ma con piumaggio formato e quasi completamente sviluppato – e che finiscono lo svezzamento parentale a terra.

Un rapace da conoscere

Con quella peluria chiara che lo ricopre completamente, gli occhi grandi e il becco giallo e nero, il nidiaceo di falco pecchiaiolo è un vero campione di tenerezza e si fa davvero fatica a immaginare quando, una volta adulto, diventerà un bellissimo e regale padrone dei cieli. 

Simile alla poiana, se ne distingue per il capo esile, il collo lungo e la coda più stretta e lunga. Il colore di fondo del piumaggio è molto vario: crema, marrone chiaro, rossiccio, marrone scuro e nero, con molte colorazioni intermedie. Si nutre prevalentemente di insetti, di larve di vespe e di api (pecchie è un termine desueto con cui si chiamavano le api) e di miele.

È un rapace migratore di grandi dimensioni, con un’apertura alare che arriva ai 130 centimetri, che sverna nell’Africa sub-sahariana e in Italia lo si osserva soprattutto nel periodo pre-riproduttivo (aprile-maggio) e post-riproduttivo (agosto-settembre) sullo stretto di Messina, dove transita prima di andare a nidificare soprattutto sulle Alpi e lungo l’Appennino.

Una stupidissima tradizione da condannare

È proprio sullo stretto di Messina che il falco pecchiaiolo corre i maggiori rischi. In dialetto calabrese questo falco è chiamato “adorno” e, prima di diventare specie protetta, veniva cacciato e imbalsamato per far bella mostra di sé nelle case. L’uccisione di adorno, secondo la tradizione di alcune zone della Calabria e anche della Sicilia, garantiva durante l’anno la virilità di chi l’aveva ucciso e quasi un potere magico contro l’infedeltà della moglie.

Nonostante la caccia all’adorno sia illegale da oltre 40 anni, purtroppo questa specie e altri rapaci continuano a essere presi di mira dai bracconieri soprattutto nella provincia di Reggio Calabria, tanto che la provincia è considerata uno dei sette “black-spot” (aree calde del bracconaggio italiano) individuati dal “Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”.  

Così si cerca di salvarlo

Lo Stretto di Messina viene chiamato dagli ornitologi “bottleneck”, cioè “collo di bottiglia”, passaggio obbligato per gli uccelli migratori. Tra aprile e maggio, infatti, circa 30 mila decine di migliaia di rapaci attraversano questo corridoio aereo diretti ai luoghi di nidificazione.

Da diversi anni proprio in quel periodo è attiva l’Operazione Adorno organizzata dal CUFAA (Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari), volta alla salvaguardia degli uccelli rapaci migratori, che vede impegnati militari del Reparto Operativo SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) e volontari di diverse associazioni animaliste.

Non è semplice controllare un’area vasta come questa, ma anche quest’anno si sono ottenuti confortanti risultati nell’attività di repressione al bracconaggio. Diversi i reati contestati, dall’uccisione di specie protette, in particolare rapaci, all’utilizzo di richiami elettroacustici e alla cattura illegale, tramite reti da uccellagione, di passeriformi per fini commerciali.

LE FOTO: foto in alto e primo gruppo di foto, il nidiaceo di falco pecchiaiolo appena soccorso e portato al rifugio di Monza; secondo gruppo di foto, gentilmente fornite dal WWF, il nidiaceo stabilizzato dopo l’arrivo al CRAS, e a una settimana di distanza. L’esemplare adulto di falco pecchiaiolo è stato invece recuperato a maggio da ENPA Milano in seguito ad un urto contro una vetrata di un palazzo. Al CRAS si è velocemente ripreso grazie alle cure ricevute e, dopo una breve degenza, ha potuto riprendere il suo volo.

Pubblicato il 14 luglio 2020

Leone e Jerry, una bellissima amicizia nata in gattile.

Potrebbe sembrare un amore improbabile: Leone di quattro anni, un passato fatto di disagio, di incertezze e di abbandono, arrivato in gattile confuso e arrabbiato, e il giovanissimo Jerry, pauroso e diffidente con le persone, ma pronto ad aprirsi a un suo simile.

Nelle foto sotto, Leone (il micio bianco e tigrato) e Jerry (tutto tigrato).

Sebbene sia molto socievole e capace di grande affetto verso i volontari e operatrici, Leone si allarma subito per tutte le attività e i rumori tipici del nostro rifugio e questo lo rende imprevedibile. Intraprende un percorso di riabilitazione e impara gradualmente a rilassarsi e ad abituarsi alla vita in gattile, a non spaventarsi per l’abbaiare dei cani o per il chiocciare delle galline quando fanno capolino davanti al suo box e per le pulizie quotidiane.

Jerry, grazie alla sensibilità dei volontari opportunamente istruiti, sta imparando sempre di più a fidarsi degli umani, a socializzare e giocare con disinvoltura, acquisendo sicurezza e autostima.

Nelle foto sotto, in senso orario da sinistra: Jerry, Leone, e Leone con Max.

Ciascuno con un passato diverso, un carattere diverso e problemi diversi, Leone e Jerry sono vicini di box, divisi da una rete metallica. È risaputo che i gatti sono “solisti” e difficilmente accettano di buon grado la convivenza con un altro micio estraneo. Eppure Leone ha dimostrato quasi subito una straordinaria simpatia nei confronti del vicino e ha conquistato l’amicizia dell’insicuro Jerry. Ora non perde occasione per intrufolarsi nel box che Jerry divide con il timido Max (vedi ultima foto sopra).

Dai giochi al relax

Come trascorrono il tempo insieme? Sono buffi e teneri! Passano all’improvviso dall’essere sdraiati in pieno relax al giocare frenetici alla lotta, che solitamente si conclude con un una toelettatura reciproca (allogrooming), come fanno le mamme con i propri cuccioli o i fratelli tra di loro. A volte i giochi coinvolgono anche Max, ma sono Leone e Jerry le vere star immortalate nelle tante foto e video dei volontari che li adorano. Nel video sotto, un esempio.

Video: Leone e Jerry, impegnati nella toelettatura reciproca (allogrooming)

Cercasi casa per due gatti inseparabili!

A questo punto abbiamo pensato di trovare una casa in cui Leone e Jerry possano continuare a stare insieme! (Anche in trio con Max, perché no?)

Il nostro appello è quindi rivolto a chi ha voglia di adottare questa simpatica e buffa coppia. Cerchiamo un contesto tranquillo con solo adulti (o figli grandi) con precedente esperienza di gatti. La possibilità di poter uscire in giardino, dopo un periodo di tempo tassativamente in casa, sarebbe perfetta! Chi fosse interessato a conoscerli ed eventualmente ad adottarli sarà affiancato da una delle nostre comportamentaliste.

Ricordiamo che in questo periodo le visite al rifugio di Monza sono esclusivamente su appuntamento. Per info e/o appuntamento, scrivere ad adozioni.gatti@enpamonza.it.

Video: Leone e Jerry impegnati a lavarsi a vicenda

Video: Leone si fa coccolare.

Video qui sotto, Jerry che cerca di giocare con la frutta come se fossero palline.

Leggi le loro schede sul nostro sito: Leone qui, Jerry qui, e l’amico Max qui.   

Pubblicato il 17 luglio 2020

Monza, mamma germano e i suoi anatroccoli sono al sicuro!

Le femmine di germano hanno spesso l’abitudine di trovarsi un angolino tranquillo ove deporre le uova e poterle covare. Quando nascono i piccoli mamma germano si avvia, con tutta la famiglia al seguito, alla ricerca dell’acqua, che spesso è però molto lontana dal luogo di cova.

Questo è il motivo per cui ci vengono continuamente segnalate mamme con i piccoli che vagano per i centri urbani o sulle strade o, spesso, piccoli germani che si sono persi durante il percorso e che vengono presi e consegnati al parco rifugio di Via San Damiano.

Video: mamma germana con i piccoli mentre vagano in una strada di Monza.

Ricordiamoci che questi sono animali selvatici e pertanto il principio generale è quello di lasciare fare alla natura. Ma quando la famiglia si trova in gravi difficoltà occorre intervenire per cercare di mettere in sicurezza mamma e piccoli.

Una delicata operazione di recupero

Questo è quanto è successo a Monza nella mattinata di giovedì 9 luglio. Dopo aver ricevuto una segnalazione in merito alla presenza di una femmina di germano reale con i suoi sette piccoli in un parcheggio di via Casati (vedi video sotto), la volontaria ENPA Simona è uscita per un sopralluogo e, individuata la famigliola, ha chiesto i rinforzi. Sul posto sono quindi arrivate anche l’operatrice Feddi e la volontaria Elena inun’operazione coordinata per evitare il rischio, come spesso capita nei tentativi di cattura fatti da privati, che la madre fuggisse via abbandonando la prole. Allevare dei piccoli abbandonati dalla mamma è un’operazione difficile per l’alto tasso di mortalità e ben lo sapevano le tre soccorritrici: il recupero è stato un po’ complesso, perché gli animali si erano rintanati in mezzo a siepi molto fitte. Ma mentre Feddi si incastrava tra i rami e il muro, Elena prontamente recuperava la mamma e, una volta presa lei, tutte e tre si sono dedicate al recupero dei piccoli. 

Sotto: la famiglia messa nel trasportino poi trasferita al rifugio di Monza in uno spazio tranquillo riservato a loro.

Mamma germana e i piccolissimi anatroccoli sono stati momentaneamente ricoverati in una grande voliera del parco rifugio di Via San Damiano in attesa che crescano un po’ prima di poterli tutti rilasciare in natura in luogo idoneo con presenza di acque.

Video: il rilascio di mamma germana al rifugio di Monza: chiama subito i suoi piccoli.

Una famiglia “allargata”

A completare questo splendido lieto fine, si è aggiunto un tenerissimo particolare: alla covata sono stati aggiunti due piccoli orfani di germano che erano arrivati al rifugio soli nei giorni precedenti e che sono stati subito “adottati” dalla mamma e dagli altri anatroccoli – nella foto grande in alto e sopra, mamma germana con tutti i nove piccoli!

Video: mamma i e suoi piccoli al rifugio.

Pubblicato il 16 luglio 2020

Abbiamo bisogno di voi: la nostra Wish List felina online!

Come ogni anno nel periodo primavera-estate, il rifugio di Monza si trova in piena Emergenza Gattini. Sta quindi aumentando in modo esponenziale la necessità di cibo specifico per svezzare tutti i micini soccorsi e accolti in gattile o accuditi presso i volontari del nostro Asilo dei Cuccioli in queste settimane e nei mesi a venire.

Ecco come darci una mano

Tramite un’apposita “Wish List” (lista dei desideri) creata su Amazon, ENPA chiede una mano, anzi una zampa, a chi vuole aiutarci, acquistando online una o più confezioni di cibo “kitten” – ovvero alimenti specifici che contengono tutti i particolari nutrienti di cui hanno bisogno i gattini per crescere sani e robusti.

I prodotti da voi scelti dall’elenco appositamente predisposto verranno recapitati direttamente alla nostra struttura di Via San Damiano 21, con l’aggiunta di un biglietto con il vostro nome, se lo desiderate. L’acquisto deve però essere fatto separatamente: cioè, non è possibile inglobarlo in un altro ordine. Visita la nostra Wish List su Amazon a questo link.

Naturalmente, chi volesse usare il metodo più “tradizionale”, portandoci personalmente le scatole o buste al rifugio, sarà il benvenuto!

I micetti e tutti i volontari che si occupano di loro vi ringraziano!

Nelle foto, alcuni dei gattini provvisoriamente accuditi da volontari ENPA a casa propria (N.B. non tutti sono pronti per essere adottati): foto singola in alto, Candy, Luna e Zeus; primo gruppo di foto, Silver e Iron (in adozione con il fratello Silver) e Maya; foto qui sopra, Mandarino e le sorelle Kessler; Joy e Arya; e i piccoli Cocco, Papaya e Kiwi.

Nel breve video qui sotto, un tenerissimo gattino arrivato in gattile il 28 giugno totalmente infestato da pulci, eliminate solo dopo diversi lavaggi. Nel video lo vediamo già pulito!

Pubblicato il 15 luglio 2020

M49 e JJ4, quale destino aspetta gli orsi del Trentino?

Loro malgrado M49 e JJ4 sono diventati gli orsi più famosi d’Italia ma il loro destino è quanto mai incerto.

M49, una condanna a vita

M49, dopo 9 mesi di “latitanza”, era stato catturato il 29 aprile 2020 e riportato al centro faunistico del Casteller, vicino a Trento, da dove era fuggito. Qui è stato castrato chimicamente, un’operazione che, a detta dell’assessore Giulia Zanotelli della Provincia di Trento (Lega) è normale prassi per gli animali detenuti in cattività, e vengono somministrati integratori a base di sostanze naturali (aminoacidi e vitamine) che dovrebbero avere effetto calmante senza alterarne comportamento e fisiologia.

Non si è fatta attendere la reazione di ENPA che giudica “La castrazione chimica di M49 è un’ulteriore conferma che il suo destino è già stato deciso da tempo dalla Provincia Autonoma di Trento, che evidentemente non vuole lavorare per una sua reimmissione ma vuole detenerlo a vita. Una violenza inaccettabile, considerando che M49, colpevole solo di fare l’orso, è stato privato della libertà, sedato, quasi ammaestrato o comunque costretto ad abituarsi alla presenza dell’uomo “

La Provincia di Trento si è detta disposta a consentire il trasferimento di M49 “in strutture che eventualmente risultassero migliori per ospitarlo, ma solo se proposte risultassero ben documentate e tecnicamente valide”, vedremo quali saranno gli sviluppi.

JJ4, pena sospesa e poi?

Per le associazioni ambientaliste è stata “una giornata storica”; il Tar di Trento ha accolto, parzialmente, il ricorso che hanno presentato contro l’ordinanza di abbattimento dell’orsa JJ4 firmata dal presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, in seguito all’aggressione di due persone, padre e figlio, sul monte Peller. Il ricorso alla giustizia amministrativa è stato presentato da LAV, WWF, LAC, LIPU e LNDC e sancisce la sospensione dell’ordinanza fino al 30 luglio richiamando il principio di proporzionalità e la necessità di mettere in campo altre soluzioni “energiche” prima di considerare l’opzione letale. Il 10 luglio, comunque, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva annunciato la volontà di dare battaglia legale contro la decisione di Fugatti, e le mosse del ministero per fermare l’abbattimento e l’ordinanza definita “spropositata”.

Il TAR in sostanza ritiene che prima dell’abbattimento – comunque previsto dal protocollo PACOBACE (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro-orientali) in caso di pericolosità – la Provincia di Trento debba prima mettere in campo misure come la cattura e la reclusione dell’animale, oltre che procedere ad applicare all’orsa il radiocollare. JJ4 è salva, almeno per ora.

Pubblicato il 14 luglio 2020

Adottare in Sicurezza con Hill’s: missione compiuta!

Si è concluso da poco, registrando un grande successo, il progetto di crowdfunding atto a dotare le sezioni ENPA di dispositivi di protezione individuale (DPI), con l’encomiabile scopo di agevolare la riapertura dei rifugi, far ripartire in sicurezza le adozioni dei nostri amici a 4 zampe e continuare le altre importanti attività della Protezione Animali. (Leggi il nostro articolo del 2 giugno qui.)

Per proteggere operatori, volontari e pubblico, a partire dall’inizio di giugno sono stati inviati a oltre 50 rifugi e nuclei di guardie zoofile ENPA – compresa la struttura di Monza – tantissimi DPI: un termometro frontale a infrarossi, il gel igienizzante in un dispenser a infrarossi che ne permette la fruizione senza contatto, mascherine e visiere protettive, oltre a confezioni individuali di gel donate dalla Innovet.

Al rifugio di Monza in Via San Damiano le visite proseguono esclusivamente su appuntamento. All’ingresso a ogni persona viene misurata la temperatura con il nuovo termometro, restando obbligatori mascherine e distanziamento fisico.

La raccolta fondi “Adottare in Sicurezza”

I DPI ricevuti sono stati acquistati grazie a una raccolta fondi lanciata sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso assieme al nostro partner Hill’s Pet Nutrition nell’ambito dei progetti targati “Insieme vale doppio”. La formula è quella del co-finanziamento (detto comunemente matchfunding): Hill’s ha raddoppiato ogni singola donazione ricevuta dal pubblico, e grazie ai 219 sostenitori del progetto e al contributo della Hill’s, la cifra finale ricevuta dalla Protezione Animali è stata di ben € 7.748,00.

ENPA ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto il progetto, con offerte grandi e piccole, e la Hill’s che anche in questo difficile periodo è rimasta a nostro fianco.

Pubblicato il 6 luglio 2020

Riparte la rubrica Lieto Fine ENPA Monza, sul sito e su Facebook.

ENPA di Monza e Brianza ha da poco rilanciato alla grande la sua simpatica rubrica Lieto Fine, rimasta inattiva per motivi tecnici e organizzativi per oltre un anno e mezzo.

Collocato nella sezione “Adozioni” del nostro sito web, è uno spazio dedicato agli ospiti del rifugio di Monza più fortunati, quelli che sono già stati adottati. Le famiglie che li hanno accolti nelle loro case e nei loro cuori, e che vogliono condividere le emozioni dell’arrivo in casa del nuovo pet o della vita passata insieme o un simpatico aneddoto, potranno farlo su questa rubrica. O, ancora, un ricordo dell’amato compagno che, purtroppo, non c’è più, perché anche queste sono state adozioni del cuore.

Naturalmente ci sarà posto per tutti gli animali affidati dall’ENPA monzese: non solo cani e gatti, ma anche conigli, criceti, canarini e tanti altri ancora.

La rubrica è affidata alle capaci mani della volontaria Dolores che presenta ciascun lieto fine con un simpatico titolo. Qualche esempio? L’età non conta, parola di Chicco!; Summer, il sole bacia “le belle!”; Kobe: la stazza inganna, adoro le coccole! o, ancora, Mila: ciao ciao canile, divano sto arrivando!

Le storie a Lieto Fine anche su Facebook

Ora queste storie a lieto fine cominciano a essere pubblicate anche sulla nostra pagina Facebook. Lo spazio dedicato a queste belle storie – che vorremmo leggere per tutti i nostri ospiti – si trova sul sito QUI e nell’album su Facebook QUI.

Inviateci le vostre storie a lieto fine!

Se volete condividere il vostro lieto fine, inviate una mail con una selezione di foto al seguente indirizzo: lietofine@enpamonza.it

Nelle immagini: le pagine dedicate alla rubrica Lieto Fine sul sito e una selezione delle foto degli ex ospiti del rifugio di Monza pubblicate nella rubrica.

Pubblicato l’11 luglio 2020

End the Cage Age, a che punto siamo?

Vi ricordate l’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age che chiedeva la fine dell’uso delle gabbie in tutti gli allevamenti europei?

La raccolta di firme, che era durata un anno ed era terminata l’11 settembre 2019, aveva coinvolto un milione e mezzo di cittadini europei (90.085 le adesioni degli Italiani) che avevano aderito alla grande iniziativa voluta da oltre 170 organizzazioni in tutta l’UE, di cui 20 italiane.

Le firme sono ancora in corso di validazione in tutti gli Stati membri; in Italia la validazione è già avvenuta, confermando l’autenticità delle oltre 90.000 firme. Quando le firme di tutti i Paesi saranno validate, verranno consegnate alla Commissione Europea che potrà pronunciarsi positivamente o negativamente sulla richiesta, eventualmente avviando un processo legislativo a favore della dismissione delle gabbie.

Animali in gabbia: solo 17° posto per l’Italia

Nel frattempo la Coalizione Italiana End The Cage Age ha pubblicato negli ultimi giorni la classifica dei Paesi europei in base alla percentuale di animali allevati non in gabbia: ai primi posti Austria e Lussemburgo (ben 96%), Svezia (88%) e Germania (85%), agli ultimi Lituania (solo il 5%) e Malta (appena il 3%). E l’Italia? Per quanto riguarda il nostro Paese, non c’è motivo di essere fieri: con il 24% di animali non allevati in gabbia, infatti, siamo appena al 17° posto.

I numeri purtroppo lo confermano: degli oltre 300 milioni di animali allevati in gabbia (scrofe, conigli, anatre, quaglie, oche e galline) in Europa, oltre 45 milioni sono in Italia.

Un tweet per cambiare

Qualcosa si può fare per cambiare la situazione, coinvolgendo direttamente i ministeri interessati, cioè il Ministero delle Politiche Agricole e quello della Salute.

Per questo motivo le associazioni della Coalizione End The Age Cage chiedono ai cittadini di inviare un tweet, utilizzando un linguaggio civile e propositivo, a Teresa Bellanova, ministro delle Politiche Agricole, e a Roberto Speranza, ministro della Salute, chiedendo di impegnarsi pubblicamente e concretamente a dismettere l’allevamento in gabbia.

I precedenti articoli

Tra ottobre 2018 e settembre 2019, ENPA Monza e Brianza ha pubblicato sei articoli a sostegno della ICE End the Cage Age. Potete leggerli in ordine qui, qui, qui, qui, qui e qui.

Pubblicato il 9 luglio 2020

Fauna e Nepitella, a casa insieme!

Siamo sempre felici quando un cane con qualche problema caratteriale viene adottato; quando poi ne vengono adottati due insieme, la gioia è ovviamente doppia!

Chi si sarebbe aspettato, infatti, che Nepitella e Fauna avrebbero lasciato insieme il rifugio?

A dire la verità sotto sotto era quello che tutti speravamo, perché, quelle due, pur arrivate in tempi differenti e con storie diverse alle spalle, vivevano praticamente in simbiosi, l’una compensando i timori e le paure dell’altra.

Nepitella, la “maremmana”

Candida come la neve, Nepitella è una giovane femmina incrocio maremmano, nata il 27 gennaio 2018 e arrivata nel rifugio l’11 gennaio 2020, dopo essere stata ritirata dal Sud Italia per facilitarne l’affido, insieme alla sorellina Nduja, decisamente meno timida di lei e per questo già a casa da tempo.

Appena arrivata, Nepitella era terrorizzata sia dalle persone sia dall’ambiente ma, seguita dai volontari del gruppo di lavoro, ha fatto enormi passi avanti, imparando ad andare al guinzaglio e diventando sempre più sicura di sé, anche se ancora molto timorosa in ambienti per lei nuovi.

Fauna, dal Cara di Mineo a Monza

Fauna è una meticcia di circa 2 anni di taglia media, arrivata in canile il 3 gennaio dal Cara di Mineo (CT), ormai chiuso, insieme alla sorellina Flora, adottata da un po’. Quando è arrivata, Fauna era terrorizzata da tutto e tutti, non riusciva nemmeno a uscire dal box. Ma con l’aiuto dell’educatrice e di alcuni volontari, ha imparato ad aprirsi verso determinate persone, rimanendo però ancora terrorizzata nei confronti degli estranei.

Società di mutuo soccorso!

Con il tempo, Fauna e Nepitella sono diventate amiche ma soprattutto hanno imparato a farsi forza reciprocamente: Nepitella aiuta Fauna ad aprirsi con gli estranei; Fauna, invece, aiuta Nepitella ad affrontare gli spazi sconosciuti con più sicurezza.

Come si fa a separare una coppia così? È quello che devono aver pensato Simona e Matteo, una coppia giovane già esperta di cani fobici. L’idea di portarle a casa insieme è stata loro e così, dopo un periodo di affiancamento in canile per fare reciproca conoscenza, Fauna e Nepitella hanno lasciato per sempre il loro box.

La cosa ancora più sbalorditiva e che Simona e Matteo non abitano in una casa isolata in campagna, ma in centro Monza, e Fauna e Nepitella hanno imparato ad andare a spasso per le vie della città come se lo avessero sempre fatto!

Questi sono i miracoli dell’amore, queste sono le storie che più ci piacciono!  

Leggi qui il nostro articolo del 26 febbraio 2020 “Ex Cara di Mineo, ENPA recupera gli ultimi 14 cani rimasti” in cui parliamo anche dell’arrivo al rifugio di Monza di Fauna e Flora.

Nelle foto: Fauna e Nepitella nella nuova casa e con la loro nuova famiglia.

Pubblicato il 9 luglio 2020

#NOABBANDONO2020: la campagna estiva tutta digitale

Quest’anno, purtroppo, non ci è possibile scendere in piazza uniti contro l’abbandono. A causa delle norme di contenimento del Covid-19, il tradizionale appuntamento estivo, che vede coinvolte le sedi ENPA di tutta Italia e che si sarebbe dovuto tenere a Monza il 4 e 5 luglio, non può essere organizzato. Ma possiamo far sentire comunque la nostra voce e dare una mano ai trovatelli che ENPA accudisce 365 giorni all’anno!

Due sono le iniziative previste: la possibilità di diventare “Ambassador” della campagna #NoAbbandono2020, promossa in collaborazione con MSD Animal Health, e quella di aggiudicarsi il simpatico kit da spiaggia ENPA.

Diventa Ambassador della campagna #NoAbbandono2020.

“Abbandona ogni scusa. Contro l’abbandono, tolleranza zero”. È questo il messaggio, semplice, chiaro e d’impatto, che guiderà la campagna #NOABBANDONO2020 realizzata da MSD Animal Health (leader mondiale in ricerca e innovazione al servizio della salute animale) insieme alla Protezione Animali, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e contrastare in modo concreto i fenomeni dell’abbandono degli animali e del randagismo.

Come partecipare? Visita il sito https://www.noabbandono2020.com/ dove è stato allestito uno speciale set fotografico digitale interattivo. Scatta sul set una foto con il tuo amico a quattro zampe che potrai personalizzare e rendere unica attraverso gli esclusivi sticker e sfondi simbolo della campagna (nelle immagini alcuni esempi). I partecipanti, registrandosi, riceveranno lo scatto tramite email e potranno condividerlo sui propri social con l’hashtag #noabbandono2020, diventando così i veri portavoce della campagna di sensibilizzazione, diffondendo il messaggio «contro l’abbandono tolleranza zero!» Non solo: con il tuo scatto contribuirai anche a una raccolta fondi sostenuta da MSD Animal Health a favore di ENPA.

In questo simpatico video puoi vedere esattamente come fare!

Il kit estivo

Un must per questa calda estate, sempre nel rispetto delle precauzioni igieniche, è il divertente kit disponibile in tre soggetti al prezzo di €14 l’uno. Consiste in una borsa spiaggia a doppi manici, fronte soggetto cane, retro soggetto gatto, e una mascherina lavabile in microfibra personalizzata con il logo ENPA in tre soggetti a scelta tra musetto cane, musetto gatto e simpatiche zampine (qui sopra e nella foto grande in alto). Il kit è acquistabile su EnpaShop a questo link.

Pubblicato il 2 luglio 2020

Maltrattamenti e abbandoni, finito il lockdown tutto torna come prima

Lepri scuoiate e crocifisse, piccioni trafitti dalle frecce… C’è tutto il campionario degli orrori in questo periodo post lockdown nel Parco e nei giardini della Villa Reale di Monza, ovvero in zone che durante la fase dell’emergenza, con la chiusura dei cancelli, erano diventate una vera oasi di pace per gli animali e adesso, con il ritorno dell’uomo, hanno purtroppo smesso di essere tali.

La carenza di sorveglianza e di controlli nel Parco e nella Villa Reale ha fatto tornare tutto come prima dell’emergenza coronavirus: se i maltrattamenti al limite del sadismo sono da considerarsi fatti eccezionali, è purtroppo tornato “normale” vedere proprietari maleducati che sguinzagliano i propri cani in barba ai regolamenti, mettendo in pericolo e stressando inutilmente la fauna selvatica.

Uomo e piccioni, convivenza difficile

È diventato protagonista dei media, suo malgrado, il piccione che, colpito alla testa da una freccetta di cerbottana si è incredibilmente adattato a questa situazione nutrendosi per una ventina di giorni nei pressi del laghetto della Villa Reale; dopo diversi tentativi di cattura anche da parte di volontari e operatori dell’ENPA di Monza e Brianza, finalmente è stato catturato. Una immediata visita veterinaria ha accertato che la freccia, che attraversava la testa dall’osso frontale a quello occipitale (ben visibile nella radiografia sotto), per fortuna non aveva leso l’encefalo e i vasi importanti. L’intervento chirurgico ha permesso la sua rimozione e l’animale, dopo essersi ripreso, è stato rilasciato al Parco di Monza.

La convivenza tra uomo e piccioni non è sempre facile. Sempre più spesso questo volatile è a malapena sopportato, accusato di trasmettere diverse malattie e di provocare danni al patrimonio artistico delle città. Praticamente ogni giorno arrivano alla struttura di via San Damiano piccioni vittime di aggressioni di cani e gatti o incapaci di volare per condizioni fisiche debilitanti dovute alla mancanza di cibo. Tutti questi animali sono curati e riabilitati, quando possibile, a spese e cura dell’ENPA di Monza.

Non sempre le ferite sono accidentali: pochi giorni fa una segnalazione ci informava di un grave episodio di maltrattamento nel caso un riccio trovato in un cortile di Sulbiate (MB), proprio in centro paese, barbaramente ucciso con un punteruolo di legno conficcato nel petto.

Abbandonare vuol dire maltrattare!

Anche l’abbandono è a una forma di maltrattamento. Per questo non possiamo che condannare l’episodio avvenuto domenica 4 giugno che ha avuto per protagonista un gatto, lasciato in un trasportino proprio davanti all’ingresso del parco-rifugio.

Il micio è di buonissimo carattere e, considerato il suo peso (8 chili!), è stato simpaticamente battezzato Sancho Panzo. Terminati gli accertamenti sanitari potrà essere adottato, ed è anche adottabile a distanza.

Mentre si registra con soddisfazione una diminuzione delle entrate dei cani accalappiati sul territorio, e ciò grazie a efficaci provvedimenti come l’obbligo del microchip, la relativa identificazione dei proprietari e le sanzioni comminate, non diminuiscono invece gli abbandoni felini. C’è da augurarsi che l’obbligo di identificazione felina tramite microchip, entrato in vigore in Lombardia l’1 gennaio di quest’anno, possa servire non solo in caso di smarrimento ma anche per un futuro razionale controllo della popolazione.

ENPA ricorda che chiunque abbia problemi con il proprio animale può rivolgersi alla nostra struttura per cercare una soluzione.

Pubblicato il 3 luglio 2020

Orso condannato in Trentino… per aver fatto l’orso. Firma la petizione!

La Provincia Autonoma di Trento con un’ordinanza ha condannato a morte l’orso X, che non ha un nome perché non si sa neppure di quale animale si tratti (N.B. vedi aggiornamento in fondo).

Il motivo? Essersi semplicemente comportato da orso in un episodio di cui le dinamiche sono ancora poco chiare. In base ai racconti, infatti, l’orso, trovandosi improvvisamente di fronte ad un rischio (i due cacciatori “esperti” si muovevano in modo furtivo nel sottobosco) ha agito seguendo il suo istinto naturale.

Sembrerebbe che il plantigrado si sia trovato quasi suo malgrado addosso al ragazzo che ha riportato ferite leggere, e abbia solo cercato di difendersi dal padre del giovane, chi gli correva contro con atteggiamento minaccioso. Niente altro che una minaccia, infatti, doveva apparire all’orso un uomo che, accorrendo per portare aiuto al proprio figlio, era intenzionato a ferirlo o a ucciderlo.

La provincia autonoma di Trento tratta i cittadini italiani come bambini irresponsabili, incapaci di rapportarsi correttamente con la natura. ENPA chiede dunque che la Provincia, invece di sommari processi alle streghe, faccia piuttosto chiarezza sui fatti accaduti e sanzioni i comportamenti scorretti come avviene all’estero. La Provincia non è un ente a se stante ma ha precisi doveri nei confronti dell’Italia e dell’Europa.

Intervento di Costa opportuno e necessario

Il Ministro all’Ambiente Sergio Costa, rappresentando gli interessi del patrimonio indisponibile dello Stato quale è la fauna selvatica, si è detto disponibile a valutare l’impugnazione dell’ordinanza. Apprezziamo quindi la sua contrarietà a ogni misura ingiustificata e improvvisata nella gestione della situazione. Ricordiamo alla Provincia Autonoma di Trento i doveri che abbiamo nei confronti dell’Europa, anche in virtù dei fondi europei che la Provincia ha ricevuto proprio per la reintroduzione degli orsi.

Appello del coordinamento ambientalista: La montagna è anche la casa degli animali

Il comportamento tenuto dall’orso è stato di tipo difensivo, cioè ha reagito cercando di allontanare i due cacciatori che percepiva come elemento di pericolo: infatti anche secondo l’esperto Filippo Zibordi l’accaduto fa pensare “che l’orso sia stato sorpreso”. La zona in cui si è verificato l’incidente è popolata da femmine con cuccioli, elemento che fa pensare ancor più che si trattasse di un atteggiamento meramente difensivo.

Come dice ancora Zibordi: “quanti sono stati gli attacchi negli ultimi vent’anni? Quattro? Cinque? Su migliaia di incontri ravvicinati.” In questo modo la statistica ci svela le proporzioni della questione: il rischio di incidenti con gli orsi è statisticamente trascurabile.

Persino Christian Massironi, uno dei cacciatori coinvolti, si oppone all’ordinanza: “La montagna è la casa degli animali. Non credo sia necessario abbattere gli orsi. Piuttosto penso che ci sarebbe bisogno di una gestione diversa.”

E una diversa gestione sarebbe davvero auspicabile per poter intervenire con azioni di dissuasione mirate e calibrate. Una gestione, quella degli orsi del Trentino, che si spera venga al più presto affidata al Ministero dell’Ambiente.

Ultim’ora: l’orso è stato identificato!

Ha finalmente un nome l’orso protagonista della vicenda: è una femmina e si chiama JJ4. È la seconda orsa più anziana del Trentino, ha 14 anni e mai, in tutto questo tempo, ha fatto parlare di sé, anzi è nota per il suo carattere schivo e il comportamento estremamente elusivo. Quel famoso lunedì 22 giugno, quindi, deve essere accaduto qualcosa di estremamente grave che l’ha terrorizzata e le ha fatto pensare di trovarsi in grande pericolo, per questo è necessario indagare approfonditamente sullo svolgimento dei fatti.

Alla luce dei fatti odierni si rivela ancora più forte, giusta e necessaria la formale diffida che l’Ente Nazionale Protezione Animali insieme all’Oipa ha notificato al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurzio Fugatti affinché ritiri un atto gravissimo, ispirato alla demagogia della paura e della violenza sugli animali, anziché alla conoscenza e al rispetto della straordinaria biodiversità del territorio Trentino.

La riflessione

In questo link potete leggere una interessante riflessione scritta da Marco Bravi, presidente del consiglio nazionale ENPA.

Firma la petizione!

WWF Italia ha lanciato una raccolta firme sulla piattaforma Change.org per chiedere a  Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, di bloccare l’ordinanza che prevede la condanna a morte dell’orso.

Puoi aiutare anche tu a salvare l’orso firmando la petizione Stop all’uccisione “automatica” dell’orso in Trentino!

Per ulteriori info e per procedere a firmare, cliccare QUI.

Pubblicato il 2 luglio 2020; aggiornato il 4 luglio e il 5 luglio.

Buon viaggio, dolcissimo Giove.

Ai primi di giugno avevamo lanciato un appello del cuore per trovare casa a Giove, un dolcissimo pitbull ancora giovane ma affetto da cardiopatia (qui il nostro articolo).

L’appello è rimasto purtroppo inascoltato. Nel frattempo Giove aveva cominciato a stare poco bene, non era più il cane vivace amante dei giochi e delle coccole che aveva conquistato tanti volontari ma anche tanti genitori a distanza e i recenti accertamenti cardiologici avevano confermato che la situazione andava peggiorando, e ciò nonostante le cure.

E così Giove se ne è andato alla fine di giugno. Quel cuore che faceva capricci lo ha tradito.

È sempre un grande dolore per noi quando un nostro ospite se ne va per qualche malattia, e anche se eravamo consapevoli del suo grave handicap, che Giove peraltro mascherava benissimo, è davvero difficile accettare la morte di un cane di appena sei anni che aveva ancora tanto da dare.

Anche se da qualche giorno le condizioni si erano aggravate, i volontari che l’hanno seguito con grande affetto ed attenzione hanno nutrito fino all’ultimo la speranza che ci potesse essere una ripresa. Purtroppo non è stato così e a noi resta il ricordo di un adorabile patatone che con un cuore diverso avrebbe potuto portare la felicità in una famiglia.

Ciao dolce Giove, mancherai a tutti noi!

Pubblicato il 2 luglio 2020

Giornale di Monza, ritorna il gioco “Simpatiche Zampette”. In palio bellissimi regali!

Il settimanale monzese Il Giornale di Monza e il suo sito Prima Monza dà sempre spazio alle iniziative della nostra associazione e siamo quindi felici di poter ricambiare, promuovendo questo simpatico concorso fotografico!

Il concorso Simpatiche Zampette è ovviamente dedicato agli amici animali, mai come in questo periodo meritevoli della nostra gratitudine e affetto. Un modo per ricordarci di loro anche durante l’estate, un periodo in cui purtroppo sui giornali si parla spesso di abbandoni. Ecco allora che i nostri migliori amici saranno protagonisti grazie ai loro proprietari!

Come partecipare?

La partecipazione è totalmente gratuita. Basta collegarsi al sito www.simpatichezampette.it e cliccare sul logo de “Il Giornale di Monza” (o della testata di riferimento tra quelle che aderiscono all’iniziativa). Sarete indirizzato direttamente al form di iscrizione da compilare. Nel campo “descrizione” potete anche raccontare qualcosa di lui, magari una storia particolare o un simpatico aneddoto, poi non resta che caricare una sua foto (meglio se insieme a voi)  e … in bocca al lupo!

A ogni scatto verrà assegnato un numero e le immagini appariranno sul giornale (in edicola dal martedì) insieme alle vostre storie e a rubriche dedicate agli animali meno fortunati e a consigli utili di esperti.

L’iniziativa sarà il modo per scoprire anche le storie più simpatiche di salvataggi, dei vostri incontri speciali, quelli che cambiano la vita, e scopriremo animali dalle qualità inaspettate.

Come si vota?

Ogni settimana fino a martedì 3 settembre sui giornali aderenti all’iniziativa troverete il coupon cartaceo che servirà per votare l’animaletto più simpatico – anche il vostro naturalmente! Il coupon dovrà essere compilato e riconsegnato alla redazione o nelle urne posizionate nei negozi aderenti all’iniziativa.

Il segreto per conquistare la vittoria? Passare parola e far votare il proprio compagno!

Chi vince?

L’animale che riceve più voti per ogni giornale sarà decretato vincitore e sarà premiato durante la festa finale con tante sorprese per tutti,i perché l’importante è divertirsi!

Info:

Per tutti i dettagli, cliccare QUI.

Per iscriversi: www.simpatichezampette.it

 

Pubblicato il 29 giugno 2020

Il nuovo canile di Monza compie cinque anni! Auguri!

Il 24 giugno di cinque anni fa, in occasione della festa San Giovanni, patrono della città, avveniva l’inaugurazione del nuovo parco canile intercomunale di Monza in Via San Damiano.

Un traguardo lungamente atteso, un iter lungo 13 anni prima di veder terminati i lavori. E poi ancora un bando di gara pubblico del quale ENPA di Monza si è aggiudicata la gestione per un periodo di 15 anni.

Quel “Ce l’abbiamo fatta”, pronunciato non senza emozione da Giorgio Riva, presidente dell’ENPA di Monza e Brianza, la dice lunga su quanto sia stato difficile e faticoso arrivarci.

Quel giorno è stata una festa per tutti, per i tanti cittadini che non hanno voluto mancare e per i sempre preziosi volontari, alla presenza di autorità come l’allora Sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, il suo predecessore, Marco Mariani e l’allora presidente della Provincia di Monza e Brianza, Dario Allevi, oggi primo cittadino di Monza.

Presenti anche le massime autorità della Protezione Animali: Carla Rocchi, presidente nazionale, Marco Bravi, presidente del consiglio nazionale e responsabile comunicazione e sviluppo e Massimo Pigoni, vicepresidente nazionale.

Cinque anni di impegno e passione

È passato un lustro da allora, e chiamare oggi la struttura semplicemente canile è riduttivo, perché il parco-rifugio canile ospita cani, gatti e una svariata tipologia di animali, da reddito e non: conigli, tartarughe, cavie, criceti, pony, cavalli, pecore, capre, oche anatre e galline.

La struttura che ENPA ha ricevuto in consegna è stata fornita di arredi e di strumenti per la gestione di questa complicata attività. L’area è stata arricchita con essenze arboree fino a farla diventare un piccolo parco. È stata allestita, interamente a spese di ENPA, la grande area atta a ricevere tutti gli animali diversi dai cani e dai gatti.

I numeri possono dare un’idea dell’ingente lavoro svolto: basti pensare che solo nel triennio 2017-2019 si è registrato l’ingresso di 1.289 cani, 2.246 gatti e 1.745 altri animali.

Nella storia di questo quinquennio non si può non citare un’altra tappa importante: nel dicembre 2018, infatti, è stato siglato il patto tra ENPA di Monza e Brianza e amministrazione monzese per la gestione di una vasta area adiacente al canile che ha preso il nome di Oasi di biodiversità e che sta acquisendo un’identità sempre più precisa.

Non dimentichiamo, poi, che il parco-rifugio è diventato nel tempo il punto di riferimento e una prima stazione di soccorso di tutti i selvatici, e sono davvero tanti, rinvenuti sul territorio.

Con la consapevolezza dell’importanza di trasmettere cultura animalista e ambientalista, la struttura di Via san Damiano 21 è diventata anche sede di numerosi e seguitissimi seminari e conferenze e di progetti didattici rivolti ai bambini e ai ragazzi in età scolare.

Cinque anni sono volati, l’impegno e la passione restano immutati e non sono mancati nemmeno nel difficile periodo da cui stiamo lentamente uscendo, che ci ha costretto a vivere l’emergenza anche dal punto di vista degli animali e a organizzare, per la prima volta nella sua storia, una camminata 4 Passi a 4 Zampe virtuale, una versione tanto alternativa quanto perfettamente riuscita.

LE FOTO: il giorno di inaugurazione il 24 giugno 2015; alcune manifestazioni che hanno avuto luogo nel nuovo canile di Via San Damiano (come la Benedizione degli Animali e la Festa degli Amici Cucciolotti); alcuni degli ospiti del rifugio.

Pubblicato il 23 giugno 2020

La Lombardia pensa ai cacciatori, ma ai selvatici chi ci pensa?

Mentre la Regione Lombardia, in questo periodo di coronavirus, perde tempo prezioso per mettere mano a leggi ed emendamenti volti a favorire in tutti i modi la lobby dei cacciatori, mentre la stessa Regione Lombardia spende in tre anni 600 mila euro dei cittadini lombardi per la manutenzione e conservazione dei roccoli (strutture utilizzate per la cattura di decine di migliaia di uccelli migratori destinati al mercato dei richiami vivi), le associazioni protezionistiche del territorio sono le sole a farsi carico dei selvatici recuperati da privati e forze dell’ordine. 

La struttura di via San Damiano a Monza è ormai da tempo considerata dai cittadini brianzoli un fondamentale punto di riferimento e una prima stazione di soccorso di tutti i selvatici rinvenuti sul territorio. Il numero di animali arrivati e accuditi sta crescendo a causa anche delle condizioni atmosferiche e dei violenti temporali di questi giorni.

A tutti questi animali vengono date accoglienza, prestate le prime cure, fornito cibo specifico (tutti i nidiacei sono da nutrire ogni ora!) in attesa di poterli stabilizzare e trasportare al centro di recupero animali selvatici autorizzato di Vanzago (MI), il tutto con mezzi dell’ENPA e a spese dell’associazione. Per questa preziosissima attività non sono previsti finanziamenti pubblici ma tutto si regge sulle offerte dei soci e degli amici dell’ENPA di Monza.

Quanti arrivi!

Qui di seguito una sintesi degli animali selvatici arrivati alla struttura di Via San Damiano nei mesi di maggio e la prima metà di giugno.

L’ultimo in ordine di tempo un nidiaceo di gheppio soccorso da Omar, un ragazzo di Villasanta (MB) che l’ha trovato in una via del centro. Con vero spirito zoofilo l’ha messo in una scatola di cartone bucherellata e con la mamma l’ha immediatamente portato al rifugio di Monza gestito dall’ENPA. L’animale, in buone condizioni, è stato nutrito con fegatini di pollo e preparato alla partenza per il CRAS di Vanzago, gestito dal WWF.

Sempre a Villasanta, nei giorni precedenti, erano stati trovati altri due nidiacei di gheppio di cui uno purtroppo già morto probabilmente per la caduta dal nido. Il giorno precedente era stata la volta di uno splendido nidiaceo di picchio verde e di un pipistrello.

Ma nel mese precedente l’ENPA di Monza ha accudito anche un balestruccio, quattro cinciallegre, una cinciarella, un codirosso, una colomba, dieci cornacchie, un fringuello, tre gazze, un germano, ventisette merli, un passero, due picchi, dodici piccioni, una quaglia, quattro ricci, una rondine, sei rondoni, quattro storni e una tortora dal collare, per un totale di 87 animali.

NELLE FOTO dall’alto: picchio verde; nidiaceo di cinciallegra; gheppi; picchio verde; rondone e merlotto mentre vengono nutriti; nidiaceo di gheppio; rondine.

NEI VIDEO: i gheppi nidiacei mentre vengono nutriti

Pubblicato il 16 giugno 2020

Anche NutriAMO sostiene il rifugio di Monza

Anche NutriAMO Petfood Solutions ha voluto aiutare ENPA a sfamare gli ospiti del rifugio di Monza. Se il nome non vi è proprio familiare, è perché NutriAMO produce e confeziona per le private label, importanti marchi italiani ed esteri della grande e piccola distribuzione, alimenti di altissima qualità per cani e gatti.

La proposta di fare una donazione di cibo al canile-gattile di Monza nasce dalla collaborazione con lo studio di design monzese Oikos Creative Lab di cui è partner Isabella Garlati, responsabile immagine della sezione ENPA di Monza e Brianza. Beatrice Signori, manager di NutriAMO, anche lei amante degli animali (e “mamma” di due adorabili cagnolini) essendo a conoscenza delle attività di volontariato in ENPA di Isabella, propone di poter donare alimenti all’associazione.

E così nel mese di maggio ENPA compie due viaggi in provincia di Mantova e ritorna con il furgone stipato di ben cinque bancali di scatolette per riempire le ciotole non solo dei cani e gatti nostri ospiti, ma anche per aiutare altri animali in tante difficili situazioni che ci vengono segnalate ogni giorno. 

ENPA di Monza e Brianza ringrazia di cuore NutriAMO per la generosa donazione, particolarmente preziosa in questo periodo di criticità.

Per info su NutriAMO, guarda il suo sito QUI

Pubblicato il 22 giugno 2020

Visite in canile, la prenotazione è d’obbligo!

Per quanto abbiamo già avuto modo di comunicarlo sia sulla nostra newsletter sia sui social, giova ricordare che, per evitare assembramenti e poter garantire la sicurezza a visitatori, volontari e operatori, l’accesso al rifugio di Monza Via San Damiano 21 avviene solo ed esclusivamente previo appuntamento. Il provvedimento rimarrà in vigore fino a nuova comunicazione.

Per informazioni o per fissare un appuntamento è possibile scrivere a uno dei seguenti indirizzi:

– canile@enpamonza.it (per i cani),

– adozioni.gatti@enpamonza.it (per i gatti),

– selvatici@enpamonza.it (per i conigli e altri animali).

In alternativa, potete telefonare al numero 039-835623, operativo ogni pomeriggio dalle 14.30 alle 17.30.

La sede operativa ENPA Monza

Per quanto riguarda la sede operativa di via Lecco 164, è aperta tutti i giovedì dalle ore 21.00 per i colloqui per gli LPU (lavori di pubblica utilità) e aspiranti volontari, e anche in questo caso sarà accessibile esclusivamente su appuntamento. Chi fosse interessato a un colloquio è pregato di scrivere all’indirizzo info@enpamonza.it, lasciando il proprio recapito telefonico per ricevere conferma della richiesta.

Pubblicato il 23 giugno 2020

Lecco, non c’è limite al peggio: corsi on line per uccidere le nutrie.

In una regione con un’amministrazione sempre più a favore dei cacciatori e sempre meno animalista, succede anche questo: la Provincia di Leccoha dato il via a un corso di formazione online, aperto anche ai cacciatori, per spiegare come sparare alle nutrie e che si concluderà con una lezione “pratica”.

L’obiettivo? Un vero e proprio sterminio di massa delle nutrie presenti nella provincia, il cui costo economico verrà fatto pagare ai comuni, dunque ai cittadini. Per l’Ente Nazionale Protezione Animali si tratta di fondi economici preziosi che in questa emergenza dettata dal Covid-19 potrebbero essere utilizzati per ben altri scopi.

Una strada del tutto sbagliata

In questo contesto, la formazione online di chi dovrebbe poi compiere gli abbattimenti, maneggiando armi, è del tutto sommaria e pericolosa. Si tratta tra l’altro di un piano inutile e illegittimo poiché prevede che a effettuare le uccisioni siano anche i cacciatori e altre figure private estranee alla legge 157 del 1992 art. 19 sulla gestione faunistica (che si applica anche alle nutrie), nonostante siano già sei le sentenze della Corte Costituzionale che hanno bocciato il ricorso agli operatori privati.

Oltretutto le politiche degli stermini a cui le amministrazioni locali si ostinano a ricorrere da svariati anni hanno solamente di fatto aggravato la situazione, liberando spazi per nuove colonizzazioni della specie oggetto di controllo.

È evidente che queste scelte sono funzionali solo ai consensi politici e che la strada giusta da percorrere, in realtà, sia un’altra: ripristino ambientale e applicazione delle misure per impedire nuove colonizzazioni. È possibile, ad esempio, ricorrere alla sterilizzazione di un determinato numero di animali in particolari contesti. La pratica della sterilizzazione e del rilascio in libertà, infatti, è stata dichiarata valida dalla stessa Unione Europea.

Pubblicato il 16 giugno 2020

Storia di “Capra”: un recupero difficoltoso

Pochi sanno che, a pochi passi dal Duomo di Monza, esiste un vasto terreno alluvionale attraversato dal Lambro, con una fitta copertura arborea ed arbustiva, che ospita una numerosa avifauna autoctona e vanta la presenza di manufatti di ingegneria idraulica del ‘700 e dell’800. Parte di questo terreno è stato gestito, fino a poco tempo fa, da Legambiente di Monza: un vero angolo di pace, non a torto chiamato oasi, luogo di preziose visite didattiche, che ci auguriamo possano riprendere al più presto. Tutto ciò sulla sponda sinistra del fiume, quella sul lato ferrovia.

Il fiume Lambro a pochi passi dal centro di Monza

L’altra sponda è occupata da una vegetazione fittissima e selvaggia, una vera e propria giungla. Qui, da un numero imprecisato di anni, vive una capra. Il signor Luca, che abita in un condominio vicino ed ha accesso all’area, ricorda che 12 anni fa, al suo arrivo la capra già c’era ed era considerata una mascotte da tutti i condomini. Impossibile sapere chi ce l’abbia messa e perché. Dobbiamo però dire che l’animale si è trovato in quello che potremmo definire “paradiso delle capre“: verde all’infinito, cespugli da brucare a volontà, rifugi dove nascondersi dalla presenza umana.

Anche le capre invecchiano!

Ma gli anni passano e gli acciacchi, anche per una capra, si fanno sentire. Già da tempo il signor Luca aveva costruito una casetta di legno molto confortevole che la nostra capra, soprattutto negli ultimi anni ha saputo apprezzare.

Ultimamente è comparsa una vistosa zoppia alla zampa sinistra. Da qui la necessità di sottoporre l’animale, sempre vissuto libero, a una visita veterinaria. Per questo il signor Luca si è rivolto all’ENPA di Monza e Brianza che ha inviato due volontari esperti per un sopralluogo. Risultato impossibile avvicinarsi all’animale, l’ENPA ha posizionato una grande trappola che viene normalmente impiegata per la cattura di cani vaganti.

Un recupero non facile

Dopo un lungo mese di tentativi (la capra furbissima entrava nella trappola ma riusciva anche a uscire dopo aver mangiato il mangime usato come esca) finalmente nella penultima settimana di maggio la trappola è scattata. Immediatamente un gruppo di volontari ENPA, aiutato da alcuni volenterosi condomini, ha effettuato un accidentato percorso per portare la capra, custodita nella gabbia trappola, fino al furgone che attendeva.

L’animale è stato poi ricoverato presso il parco rifugio di Monza dove verrà a breve sottoposto a esami veterinari specialistici per verificare se ci siano possibilità di guarigione o se la zoppia sia dovuta solo all’inesorabile passare del tempo.

La capra nel parco rifugio di Monza

Poi la capra (nessuno mai le ha dato un nome ma l’hanno sempre solo chiamata “Capra”…) potrà al più presto tornare al suo paradiso.

Guarda il breve video del tratto finale del recupero, verso il furgone:

Pubblicato l’8 giugno 2020

Una gattara di Monza in tivù

Vi ricordate del “Tg del volontariato” di cui vi abbiamo parlato all’inizio di aprile?  Nell’originalissimo programma giornaliero, trasmesso sul suo canale YouTube e altri social, l’attrice di teatro Tiziana Di Masi raccontava le attività in tempi di Covid di numerosi volontari impegnati nei campi più disparati. Non ha voluto escludere neanche chi si dedica agli animali e così, nella puntata del 2 aprile, Tiziana ha raccontato la testimonianza di Anna Moioli, “gattara” doc e volontaria dell’ENPA monzese, che segue alcune colonie a Monza e Muggiò (MB).

Anna filma se stessa

Ma non è finita lì, perché la fama di Anna è arrivata perfino a Mediaset! Ebbene sì: anche Maria Luisa Cocozza, conduttrice di Arca di Noè, trasmissione sugli animali in onda su Canale 5 ogni domenica alle 13:40, ha voluto presentare le quotidiane attività di una tutrice di colonie feline (questo il temine ufficiale).

La postazione cibo è una un’apposita cuccia

… all’ “Arca di Noè”!

Durante il mese di aprile in pieno lockdown, armata di smartphone (e dell’indispensabile autodichiarazione), Anna si è quindi filmata mentre riforniva e metteva in ordine la postazione pappa in una colonia di Monza che segue assieme ad altre persone.

Il maschio più socializzato …

La colonia, “ereditata” sei anni fa quando l’anziano signore che la gestiva si è dovuto trasferire dai figli, è formata da appena due mici (naturalmente sterilizzati), un maschio socializzato che si fa coccolare volentieri e una femmina piuttosto diffidente che tiene le distanze.

sempre pronto per una coccola

I filmati di Anna sono stati inviati alla giornalista, montati e trasmessi nella rubrica “Qua la Zampa” del 31 maggio. Nel servizio Anna spiega alcune caratteristiche della colonia e condivide qualche “trucco del mestiere”, come quello di mettere una vaschetta di acqua sotto la ciotola del cibo umido in estate per tenere lontano le formiche.

E la femmina invece più restia

Potete guardare il breve servizio televisivo (poco più di un minuto) QUI. Buona visione!

Info: chi fosse interessato a collaborare con i volontari del settore colonie feline/catture, anche per sostituzioni ferie, è invitato a scrivere a coloniefeline@enpamonza.it.

Ora della pappa!

Pubblicato il 6 giugno 2020

Anche il rifugio di Monza aderisce al progetto “Companion Animal For Life” di Almo Nature

Almo Nature è una linea di pet food che tramite la Fondazione Capellino aiuta gli animali attraverso diversi progetti.

Uno di questi è Companion Animal For Life, un progetto europeo che ha come finalità la realizzazione di un quadro normativo che impedisca gli abbandoni dei cani e dei gatti, vieti la soppressione degli individui (cani e gatti) sani, trasformi i rifugi in luogo di mero transito temporaneo con conseguente loro diminuzione di numero per la drastica diminuzione degli abbandoni e la risoluzione del problema del randagismo endemico ottenuta prima attraverso la riduzione degli abbandoni ed infine con la sterilizzazione dei randagi.

Uno dei tanti cani adottati al rifugio di Monza nell’ambito del progetto Companion Animal For Life con il kit di benvenuto

La partecipazione del rifugio di Monza

Il rifugio di Monza ha già dato da tempo la sua adesione a questo ambizioso progetto, grazie al quale chi adotta un cane o un gatto riceve un kit di benvenuto e un buono per alimenti gratis per un mese per il proprio amico, e contemporaneamente fa giungere gratuitamente alla struttura lo stesso quantitativo di cibo per lo stesso periodo di tempo. Leggi QUI il nostro articolo del 29 marzo 2020.

Uno dei tanti gatti adottati al rifugio di Monza nell’ambito del progetto Companion Animal For Life con il kit di benvenuto

Proprio in base al numero di cani e gatti che sono stati adottati nei primi tre mesi dell’anno con i relativi buoni per pappe gratis per un mese (alcuni dei quali vedete in queste foto), lunedì 8 giugno è arrivata la prima consegna 2020, quasi due bancali, dell’analogo quantitativo di cibo per i cani e i gatti ospiti della struttura di via San Damiano.

Gli alimenti Almo Nature consegnati al rifugio di Monza l’8 giugno
Uno dei tanti cani adottati al rifugio di Monza nell’ambito del progetto Companion Animal For Life con il kit di benvenuto

Un grazie, quindi, ad Almo per il prezioso sostegno a favore degli animali più sfortunati. Per ulteriori informazioni sul progetto “Companion Animal For Life” cliccare QUI.

Guarda il bellissimo spot Almo Nature “Il futuro è una nostra responsabilità” QUI.

Uno dei tanti gatti adottati al rifugio di Monza nell’ambito del progetto Companion Animal For Life con il kit di benvenuto

Pubblicato il 9 giugno 2020

Oasi di biodiversità ENPA: arrivano le api!

«Se le api scomparissero dalla terra, all’uomo non resterebbero che 4 anni di vita». Questa frase, attribuita ad Albert Einstein, la dice lunga sull’importanza di questi imenotteri: con l’impollinazione svolgono una funzione fondamentale per la conservazione della flora, contribuendo al mantenimento della biodiversità. Basti pensare che circa l’84% delle specie di piante e l’80% della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura dall’impollinazione. Le api, inoltre, rivestono un importantissimo ruolo ecologico perché la loro presenza è indice della qualità di un ecosistema.

Quale posto migliore, allora, per ospitare delle api se non l’Oasi di Biodiversità nata presso il parco-rifugio di Monza in via San Damiano?

L’idea di Giorgio Riva, presidente dell’ENPA brianzolo e “papà” dell’Oasi, ha trovato realizzazione grazie all’incontro con Anna e Marinella, appassionate apicultrici. Da questa collaborazione è nato un progetto che finalmente ha visto la luce con l’allestimento di un mini-apiario sul lato ovest del recinto cavalli, tra piante già esistenti in modo da sfruttare la naturale ombreggiatura. La zona, recintata per tenere a distanza gli animali, indica chiaramente la presenza di un apiario (segnalato anche da autorizzazione Azienda Tutela Salute Monza) e comunque delimita un’area di rispetto, necessaria per il volo ascensionale delle api.

Qui le api sono le benvenute!

L’area è stata arricchita con siepi mellifere, come biancospino e nocciolo. Le famiglie (in arnia) sono due e nel corso della stagione potranno essere affiancate da un paio di nuclei a supporto (mini-arnie), per mantenere in equilibrio l’apiario. In caso di attacco di parassiti, sono previsti trattamenti con prodotti a base di principi naturali o a base di acidi organici.

Le due famigliole composte già da migliaia di api hanno dimostrato, dai primi controlli, di essersi perfettamente acclimatate e di gradire tutti i fiori che l’area del canile e le zone circostanti possono offrire: grandi fioriture di sambuco, distese di trifoglio e di tarassaco in fiore, un’intera parete che riveste il canile ricca delle fioriture di gelsomino e di vite del Canadà. I volontari del canile hanno quotidianamente una ronzante compagnia nelle loro attività con gli altri animali.

ENPA Monza è particolarmente felice di ospitare questi nuovi amici e di avere aggiunto un importantissimo tassello all’arricchimento dell’oasi posta a fianco del canile.

Il presidente Riva con le apicultrici Anna e Marinella presso l’Oasi di biodiversità accanto al rifugio di Monza

È un dato di fatto che in tutto il mondo la popolazione delle api sia diminuita in modo preoccupante mettendo a rischio la biodiversità: è il caso di dire che, nella nostra Oasi, sono le benvenute!

Pubblicato il 9 giugno 2020

Innovet ancora a fianco dell’ENPA: 1.000 igienizzanti per i rifugi

L’amore per gli animali e la promozione delle adozioni può passare anche attraverso piccoli grandi gesti. Innovet Italia ha deciso di supportare l’importante lavoro svolto dall’Ente Nazionale Protezione Animali e dai suoi volontari a favore dei trovatelli a quattro zampe, sostenendo #AltrEroiEnpa, la campagna social dell’Associazione che racconta l’incessante attività dei volontari anche in questo periodo di emergenza sanitaria. In particolare, la società dedicata allo sviluppo di prodotti innovativi per la salute del cane e del gatto, donerà 1.000 confezioni di gel igienizzante ai rifugi ENPA

In questi mesi non si è mai fermata l’attività dell’Associazione e dei suoi volontari per garantire quotidianamente il benessere degli animali: quelli accuditi nei centri di recupero e nei rifugi, quelli liberi sul territorio, i gatti delle colonie e i tantissimi pet delle famiglie italiane che durante questo periodo hanno avuto bisogno di un sostegno.

I volontari ENPA sono stati vicini ai malati di Covid-19, prendendosi cura dei loro animali, offrendo un ricovero nei casi in cui il proprietario era costretto a lasciare la propria abitazione, o peggio, a non farne più ritorno. La forza del volontariato e della solidarietà ha sostenuto numerose famiglie in difficoltà che non sapevano più come riempire le ciotole ogni giorno dei loro animali. 

Innovet, ENPA Monza e il calendario dell’Avvento

ENPA Monza e Brianza conosce bene Innovet. Forse qualcuno ricorda che lo scorso mese di novembre la sala conferenze del rifugio di Monza si è trasformata in un set fotografico per la realizzazione del simpatico Calendario dell’Avvento virtuale, protagonisti tantissimi degli ospiti del rifugio! Grazie all’iniziativa solidale sui social, Innovet aveva poi fatto una generosissima donazione alla Protezione Animali di ben €3.407,00. La cerimonia di consegna dell’assegno ha avuto luogo a metà febbraio al rifugio di Monza in presenza del CEO Innovet Italia, Renato della Valle. E proprio una foto scattata in quell’occasione, che ritrae alcuni volontari ENPA Monza (senza mascherina perché non era ancora scoppiata l’emergenza Covid!), è stata utilizzata per comunicare la nuova iniziativa (vedi le due immagini in questa pagina). Leggi i nostri precedenti articoli QUI (realizzazione calendario) e QUI (cerimonia di consegna).

In questo momento così delicato per tutti, garantire lo svolgimento in sicurezza delle innumerevoli attività che l’ENPA svolge per gli animali è prioritario. E per questo ringraziamo tutti quelli, come Innovet, che ci sostengono ogni giorno nella nostra missione.

Pubblicato il 5 giugno 2020

4 passi a 4 zampe virtuale, un vero successo!

È stato un successo andato ben oltre le aspettative la 26° edizione della “4 passi a 4 zampe” che come sapete si è svolta, a causa dell’emergenza coronavirus, in maniera virtuale: ben 190 gli animali a 2 e 4 zampe che hanno partecipato insieme ai loro proprietari (era possibile iscrivere più di un animale).

Questa formula ci ha costretti ad essere fisicamente lontani, ma vicini e uniti con lo spirito: alle 15.30 di domenica 31 maggio, infatti, è stato mandato a tutti gli iscritti il link per vedere un video con le immagini più belle e significative delle 25 precedenti edizioni e di un altro video con le foto di quasi tutti i partecipanti dell’edizione 2020. La versione definitiva, con proprio tutti gli iscritti compresi i “last-minute”, sarà presto visibile sul nostro canale YouTube.

Cani, gatti & Co

La vostra risposta è stata davvero toccante: una camminata virtuale ma, proprio per questo, maggiormente inclusiva a cui hanno potuto iscriversi non solo i cani ma anche gatti (davvero tanti!), conigli (come Scellino con Federica), cavie (Tommy con Conchita e Massimo), tartarughe (Va-lentina e Pian-ella con Consuelo) e pappagallini (l’inseparabile Chicco e la cocorita Nina con Giusy). Anche alcuni volontari ENPA hanno voluto iscriversi con ospiti del rifugio di Monza decisamente non convenzionali, come Chiara con il caprone Derek e Simone con il tacchino Raimondo!

Una marcia … internazionale!

In tanti, pur abitando lontano, hanno voluto essere dei nostri: Bruna, ex mamma a distanza, da Tortoreto Lido (Teramo) con Meredith, Marinella da Lomazzo (Como) con Cookie, Romeo da Ponte Tresa (Varese) con Biko, Patrizia da Lodi con Romeo, Giuseppeda La Valletta Brianza (Lecco) con Shiou, Martina da Albignasego (Padova) con Stella.

E non è finita qui, perché abbiamo voluto anche regalarci un tocco di internazionalità: Moss e Izzy direttamente da Nottingham (Gran Bretagna) con i bassotti Bowie e Xena, Licia da Zurigo (Svizzera) con il suo indimenticato Pitt, Liubov addirittura da Smolensk (Russia) con la bellissima micia Kisa e, dulcis in fundo, Michele ha partecipato con i suoi tre parrocchetti Lucky, Gundu e Naughty nientemeno che dalla lontanissima Singapore!

Non è mancato chi ha voluto essere presente anche con un amico che non c’è più, non solo Licia con il suo Pitt ma anche Stefano con l’amatissima Micia.

I video e gli attestati

I 183 bellissimi Attestati di Partecipazione personalizzati di ciascun iscritto sono già stati caricati sulla nostra pagina Facebook in un apposito album da salvare, stampare o postare sui vostri social – qui ne vedete alcuni esempi. A breve saranno pubblicati anche sul sito web.

E nei prossimi giorni verranno pubblicati in chiaro sul nostro nuovo canale YouTube i due video ai quali stiamo mettendo i tocchi finali. I dettagli e il link verranno comunicati quanto prima.

Grazie a tutti!

Per il momento un enorme grazie a tutti i partecipanti che hanno voluto starci vicino, darci una mano concretamente (che in questo periodo non guasta) e condividere quello che è sempre stato lo spirito di questa camminata per i sentieri alberati del Parco: una silenziosa ma decisa condanna contro l’abbandono e contro tutte le forme di maltrattamento nei confronti degli animali.

Considerato il successo di questa formula, non è detto che la prossima edizione della “4 Passi” si raddoppi e venga organizzata nello stesso giorno in due versioni: quella “reale” nel Parco di Monza e quella “virtuale”. Non vi sembra una bella idea?

Pubblicato il 4 giugno 2020

Progetto di crowdfunding “Adottare in Sicurezza”: Hill’s di nuovo al fianco di ENPA

L’emergenza sanitaria ci ha imposto dei sacrifici e dei limiti, ma le conseguenze non riguardano solo le persone: hanno avuto anche un forte impatto anche sulla vita dei tantissimi animali che sono rimasti dietro le sbarre senza poter essere adottati. Trovare una casa per gli animali che abbiamo soccorso, curato e accudito per il tempo necessario è una delle principali missioni di ENPA.

L’obiettivo del progetto Adottare in Sicurezza, lanciato sulla piattaforma italiana di crowdfunding Produzioni dal Basso, è quello di far incontrare, in tutti i rifugi ENPA, i nostri animali con la loro nuova famiglia umana nella massima sicurezza per il personale, i volontari e i visitatori potenziali adottanti.

I costi naturalmente sono elevati e poco sostenibili soprattutto in questo periodo in cui non è stato possibile organizzare eventi né ricevere offerte da visitatori e adottanti, ma continuando comunque a sostenere ingenti spese per le cure e mantenimento degli ospiti. 

Le barriere protettive nell’ufficio del rifugio di Monza

Come verranno utilizzati i fondi

Una parte dei fondi sarà utilizzata per la creazione delle “safe zone” di accoglienza nelle strutture, per controllo e protezione di adottanti e operatori. Il resto sarà dedicato all’acquisizione di dispositivi di protezione individuali monouso, necessari per la quotidiana attività di soccorso, trasporto e accudimento.

Attraverso il progetto ogni vostro aiuto ci aiuterà a mettere in campo tutte le azioni necessarie per dare la felicità ai nostri trovatelli, anime con la coda che aspettano una nuova casa! Con un valore aggiunto: Hill’s Pet Nutrition – che ha già contribuito con donazioni dirette di petfood alle sezioni ENPA più colpite dalla pandemia – raddoppierà ogni vostra singola donazione fino a un massimo di €11.000 (una forma di crowdfunding che si chiama “matchfunding”)! Per ripartire con le visite alle nostre strutture che consentono al pubblico di conoscere ed adottare consapevolmente i nostri protetti dovremo porre la massima attenzione alla prevenzione sanitaria.

La pagina dedicata al progetto Adottare in Sicurezza sulla piattaforma Produzioni dal Basso è QUI.

Sostenendo questa campagna permetterai di dotarci di tutti i dispositivi di sicurezza necessari per garantire la continuità delle attività di adozione dei nostri amici a 4 zampe!

Grazie amici degli animali! E grazie ancora una volta Hill’s!

Pubblicato il 2 giugno 2020

Un appello del cuore… per chi ha problemi di cuore!

Lui è Giove, un incrocio pitbull dal pelo marrone carbonato, nato il 23 gennaio 2015 e arrivato in canile il 20 novembre 2017, dopo essere stato ceduto dalla sua famiglia.

Giove è un cane meraviglioso: dopo pochi giorni di ambientamento nella sua nuova “casa” si è rivelato molto dolce, amante di coccole e grattini. È un cane socievole con le persone e anche con i suoi simili, se femmine, è sempre desideroso di fare qualcosa insieme ai volontari, che sia giocare con al palla o fare esercizi di mobility, sa fare il seduto e il terra e sta imparando a rispondere al richiamo.

Vabbè, ogni tanto ha il vizietto di saltare addosso, ma Giove è davvero un bel cane, di ottimo carattere e ancora giovane, allora perché è ancora in canile?  

Giove con la volontaria Elisa

Purtroppo Giove ha qualche problema di salute. Mai, come in questo caso, si può parlare di “adozione del cuore” per un cane che ha problemi di cuore. Già, Giove è cardiopatico, il suo handicap tuttavia non limita la sua vita e le sue attività, ma purtroppo c’è e bisogna tenerne conto.

Per lui, quindi, cerchiamo una famiglia che lo ami per quel tesoro che è e non si faccia scoraggiare da una diagnosi medica, perché Giove è un cane che ha tanto da dare, e si merita davvero di trovare una casa tutta per lui!

Per info: canile@enpamonza.it

Pubblicato il 3 giugno 2020

Festa Amici Cucciolotti / Rifugi aperti annullata

Carissimi bambini, carissime famiglie,

era quasi ovvio considerando il periodo: a malincuore dobbiamo comunicarvi che l’annuale evento, previsto per domenica 7 giugno e organizzato da tantissime sezioni ENPA in collaborazione con Pizzardi Editori, non si terrà.

Noi siamo dispiaciuti quanto voi e ci auguriamo di rivederci presto in allegria!

Approfittiamo per annunciarvi che potrete trovare in edicola i nuovissimi Amici Cucciolotti Colora! Quattro libri diversi, ognuno con 32 pagine e tantissimi disegni da colorare, con i simpaticissimi amici Nasoni e gli altri abitanti di Nasopoli.

Anche così puoi contribuire ad aiutare i trovatelli della Protezione Animali!

Pubblicato il 1 giugno 2020

Cinque per mille: perché a ENPA?

La tua firma può aiutare gli animali ad avere un futuro. Indicare il nostro codice fiscale nella tua dichiarazione dei redditi è l’unico modo possibile per destinare il 5×1000 alla Protezione Animali e garantire, così, i beni di primaria necessità agli animali accuditi nei rifugi ENPA.

Non solo animali abbandonati, maltrattati o ceduti dalle proprie famiglie, animali di ogni specie trovati feriti o in situazione di pericolo, ENPA si occupa anche di animali sul territorio, come i gatti delle colonie feline e i cani di quartiere (realtà diffusa nel centro-sud Italia), la cui sterilizzazione aiuterà a combattere il randagismo e le sue drammatiche conseguenze.

Scegliendo ENPA per il tuo 5×1000, inoltre, darai la possibilità ai nostri volontari di intervenire tempestivamente e in modo adeguato anche in situazioni di emergenza, come quella del Covid-19 e le catastrofi naturali.

Cosa devi fare? Semplicemente cercare nel tuo modello (730, Cud, Unico…) il riquadro “scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”, firmare nello spazio apposito e inserire il Codice Fiscale 80116050586 (unico per tutta Italia).

Quanto vale il tuo 5×1000?

Il tuo 5×1000 può migliorare le condizioni di vita dei tantissimi trovatelli di cui ci prendiamo cura quotidianamente, nei rifugi, sul territorio e durante le emergenze.

Con il tuo 5×1000, ad esempio, puoi donare:

Grazie del tuo sostegno.

Guarda il video QUI

Pubblicato il 3 giugno 2020

4 Passi a 4 Zampe virtuale: comincia il countdown!

Siete pronti per la 26° edizione dell’annuale camminata 4 Passi a 4 Zampe?

Noi sì! Per chi non fosse ancora al corrente della novità, a causa dell’emergenza coronavirus quest’anno organizzeremo l’imperdibile evento domenica 31 maggio – non al Parco di Monza ma tutto online!

La passeggiata è per noi non soltanto una simpatica tradizione e un’opportunità per sensibilizzare il pubblico sul tema dell’abbandono, ma anche un’occasione per raccogliere fondi per sostenere le nostre attività a favore degli animali, 365 giorni all’anno presso il canile-gattile intercomunale di Monza. E mai come in questo periodo abbiamo bisogno di voi, del vostro affetto e di un piccolo gesto che si tramuterà in un aiuto concreto.

E così abbiamo pensato di organizzare una specialissima edizione virtuale davvero “inclusiva”: all’iniziativa potrà partecipare anche chi vive lontano da noi con tutti i propri animali a due o quattro zampe – non solo cani! Una marcia aperta davvero a tutti!

Alla marcia si sono iscritte persone non solo da diverse Province e Regioni ma addirittura due sorelle di Nottingham in Gran Bretagna con i loro due cagnolini! 

Come funziona

Se la camminata “vera” si articola in tre fasi (iscrizione, corteo per i sentieri del Parco e arrivo alla cascina San Fedele), la versione virtuale si articolerà sempre in 3 fasi ma ovviamente diverse: 

1) Iscrizione e foto: scattate una bella foto con il vostro cane, gatto, coniglio o altro pet (è gradita la foto in famiglia ma non è obbligatoria), e se l’avete, facendogli indossare una delle bandane ENPA Monza delle passate edizioni.

Procedete poi all’iscrizione andando su e seguendo le istruzioni per la compilazione del form, allegando la foto e eseguendo il pagamento (PayPal, carta di credito o bonifico bancario).

Se avete più animali in casa e volete partecipare con tutti loro, scattate una foto di ciascuno e iscriveteli tutti!

L’offerta minima per ogni animale iscritto è di €10 (come ormai da molti anni), ma sono ovviamente gradite offerte superiori.

2) Filmato: domenica 31 maggio alle ore 15.00, come se iniziasse veramente la camminata al Parco di Monza, per sentirci davvero tutti insieme sarà caricato sul nostro nuovo canale YouTube un bellissimo ed emozionante filmato che raccoglie video e foto di numerose precedenti edizioni della marcia: le fasi preparatorie, le foto dei partecipanti, il corteo, i Carabinieri a cavallo, fino all’arrivo con il ristoro e l’esibizione di Agility Dog. Nel video verranno inoltre incluse quante più foto possibili dei partecipanti di questa speciale edizione virtuale 2020!

Il video sarà visionabile in anteprima dagli iscritti alla 4 Passi a 4 Zampe 2020: una volta effettuati l’iscrizione e il pagamento, vi verrà inviato tramite email, poco prima dell’inizio dell’evento, il link per accedere al filmato!

3) L’attestato: dopo l’evento verranno pubblicate sul sito web e sulla nostra pagina Facebook tutte le vostre foto in forma di bellissimi Attestati di Partecipazione, incorniciati e personalizzati per ciascun partecipante, da scaricare e stampare.

Un ricordo della vostra gradita presenza virtuale e del vostro sostegno all’ENPA, con l’augurio che voi stiate bene e che presto potremo rivederci tutti insieme, uniti dal nostro amore per gli animali.

Per informazioni: manifestazioni@enpamonza.it

Visitate l’Evento sulla nostra pagina Facebook dove potete visionare i simpatici trailer e tante foto!

NELLE FOTO: alcuni degli iscritti alla manifestazione.

Coronavirus, non si correrà il Palio di Siena. Ma l’annullamento è solo a causa dell’epidemia.

Per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, nel 2020 il Palio di Siena non si correrà né a luglio né ad agosto. Vista il protrarsi dell’emergenza Covid, era inevitabile che venisse sospeso. Mentre la decisione non può che fare piacere a tutti gli animalisti, dispiace che sia stato il coronavirus a fermarlo e non la consapevolezza dei maltrattamenti che subiscono gli animali, costretti a correre su un terreno assolutamente non adatto.

Il Palio di Siena, come altre “gare” analoghe, è una manifestazione anacronistica e crudele che mette a repentaglio la vita dei cavalli. La tradizione non vale la vita di un essere vivente e per questo il Palio dovrebbe chiudere per sempre. 

Pubblicato il 22 maggio 2020

Una giornata nera per la fauna selvatica in Lombardia.

Per tutelare i cacciatori/bracconieri la Regione s’inventa la norma ammazza vigilanza.

Presidio martedì 26 maggio al Pirellone

Martedì 19 maggio, in piena emergenza Covid, il consiglio regionale della Lombardia ha investito il suo tempo per violare la legge nazionale 157 del 1992 sulla tutela della fauna, regalando ai cacciatori l’utilizzo del visore notturno per la caccia al cinghiale e l’obbligo per chi fa i controlli di indossare un giubbino ad alta visibilità che lo renderà più visibile ai bracconieri. Il tutto attraverso le modifiche alla legge regionale – passate nonostante il tentativo delle opposizioni di contrastarle – in modo da impedire qualsiasi ricorso delle associazioni ai TAR.

Le associazioni ambientaliste lombarde in modo unitario avevano presentato una diffida ai consiglieri regionali, contenente tutti i motivi di illegittimità delle modifiche proposte, non riuscendo tuttavia a scalfire la compattezza della maggioranza oramai soggiogata dalle rivendicazioni della parte più estremista del mondo venatorio.

Abbigliamento ad alta visibilità e visore notturno

Il visore notturno è un mezzo vietato di caccia anche per la Suprema Corte di Cassazione, mentre i giubbini ad alta visibilità saranno obbligatori solo per le guardie venatorie e non per tutti i cacciatori: ad esempio sono esclusi quelli impegnati in forma vagante alla fauna migratoria, distinzione impossibile da fare sul campo. Un vero e proprio regalo al bracconaggio, piaga della regione Lombardia. E mentre la guardia venatoria senza giubbino ad alta visibilità vedrà sospendere il decreto fino a un anno, al cacciatore inadempiente la sanzione sarà ridicola: 30 euro, meno di una cena al ristorante.

Anziché essere impegnati a calpestare la fauna e il diritto, la regione Lombardia potrebbe impegnarsi a emanare il Piano Faunistico Regionale previsto dall’art. 10 comma 12 della L. 157/92, evitando di incorrere in violazioni che la Corte Costituzionale ha già ben segnalato. Oppure ad ascoltare gli oltre 10.000 cittadini che hanno già firmato la petizione “STOP BRACCONAGGIO, STOP DEREGULATION VENATORIA”, creata sulla piattaforma change.org. La petizione non è chiusa: puoi ancora firmare.

Le iniziative delle associazioni

Martedì 26 maggio dalle 9.30 alle 11 le associazioni ambientaliste e animaliste organizzeranno un presidio di protesta, nei limiti concessi dall’emergenza COVID, dinnanzi alla sede della Regione Lombardia a Milano (il “Pirellone”). Sarà presente anche l’ENPA di Monza e Brianza. Questo oltre a intraprendere tutte le iniziative di carattere legale (richiesta di impugnativa al Governo, comunicazione alla Commissione Europea etc).

Pubblicato il 21 maggio 2020

Tre giorni, sei ovini!

Capre e pecore assolute protagoniste di rocamboleschi recuperi

Parafrasando il celebre film con Harrison Ford “Sei giorni, sette notti”, il titolo dell’articolo la dice lunga sul fatto che, tra domenica 10 e martedì 12 maggio, sei tra capre e pecore siano state ampiamente protagoniste della scena della sezione monzese di ENPA in un periodo in cui i si stanno registrando pochissimi ingressi di cani, sia recuperati sul territorio che ceduti dai proprietari. La struttura di via San Damiano, del resto, costituisce ormai un centro di eccellenza per il ricovero di animali che non siano cani o gatti.

Quando la legge si scontra con la tutela degli animali

Domenica 10 maggio arriva la segnalazione da parte di un cittadino monzese che, mentre fa jogging nella tristemente famosa area della Cascinazza, si accorge della presenza di una capra e di un capretto impigliato tra le radici di una pianta. Un gruppo di volontari, recatosi immediatamente sul posto, liberano il piccolo animale, una femmina nata da poco (ha ancora il cordone ombelicale attaccato) e non senza fatica riescono anche a recuperare mamma capra che si aggira intorno tra i rovi molto allarmata. È chiaro che la sua agitazione è motivata dal fatto di non poter prestare al piccolo le cure materne e di non poterlo allattare.

Al recupero assiste qualcuno che appartiene a quel gruppo di dubbi personaggi dediti a forme di pastorizia illegale nella zona, attività che continua nonostante le tante denunce presentate da ENPA, da cittadini, e dalle forze dell’ordine. Non è il proprietario degli animali ma afferma di conoscerlo.

Al rifugio di Monza mamma e figlia vengono ricoverati in un box accogliente. Il piccolo è debilitato e non ne vuole sapere del latte materno. È solo grazie alla pazienza dei volontari che, nutrito con biberon pieni di latte di capra, si riprende e comincia ad attaccarsi alle mammelle.

Potrebbe sembrare un lieto fine, ma ecco che si presenta in canile il proprietario che, forte, della marca auricolare di mamma capra, reclama gli animali come suoi. ENPA sa perfettamente quale sarà il destino delle due, condannate come tutte le femmine a partorire in continuazione per produrre latte o animali maschi da macellare. Ci si offre anche di acquistare gli animali, ma senza successo.

Per ATS, purtroppo, non ci sono gli estremi per poter trattenere gli animali. Lo smarrimento di ovini al pascolo non è considerato un reato e così, con il cuore straziato e del tutto impotenti, i volontari si vedono costretti a restituire al pastore mamma e piccolina. E resta l’amaro in bocca per una legge che favorisce l’uomo e non gli animali e per le barbare tradizioni della pastorizia che consentono a pseudo pastori comportamenti palesemente ascrivibili a maltrattamento di animali non sanzionati dalla Legge.

Un recupero sotto il diluvio

Lunedì 11 maggio, sotto un diluvio universale, arriva una segnalazione da parte dell’ATS in merito alla presenza, in un campo di via Macallè a Monza, vicino al canale Villoresi, di due grosse capre, una a terra probabilmente in brutte condizioni.

Vista la complessità della situazione, il presidente dell’ENPA monzese Giorgio Riva esce accompagnato da tre volontarie ed effettivamente trova due grandi capre, di razza orobica, detta anche di Val Gerola. Uno è un giovane maschio con corna di tutto rispetto, l’altro maschio è in condizioni precarie sdraiato a terra e incapace di alzarsi.

Le capre sono state nel frattempo ricoverate da una signora amante degli animali (nutre su posto una colonia di gatti) all’interno di un terreno di sua proprietà. La stessa ha già provveduto a chiamare un veterinario per le prime cure. Ma, visto anche il maltempo, ENPA decide di ricoverare subito gli animali presso la struttura di Via San Damiano. Caricati sugli automezzi dell’associazione (per la capra ammalata si è dovuti ricorrere, non senza fatica, all’aiuto di una barella), i due animali, giunti al rifugio di Monza, sono stati messi in isolamento (privi di marche auricolari non risultano controllati per la brucellosi) e sottoposti immediatamente a visita veterinaria specializzata.

In questi giorni hanno cominciato a uscire con i volontari e hanno dimostrato un carattere incredibilmente affettuoso per delle capre. Dopo la opportuna sterilizzazione, andranno a raggiungere la famiglia di capre e pecore del parco canile-gattile di Monza.

Pecore giganti, recupero record!

La terza segnalazione, questa volta di martedì 12 maggio, riguarda una signora che abitava in provincia di Monza e Brianza, morta per Covid-19, lasciando diversi animali: 14 gatti, alcune cocorite e due pecore.

La figlia abita in un’altra regione e gli animali vengono temporaneamente accuditi dall’ex badante, ma occorre velocemente trovare loro una sistemazione. I gatti e le cocorite sono già stati recuperati da altre associazioni locali; per le due pecore si attiva una sinergia tra uno zoofilo del bresciano e la sezione ENPA di Monza.

Il lavoro del maniscalco

Le due pecore, Carmen, la femmina, di razza gigante bergamasca ed Edo, il maschio, sono davvero enormi e visibilmente sovrappeso al punto da non riuscire a muoversi bene. Il presidente Giorgio Riva, insieme alle volontarie Lara ed Elena del settore erbivori, è costretto a una fatica improba per riuscire a caricarle sull’apposito carrello per il trasporto di grandi erbivori dell’ENPA di Monza.

Una volta giunte in rifugio, viene chiamato un maniscalco per dare una sistemata alle unghie e successivamente vengono visitate. È evidente che la loro alimentazione è stata eccessiva forse per eccessivo amore.

Domenica 17 maggio Carmen ed Edo sono partite alla volta di una fattoria didattica del bresciano dove faranno parte di un piccolo gregge e dove saranno sicuramente sottoposte a un rigoroso regime alimentare.

Pubblicato il 22 maggio 2020

Cricket, il cucciolo tenuto recluso nell’armadio.

Questa storia, che ha davvero dell’incredibile, comincia con la segnalazione, sempre molto preziosa, da parte di un cittadino di Sovico (MB) in merito alla presenza di un cucciolo recluso alcuni giorni in una sorta di grosso armadio esterno.

Il segnalante comunicava anche di aver visto il proprietario avvicinarsi al cane con un bastone con fare intimidatorio affinché il piccolo, spaventato, smettesse di abbaiare.

Considerata la gravità della segnalazione, si procedeva immediatamente al sopralluogo. Sul posto i volontari del Nucleo Antimaltrattamenti di ENPA Monza e Brianza non riuscivano a credere ai loro occhi: il povero animale, un cucciolo di appena 6 mesi visibilmente spaventato, non solo era effettivamente detenuto in un enorme armadio (foto a sinistra), ma veniva anche legato al suo interno con una grossa catena di ferro che ne impediva ulteriormente i suoi movimenti.

I proprietari dichiaravano di averlo adottato tramite social media dalla Campania e di essersi resi conto che era troppo impegnativo. Dopo essere stati edotti sulle gravissime violazioni commesse, finalmente il piccolo veniva liberato. È stato davvero commovente vederlo saltare e fare le feste, quasi volesse manifestare ai volontari la propria riconoscenza per la fine dell’incubo.

Una nuova vita per Cricket

Visto le gravissime condizioni di deprivazione sociale e di maltrattamento il cucciolo, battezzato Cricket, veniva immediatamente portato via dalla famiglia e portato al canile di Monza in via San Damiano. Qui gli operatori hanno dovuto tagliare la pettorina che, mai cambiata dalla data dell’adozione, era ormai visibilmente stretta, visto che il cucciolo era ovviamente cresciuto. Una successiva visita veterinaria ne confermava, per fortuna, le discrete condizioni di salute.

Il Nucleo Antimaltrattamento ENPA, congiuntamente con le autorità giudiziarie, valuterà le opportune azioni legali.

Protagonista suo malgrado di una storia allucinante, il piccolo Cricket, ne siamo sicuri, troverà quanto prima una bella famiglia che con amore saprà fargli dimenticare i suoi primi mesi di vita da recluso.

NELLE FOTO: Cricket nell’armadio in cui veniva tenuto e con dei volontari ENPA dopo il suo arrivo al canile di Monza

Pubblicato il 10 maggio 2020

La 4 Passi a 4 Zampe, ai tempi del coronavirus. La marcia diventa virtuale!

Tutte è pronto per la 26° edizione dell’annuale camminata 4 Passi a 4 Zampe in programma domenica 31 maggio. Sì, perché, in barba all’emergenza coronavirus, anche quest’anno organizzeremo l’imperdibile evento… solo che sarà online!

Niente raduno festante di cani e proprietari prima del via o bandana ricordo, niente banchetto di gadget e informazioni, niente allegro e variegato corteo per i sentieri del Parco di Monza né meritato ristoro all’arrivo… Purtroppo tutto questo non sarà possibile, ma ENPA di Monza e Brianza non si è fatta scoraggiare. La passeggiata è per noi non soltanto una simpatica tradizione e un’opportunità per sensibilizzare il pubblico sul tema dell’abbandono, ma anche un’occasione per raccogliere fondi per sostenere le nostre attività a favore degli animali, 365 giorni all’anno presso il canile-gattile intercomunale di Monza. E mai come in questo periodo abbiamo bisogno di voi, del vostro affetto e di un piccolo gesto che si tramuterà in un aiuto concreto.

E così abbiamo pensato di organizzare una specialissima edizione virtuale davvero “inclusiva”: all’iniziativa potrà partecipare anche chi vive lontano da noi con tutti i propri animali a due o quattro zampe – non solo cani! Una marcia aperta davvero a tutti!

COME FUNZIONA

Se la camminata “vera” si articola in tre fasi (iscrizione, corteo per i sentieri del Parco e arrivo alla cascina San Fedele), la versione virtuale si articolerà sempre in tre fasi ma ovviamente diverse:

– Iscrizione e foto:

Scattate una bella foto con il vostro cane, gatto, coniglio o altro pet (è gradita la foto in famiglia ma non è obbligatoria), e se l’avete, facendogli indossare una delle bandane ENPA Monza delle passate edizioni.

Procedete poi all’iscrizione andando su questo link e seguendo le istruzioni per la compilazione del form, allegando la foto e eseguendo il pagamento (PayPal, carta di credito o bonifico bancario).

Se avete più animali in casa e volete partecipare con tutti loro, scattate una foto di ciascuno e iscriveteli tutti!

L’offerta minima per ogni animale iscritto è di €10 (come ormai da molti anni), ma sono ovviamente gradite offerte superiori.

– Il Filmato:

Domenica 31 maggio alle ore 15.00, come se iniziasse veramente la camminata al Parco di Monza, per sentirci davvero tutti insieme sarà caricato sul nostro nuovo canale YouTube un bellissimo ed emozionante filmato che raccoglie video e foto di numerose precedenti edizioni della marcia: le fasi preparatorie, le foto dei partecipanti, il corteo, i Carabinieri a cavallo, fino all’arrivo con il ristoro e l’esibizione di Agility Dog. Nel video verranno inoltre incluse quante più foto possibili dei partecipanti di questa speciale edizione virtuale 2020!

Il video sarà visionabile in anteprima dagli iscritti alla 4 Passi a 4 Zampe 2020: una volta effettuati l’iscrizione e il pagamento, vi verrà inviato tramite email, poco prima dell’inizio dell’evento, il link per accedere al filmato.

– L’attestato:

Dopo l’evento verranno pubblicate sul sito web e sulla nostra pagina Facebook tutte le vostre foto in forma di bellissimi Attestati di Partecipazione, incorniciati e personalizzati per ciascun partecipante, da scaricare e stampare.

Un ricordo della vostra gradita presenza virtuale e del vostro sostegno all’ENPA. Con l’augurio che voi stiate bene e che presto potremo rivederci tutti insieme, uniti dal nostro amore per gli animali.

Per informazioni: manifestazioni@enpamonza.it

Aiutateci a condividere l’evento Facebook!

 

 

Pubblicato il 6 maggio 2020

Brugherio e Muggiò: recuperati due biacchi. Uno, purtroppo già morto.

In questo periodo stiamo ricevendo diverse chiamate da parte di privati che chiedono aiuto per la presenza di serpenti, biacchi in particolare, nei propri giardini. In diverse occasioni volontari e operatori ENPA Monza sono usciti per il recupero degli animali, mentre altre volte le segnalazioni raccolte sulla nostra pagina Facebook sono state risolte dando opportuni consigli.

Un intervento si è concluso felicemente a Brugherio (MB). Si trattava di un giovane esemplare finito in una bocca di lupo e la signora che ci ha contattato, per quanto spaventata, lo ha lasciato lì senza disturbarlo, permettendo così il suo recupero e il successivo rilascio in un campo lontano dalle abitazioni. 

Il biacco morto per un colpo alla testa

È andata meno bene, invece, a un biacco a Muggiò (MB). Un signore, spaventato per la sua presenza in giardino, ha addirittura chiamato la figlia per dirle di portare via il nipote che in quel momento era con lui.

Arrivati sul posto, i volontari ENPA hanno trovato il biacco privo di vita in un secchio, con una ferita alla testa. Il signore sostiene di aver usato un bastone solo per mettere il serpente in un secchio, forando tra l’altro il coperchio per permettergli di respirare. Di sicuro, però, il biacco è morto per quel colpo alla testa. Non è restato altro che informarlo del reato (seppure non a rischio di estinzione il biacco è inserito comunque tra le specie salvaguardate dalla convenzione di Berna e dalla direttiva europea), anche se molto probabilmente non ha agito per dolo, ma solo per paura e ignoranza. Quel che è certo è che avrebbe potuto lasciarlo stare e aspettare l’arrivo dei volontari, come ha fatto giustamente la signora di Brugherio, prima di agire in maniera sconsiderata.

Val la pena ricordare che, nel caso di avvistamento di un serpente nel proprio giardino, è utile contattare ENPA, i cui volontari sanno perfettamente come comportarsi.

Biacco, conosciamolo meglio

Il suo nome driva dal longobardo “biach” che significa pallido. Ricordiamo che il biacco (Heirophis viridiflavus) conosciuto anche come colubro verdegiallo o natrice dal collare, è una specie comune nel nostro territorio e del tutto innocuo: anzi è molto utile all’ecosistema perché si nutre di roditori e insetti. Di solito ha una colorazione nera e gialla nella parte superiore (esistono esemplari anche del tutto neri, grigi o marroni, a seconda della zona geografica), mentre la parte superiore del ventre è color crema, gli esemplari più giovani, pur avendo testa gialla e nera, sono grigi o azzurri sul resto del corpo.

Una caratteristica del biacco è la velocità: se disturbato tende a scappare molto rapidamente. Il consiglio migliore è, se possibile, quello di lasciarlo tranquillo e aspettare se ne vada da solo per la sua strada.

Scheda informativa ENPA Monza e Brianza

Pubblicato il 22 maggio 2020

Orari rifugio e sede: apertura su appuntamento

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, seguendo le direttive del Governo e della Regione le visite e le adozioni presso il rifugio di Monza si erano pressoché fermate.

Brunello con la volontaria Elisa

Con l’inizio della Fase 2 la vita sta tornando gradualmente, si fa per dire, a una apparente normalità e anche le adozioni sono di nuovo possibili. Ma attenzione: non è ancora possibile accedere liberamente al rifugio di Monza, ma solo ed esclusivamente previo appuntamento. Questo al fine di regolare il flusso di visitatori al rifugio e poter garantire la sicurezza di tutti: pubblico, volontari ed operatori. Il provvedimento rimarrà in vigore fino a nuova comunicazione.

Nel frattempo vi invitiamo a contattarci per informazioni o per fissare un appuntamento presso il canile-gattile di Via San Damiano 21 scrivendo a uno dei seguenti indirizzi:

canile@enpamonza.it (per i cani),

adozioni.gatti@enpamonza.it (per i gatti),

selvatici@enpamonza.it (per i conigli e altri animali).

In alternativa, potete telefonare al numero 039-835623, operativo ogni pomeriggio dalle 14.30 alle 17.30.

La sede operativa ENPA Monza

Lazzaro e Lola; in alto, le cavie Roma e Christopher

Per quanto riguarda la sede operativa di via Lecco 164, da giovedì 21 maggio riprende la riapertura settimanale a partire dalle ore 21,00 per i consueti colloqui per gli LPU (lavori di pubblica utilità) e aspiranti volontari e resterà aperta anche nei giovedì sera successivi.

Anche in questo caso sarà accessibile esclusivamente su appuntamento. Chi fosse interessato a un colloquio è pregato di scrivere all’indirizzo info@enpamonza.it, lasciando il proprio recapito telefonico per ricevere conferma della richiesta.

Grazie della collaborazione e a presto!

Pubblicato il 20 maggio 2020

Regione Lombardia sempre più dalla parte dei cacciatori. Firma la petizione!

Se la notizia non fosse vera, ci sarebbe da ridere: con i riflettori tuttora puntati sull’emergenza coronavirus, zitta zitta, la giunta Fontana, alla guida della Regione Lombardia, sta provando a fare un nuovo regalo coi fiocchi, l’ennesimo, ai bracconieri: obbligare le Guardie Venatorie Volontarie a indossare giubbino e copricapo ad alta visibilità.

Un altro regalo come la reiterazione a febbraio del finanziamento da 200mila euro (600.000 euro dei cittadini lombardi in tre anni) già assicurato lo scorso anno per il restauro di quei roccoli che la Regione vuole equiparare a beni culturali.

Questo è quanto emerge in un documento sottoscritto da numerose associazioni protezionistiche lombarde: LAV, LAC, LIPU, WWF, CABS, ENPA, GAIA, GOL e Legambiente. Poche leggi hanno subito così tante modifiche come la legge regionale 26/93 (“Norme per la protezione e tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria”) e tutte a favore di cacciatori e bracconieri.

Il nuovo abbigliamento imposto alle guardie sfiora il ridicolo: immaginate, nel fitto del bosco, quanto possa mimetizzarsi un tutore della legge visibile come un catarifrangente, o forse il nuovo look serve per evitare che possa venir impallinato dal bracconiere?

Perché questa sembrerebbe la motivazione: la sua sicurezza. Non si spiega, allora, come mai un abbigliamento ad alta visibilità non venga imposto, come succede negli USA, anche ai cacciatori. In un momento delicato, in cui l’Italia, su pressione europea, ha approvato il Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici, la modifica approvata dalla regione Lombardia va esattamente nella direzione opposta.

Ricordiamo, tra l‘altro, che le Guardie Giurate Volontarie sono Pubblici Ufficiali e il loro abbigliamento e/o divise viene approvato dai Prefetti ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, quindi in questo senso la decisione della regione sarebbe del tutto illegittima.

Un triste primato

La nostra Regione, del resto, vince ogni anno la maglia nera del bracconaggio con il 31% dei reati venatori commessi in Italia. Ma non va meglio a livello nazionale: tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, con ben 8 milioni di uccelli uccisi illegalmente, solo l’Egitto fa peggio di noi! C’è di che esserne fieri.

Caccia al cinghiale, un altro regalo ai cacciatori

Siccome non c’è limite al peggio, la Regione si appresta a votare l’uso del visore notturno nella caccia al cinghiale, che sarà peraltro permessa tutto l’anno. Il visore non risulta tra i mezzi consentiti dall’art. 13 della legge n.157/92, quindi si vorrebbe rendere legale ciò che legale non è.

L’apertura tutto l’anno, inoltre, è in palese contrasto con il periodo di caccia previsto dalla Legge Nazionale, senza contare quanto questo ulteriore “regalo” al mondo venatorio possa portare a un aumento esponenziale del bracconaggio e del disturbo della fauna selvatica.

Via libera a roccoli e abbattimenti

Richiamo vivo nella gabbietta dove passa tutta la vita

E non è finita qui: la Regione Lombardia sta pensando anche alla riapertura in via amministrativa degli impianti di cattura dei richiami vivi con le reti – Roccoli – e di nuove Deroghe Caccia (fringuello, storno e colombo).   L’assessore all’Agricoltura, infatti, ha già pronta ora una nuova deroga di riapertura (illegale) degli impianti di cattura, peraltro vietati dalla normativa europea e ha anche chiesto all’ISPRA nuove deroghe per l’abbattimento extra legge ed extra convenzioni europee di fringuelli, storni e colombi torraioli.

Diciamo di no! Firma la petizione “Stop Deregulation Venatoria”

Il 19 maggio le nuove modifiche alla Legge Regionale 26/93 saranno votate in Consiglio a Milano: vi terremo informati. Nel frattempo su change.org è stata lanciata una petizione https://www.change.org/p/stop-deregulation-venatoria per fermare il bracconaggio e la deregulation venatoria e tutti sono invitati ad aderire, il tempo stringe ma bloccare la deriva filovenatoria della regione Lombardia è ancora possibile.

Guarda l’intervento dell’attore e drammaturgo Gianfelice Facchetti a Buongiorno Regione su Rai il 15 maggio.

FIRMA QUI: https://www.change.org/p/stop-deregulation-venatoria

Guarda anche l’intervento dell’attore e drammaturgo Gianfelice Facchetti  ritrasmesso a Buongiorno Regione su Rai3 il 15 maggio.

Pubblicato il 15 maggio 2020

La difficile vita dei cani da caccia in “pensione”: quattro cani ritirati da ENPA

Nonostante il difficile periodo, il Nucleo Antimaltrattamento di ENPA Monza e Brianza continua le sue attività di controllo e repressione di maltrattamenti e verifica di eventuali violazioni al benessere animale.

Proseguono, infatti, i sopralluoghi per il monitoraggio di situazioni critiche, come quello effettuato a Brugherio (MB), che ha portato gli volontari del nucleo a visionare il terreno di proprietà di un cacciatore a cui in passato erano stati tolti dei cani per detenzione non idonea.

Sul posto i volontari hanno rilevato la presenza di un notevole numero di cani da caccia, tra cui alcuni anziani. Nonostante fossero finalmente detenuti in gabbie a norma e i box fossero puliti, alcuni cani erano visibilmente in sovrappeso e spaventati, segno di scarsissima attività motoria e di bassissima socializzazione interspecifica. I cani, evidentemente, non erano più impiegati da tempo in attività venatoria e due femmine, ex fattrici, sembravano implorare con gli occhi di essere portate via da lì.

Mancanza di cure

Il cacciatore, un pensionato, ha dichiarato di recarsi sul posto quotidianamente per accudire gli animali ma che, a causa del sovrannumero e delle gravi difficoltà economiche, non riusciva a seguirli adeguatamente né a curarli (un cane, in particolare, presentava un principio di infezione agli occhi visibilmente trascurata).

I volontari, quindi, procedevano a ritirare le due femmine ex fattrici e altri 2 cani sprovvisti di microchip. Al cacciatore sono state rilasciate prescrizioni per migliorare la condizione di detenzione dei cani rimasti (maggiori pulizia, sgambamento obbligatorio e regolari visite veterinarie). La situazione è stata segnalata alle autorità competenti e sarà costantemente monitorata con ispezioni atte a verificare il rispetto degli accordi pattuiti.

La dolcezza fatta cane!

Le razze da caccia, si sa, sono sempre docili di carattere e molto languidi e i nuovi arrivati non hanno fatto eccezione: appena messe le zampe in canile, infatti, Ultima, Giuggiola, Pigna e Caciotta, due beagle e due meticci cani da caccia, hanno letteralmente conquistato volontari e operatori, rivelandosi di una dolcezza incredibile.

Pubblicato il 9 maggio 2020

Coronavirus Fase 2, attenzione agli animali!

Il grande vincitore del lockdown per l’emergenza Covid-19 è la Natura che in questi mesi ha voluto riprendersi ciò che l’uomo le aveva tolto.

Con le attività commerciali e industriali ferme e le strade vuote, non solo è diminuito l’inquinamento, sia acustico sia atmosferico, ma si sono registrati numerosi casi di animali selvatici – di natura schivi e riservati – che si sono appropriati di nuovi spazi in mare come sulla terraferma: caprioli nei centri storici, cinghiali vicino ai supermercati, delfini nel porto di Cagliari, un intero gregge di capre selvatiche in una cittadina gallese, cervi, stambecchi, lupi (come quello avvistato per strada in una valle del cuneese – vedi video in fondo) e orsi (come i cuccioli che hanno tranquillamente attraversato una strada statale nel Trentino, in un video che ha fatto il giro dei social) a quote sempre più basse, e, in alta montagna, numerose specie di rapaci. Nelle campagne brianzole lepri e volpi sbucano dai boschetti ai lati della strada e nelle città. E anche i gatti, quelli di proprietà come quelli di colonia, sembrano diventati padroni della città.

Con l’inizio della tanto agognata Fase 2, molti di noi stiamo tornando a un’apparente normalità e gli animali selvatici, intimoriti dalla ricomparsa dell’uomo, ritorneranno molto probabilmente ai loro habitat naturali.

Tutto questo non succederà da un giorno all’altro, ci vorrà un po’ di tempo perché gli animali riacquistino l’originaria prudenza.

L’appello di ENPA: rispetto per la fauna selvatica

Proprio per questo l’appello che ENPA rivolge ai cittadini è quello di guidare piano e con la massima prudenza, per dare alla fauna selvatica il tempo di riadattarsi alle condizioni ripristinate.

Durante il lockdown abbiamo imparato, nostro malgrado, a convivere con il silenzio, con la solitudine, con un ritmo di vita lento. Forse abbiamo finito con l’apprezzare gli effetti collaterali positivi di questa tremenda emergenza e forse tutto questo sarà servito, si spera, a farci vivere d’ora in avanti con una maggiore consapevolezza e rispetto per la fauna che ci circonda.

NELLE FOTO: solo alcuni degli animali avvistati in questo periodo, in Italia e nel resto del mondo.

Le minilepri sono state fotografate il 26 aprile nel Parco Adda Sud (Lodi), proprio nel centro della prima “zona rossa” del Covid-19 (fotografate da Giuseppe Carenzi).

La volpe è stata investita sulle strade di Bologna.

I VIDEO: un lupo  per strada in una valle del cuneese; cuccioli di orso attraversano una strada statale nel Trentino.

Pubblicato il 9 maggio 2020

Ultima Petfood, un aiuto per i rifugi nelle regioni di Nord Italia

Anche Ultima Petfood ha voluto dare una mano ai rifugio delle zone più colpite dall’emergenza in corso e dal lockdown.

Ultima Petfood, che ha fatto del proprio claim “insieme per una vita migliore” una vera e propria mission, ha voluto sostenere alcune delle realtà che vivono grazie al supporto di volontari e donazioni e che oggi non possono fare affidamento sul normale flusso di adozioni e interventi singoli.

A fianco di ENPA, Ultima ha voluto mostrare il suo impegno concreto, adottando una serie di realtà sui territori più colpiti dall’emergenza Covid-19 attraverso la donazione di alimenti che consentirà di nutrire per un mese intero tutti i trovatelli ospiti di numerosi canili del Nord e Centro Italia, tra cui quello intercomunale di Monza. Il 28 aprile sono arrivati da Ultima ben 4 bancali di cibo per cani, destinati agli animali ospitati nella struttura di via San Damiano.

In questo modo, inoltre, Ultima appoggia la campagna ENPA #GliAbbracciChePuoiDare e stringe in un abbraccio virtuale tutti i cani ospiti dei rifugi ENPA che si trovano in maggiore difficoltà.

Nelle foto, alcuni volontari ENPA al rifugio di Monza, insieme alla cagnolona Arya, con il cibo donato da Ultima Petfood.

Pubblicato il 10 maggio 2020

Parco di Monza: riapertura sperimentale. ENPA: non dare da mangiare agli animali.

La notizia ha fatto sicuramente piacere ai cittadini monzesi: il Sindaco Dario Allevi ha annunciato tre giorni di prove generali di apertura del Parco di Monza, da mercoledì 13 a venerdì 15 maggio, al fine di “testare” il comportamento delle persone e l’efficacia dei controlli (comportamento dei milanesi sui Navigli docet…).

La riapertura è stata decisa intenzionalmente in tre giorni feriali e non nel weekend, cioè quando i rischi di un sovraffollamento sono maggiori, come conferma Dario Allevi, nella duplice veste di primo cittadino e di presidente del Consorzio Villa Reale: «Vogliamo verificare il comportamento delle persone e l’efficacia dei controlli sull’area: per questo abbiamo scelto di riaprire il nostro gioiello verde durante la settimana. Se il test sarà positivo si potrà pensare a una riapertura definitiva.»

Riapertura: dove e quando

Il Parco sarà aperto dalle ore 7.00 alle 20.30, sarà obbligatorio entrare con la mascherina, che potrà essere tolta solo durante l’attività motoria e mantenere la distanza un metro di dagli altri, anche sulle panchine, e due metri di distanza durante l’attività sportiva. Sarà vietato utilizzare aree giochi, attrezzi sportivi, svolgere attività ludico ricreative, fare feste e picnic.

L’accesso al Parco sarà consentito solo per i pedoni che potranno entrare dai quattro ingressi: Porta Monza, Porta Villasanta, Vedano Centrale e Porta San Giorgio; sarà aperto anche l’ingresso pedonale della Madonna delle Grazie. Viale Cavriga sarà inibito al traffico veicolare, i giardini della Villa Reale resteranno chiusi mentre riaprirà il parcheggio di Porta Monza.

In azione anche i droni

A controllare il Parco saranno agenti della polizia locale che si avvarranno anche dei droni e di pattuglie in moto, volontari della Protezione Civile, che installeranno un presidio fisso a metà di viale Cavriga per coordinare tutte le forze in campo, e le GEV, le Guardie ecologiche volontarie. Impegnati anche i Carabinieri a Cavallo del Parco.

Le raccomandazioni di ENPA

È fuori discussione, come ampiamente riportato dai media, che in questo periodo gli animali selvatici si siano riappropriati non solo degli spazi verdi ma anche delle città. E, per quanto riguarda Monza, sicuramente lepri, conigli selvatici, scoiattoli, volpi e uccelli acquatici si sono goduti alla grande l’assenza dell’uomo.

Per questo ENPA invita tutti al buon senso: non facciamo che il nostro ritorno al polmone verde della città possa costituire un trauma per gli animali selvatici che lo abitano; non ricominciamo a tenere liberi i cani (ricordiamo che esiste un regolamento che prevede l’uso del guinzaglio all’interno del Parco o, in alternativa, l’uso della museruola) e a fare chiasso. Riappropriamoci del Parco apprezzando invece i suoi silenzi.

Ma, soprattutto, non ricominciamo a dare da mangiare agli animali selvatici: in questo periodo sono stati benissimo anche senza di noi, non hanno bisogno di prendere a tutti i costi il cibo dalle nostre mani. Nutrire i selvatici, anzi, li rende eccessivamente confidenti verso l’uomo e li mette in pericolo perché abbassa il loro livello di guardia. Accontentiamoci di vederli e ammirarli da lontano! A tale proposito, vi invitiamo a leggere il nostro articolo del 17 aprile 2018 QUI.

Per le foto ENPA ringrazia Fabrizio Redaelli della testata monzese Il Cittadino. Vi invitiamo a vedere il suo bellissimo reportage QUA.

Pubblicato il 10 maggio 2020

“Ti senti”: il lockdown permanente di miliardi di animali nella campagna ENPA

L’Italia si prepara alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, ma i sentimenti di costrizione e di privazione che abbiamo tutti vissuto in queste settimane per necessità, noi umani li riserviamo tutti i giorni a miliardi di animali, in Italia e nel mondo.

Costretti a casa, ci siamo sentiti (e ci sentiamo) avviliti, annoiati, afflitti, confinati, disperati. Ci sentiamo “in gabbia”. E, ancora, impotenti, inermi, irritati, isolati, impauriti, prigionieri, in pericolo.

Con circa 50 soggetti, la campagna “Ti senti” è l’occasione per riflettere sul fatto che una condizione necessaria ma temporanea imposta all’essere umano per contenere il contagio del Coronavirus, in realtà è purtroppo “normale” per miliardi di animali, ed è imposta loro proprio dall’uomo.

Gli animali esotici in gabbia, gli animali sfruttati, quelli del circo, gli animali da allevamento e quelli da reddito. Ma anche gli animali cacciabili vivono nella loro quotidianità – dalla nascita e per tutta la vita – gli stessi sentimenti e gli stessi stati d’animo che l’uomo è costretto a subire da marzo per difendersi dal Covid-19. Similitudini inquietanti sulle quali è necessario riflettere.

Campagna ENPA “Made in Brianza”

Prodotta dal Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo ENPA, la campagna “Ti senti” è stata ideata e creata da Isabella Garlati, responsabile immagine dell’ENPA di Monza e Brianza, supportata dalle volontarie del settore redazione. Sarà diffusa sui social network dell’Ente Nazionale Protezione Animali: ogni giorno alle ore 13 verrà pubblicato un soggetto differente, abbinando due immagini che confrontano le emozioni che proviamo noi umani, in stato di lockdown, con la drammatica condizione di animali rinchiusi e sfruttati per tutta la vita, accomunati dal titolo “Ti senti …” seguito da un aggettivo o breve descrizione.

In fondo, una frase da non dimenticare: “Quando tutto sarà finito, loro saranno ancora abbandonati al loro destino! Ricordati che i tuoi gesti faranno la differenza”. Ognuno di noi, infatti, può fare la differenza in tantissimi modi: adottando un animale in un rifugio anziché acquistarlo, boicottando divertimenti e vacanze che prevedono lo sfruttamento di animali, eliminando o quantomeno riducendo drasticamente il consumo dei prodotti di origine animale, acquistando prodotti cruelty-free e, ancora, insegnando ai nostri figli il rispetto per tutte le creature viventi e dell’ambiente.

I primi soggetti: abbandono e circo.

Per il lancio del 27 aprile è stato scelto il tema dell’abbandono (immagine sopra), accompagnato dal seguente testo:

Ogni anno vengono abbandonati al loro destino centinaia di migliaia di animali, un fenomeno che si verifica tutto l’anno e che riguarda non solo cani e gatti ma numerose altre specie. I più fortunati verranno soccorsi e adottati; molti altri andranno incontro a un destino ben peggiore.

Il tema del secondo dei 50 soggetti è il circo (immagine a destra) con il seguente testo:

Nei circhi gli animali vengono addestrati con metodi brutali, costretti a esibirsi in spettacoli contronatura e a sopravvivere in condizioni che non hanno nulla in comune con le loro esigenze etologiche.

L’addestramento prevede punizioni (pungolare, bastonare, frustare, affamare), tutti metodi volti a piegare la volontà e a indurli a compiere sempre gli stessi movimenti innaturali.

Al momento dell’esecuzione dell’esercizio in pubblico, basterà un comando per ricordar loro ciò che devono fare per non essere puniti.

L’album

Oltre alla pubblicazione giornaliera sulla  pagina facebook  della nostra sezione, tutti i soggetti saranno raccolti mano a mano in un album che potete sfogliare QUI.

Pubblicato il 27 aprile 2020; aggiornato il 28 aprile con l’inclusione del secondo soggetto

Purina aiuta i rifugi nelle regioni più colpite da Covid-19

A fianco dell’ENPA ormai da 7 anni, ancora una volta Purina non ha fatto mancare il suo prezioso sostegno alla nostra associazione, anche in questo periodo difficile per tutti, scegliendo di aiutare i rifugi duramente colpiti economicamente dal lockdown.

La collaborazione di Purina in aiuto di ENPA si è concretizzata anche in uno spot che ci ha fatto compagnia per due settimane di programmazione sulle maggiori reti televisive italiane. Nello spot, che raccontava il nostro quotidiano #IoRestoACasa insieme ai nostri amici a quattrozampe, il pensiero andava a “quelli meno fortunati” e veniva associato al simbolo ENPA, che è quindi entrato nelle case di milioni di italiani come soggetto di riferimento di tutela degli animali.

Giovedì 23 aprile è arrivata al canile di Monza la generosa donazione della Purina: ben 800 kg di alimenti  Proplan e 1500 kg di prodotti Friskies, che sono in questi giorni in distribuzione ai rifugi e alle colonie di tutte le sezioni ENPA della Lombardia, compresa quella di Monza e Brianza.

In occasione dell’emergenza COVID-19 sono stati oltre 100.000 i pasti offerti da Purina per l’ancora più difficoltosa assistenza agli animali randagi assistiti dalle sezioni ENPA.

Grazie Purina!

Guarda lo spot QUI.

Nelle foto, alcune volontarie ENPA, in compagnia di Silvestro, la mascotte del gattile di Monza, con gli alimenti donati da Purina; qui sotto, un fotogramma estrapolato dallo spot.

Pubblicato il 6 maggio 2020

Una tonnellata di crocchette per cani in dono da un cittadino monzese

Una tonnellata di cibo per cani donati all’ENPA di Monza. È questo  il gesto di solidarietà che un cittadino monzese ha voluto fare, sapendo che in piena emergenza le abituali attività di fundraising svolte dai volontari stanno registrando un netto calo, acuito dalla sospensione delle visite del pubblico al canile-gattile di Monza.

Così, grazie alla generosità di Stefano De Ponti e con la collaborazione dell’azienda Agras Delic SpA di Genova, ben 375 confezioni da 3 chili di crocchette Schesir, per un totale di 1.125 chili, sono arrivate nella nostra città. Le crocchette sono state recapitate lunedì 27 aprile al rifugio di via San Damiano con l’aiuto dei volontari della Protezione Civile monzese.

Un aiuto anche per chi ha bisogno

In accordo con l’Amministrazione Comunale, ENPA destinerà il cibo per cani non solo agli ospiti del canile ma è anche ai quattro zampe delle famiglie in difficoltà, che potranno ritirarlo gratuitamente facendone prima richiesta via email all’Ufficio Diritti degli Animali (diritti.animali@comune.monza.it / tel. 039-2043428 per info).

«Pensare anche agli animali da compagnia in questo momento di difficoltà è un gesto di grande attenzione e di sensibilità – spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore Martina Sassoli, che insieme al signor De Ponti, hanno voluto accompagnare i bancali dai magazzini dell’Economato in via San Damiano per consegnarli direttamente all’ENPA.– Ringraziamo il generoso benefattore che ha voluto riconoscere l’importanza degli animali a quattro zampe nel contrasto alla solitudine dovuta anche alle restrizioni imposte dalla quarantena in questi mesi».

Anche ENPA si unisce ai ringraziamenti e mette a disposizione la propria organizzazione per fare pervenire il cibo a quei proprietari di cani che per le restrizioni dovute al COVID-19 non potessero provvedere al ritiro.

Una felice coincidenza…

La generosa donazione è arrivata quasi a festeggiare un importante ricorrenza per il parco-canile di Monza: proprio a fine aprile di cinque anni  fa, infatti, cominciava il trasloco dalla vecchia e storica struttura di via Buonarroti che si è concluso poi ai primi di maggio. Il  4 maggio 2015 la nuova, grande e funzionale struttura di via San Damiano è stata aperta ufficialmente al pubblico, anche se Giorgio Riva, presidente ENPA Monza e Brianza, ha convenuto con l’amministrazione comunale di aspettare il 24 giugno, festa di San Giovanni, patrono della città, per l’inaugurazione ufficiale alla presenza delle più importanti autorità del capoluogo brianzolo.

In quell’occasione, con un emozionato discorso iniziato con un significativo “Ce l’abbiamo fatta”, Giorgio Riva ha voluto riassumere la storia, sicuramente lunga e sofferta, che ha portato l’ENPA di Monza, il 6 marzo 2015, a vedersi assegnata la gestione del nuovo canile per 15 anni.

Da quel giorno il parco canile si è ingrandito e si è arricchito di strutture e di verde, per accogliere al meglio animali e visitatori. Per il suo primo lustro di vita non resta che augurare al parco canile di Monza “Buon compleanno!

LE FOTO: nella foto di gruppo in alto e qui sotto, da sinistra, Giorgio Riva, presidente ENPA Monza e Brianza, l’Assessore Martina Sassoli, il Sindaco Dario Allevi, Stefano De Ponti; in alto a destra, il camion della Protezione Civile che arriva al rifugio di Monza con il cibo; sopra a sinistra, l’assessore Sassoli con uno dei maremmano del rifugio; qui sopra, Giorgio Riva a marzo 2015 con le chiavi del nuovo canile di Via San Damiano, non ancora inaugurato; in fondo, una visita all’oasi di biodiversità di fianco al rifugio.

Pubblicato il 29 aprile 2020

Missione Possibile “Bambini Felici”, la grande iniziativa solidale di “Amici Cucciolotti”

Ha preso il via in questi giorni in tantissime città di tutta Italia la grande iniziativa solidale “Bambini Felici” fortemente voluta e ideata dall’editore Dario Pizzardi che ha deciso di regalare decine di migliaia di album “Amici Cucciolotti” e milioni di bustine di figurine ai bambini delle famiglie in difficoltà, che in questo periodo di emergenza coronavirus sono costretti a trascorrere le giornate in casa e vivono il disagio di non avere a disposizione giochi o passatempi adeguati. Un grande regalo per loro: un album insieme a centinaia di figurine, oltre a confezioni di tatuaggi, stickers e poster.

Sulle pagine e sulle figurine degli Album “Amici Cucciolotti” i bambini trovano tanti stimoli divertenti ma imparano anche molte informazioni sugli animali e sulle problematiche ambientali diventando i protagonisti di un processo di cambiamento, verso un mondo migliore e più “cucciolotto”, che inizia dai piccoli gesti quotidiani. L’album risulta quindi essere un appassionante strumento ludico-didattico che coinvolge i bambini e che in questo periodo durante il quale non possono frequentare la scuola fornisce loro l’occasione di imparare qualcosa di nuovo.

L’iniziativa sarà coordinata a livello territoriale dai volontari delle sezioni locali dell’Ente Nazionale Protezione Animali, che fin dal 2007 beneficia del sostegno di “Amici Cucciolotti” e delle sue grandi iniziative solidali, in sinergia con i volontari della Protezione Civile, le Diocesi, i circoli, i Comuni e altre realtà territoriali che hanno dato la propria disponibilità a collaborare per questa importante iniziativa.

Guarda il VIDEO:

Pubblicato il 5 maggio 2020

 

Elegance, una vita da reclusa, una rinascita in canile

Ci sono cani per i quali l’arrivo in canile rappresenta davvero una rinascita ed Elegance è uno di questi.

La sua storia comincia con la segnalazione, sempre preziosa, da parte di alcuni cittadini di Macherio (MB) in merito alla presenza di un cane recluso in un pezzo di giardino, spesso senza avere a disposizione né cibo né acqua. Il povero animale passava le sue giornate ad abbaiare, quasi a chiedere aiuto.

Durante un primo sopralluogo da parte del Gruppo Antimaltrattamento dell’ENPA di Monza e Brianza, viene effettivamente riscontrata la presenza di un cane, una bellissima meticcia di lupoide, molto, molto spaventata. Nella sua “prigione”, una vera discarica di mobili e di cianfrusaglie varie più che un giardino, solo una ciotola d’acqua molto sporca e numerose deiezioni a indicare che l’animale non usciva mai di lì, come se facesse quasi parte dell’”arredo”. Gli operatori faticano a constatare le sue condizioni in quanto molto spaventata, appare trascurata ma in buone condizioni fisiche e con tutti i segni della deprivazione sensoriale.

Viene contattata la proprietaria che, inizialmente poco collaborativa, una volta edotta sulle violazioni si rende più disponibile, adducendo giustificazioni come mancanza di tempo e problemi familiari causa divorzio. Comunque si dichiara pronta a sistemare tutto e a prendersi finalmente cura dell’animale.

La situazione, quindi, viene monitorata per un breve periodo, durante il quale le disposizioni accordate non vengono rispettate. Viene così effettuato un nuovo sopralluogo che conferma che il cane è ancora nelle medesime squallide condizioni e il recinto sempre sporco, quindi si procede al suo ritiro e alla cessione al canile intercomunale di Monza.

Quando il canile fa davvero bene…

Appena messa la zampa nella struttura di via San Damiano, Elegance, così viene ribattezzata, è letteralmente rinata. Evidentemente, a confronto della sua prigione-giardino il canile, con acqua fresca a disposizione, passeggiate, due pasti abbondanti al giorno e, soprattutto l’affetto dei volontari, è meglio di un hotel a 5 stelle!

La nuova situazione giova anche al suo carattere: da cane schivo e spaventato, in pochi giorni Elegance si trasforma e diventa una simpaticissima cagnolona che, anche per la giovane età (è nata a gennaio 2018) gioca e corre come una matta e sembra quasi sorridere alla nuova vita.

Siamo sicuri che la bellissima Elegance a breve troverà una famiglia che le farà scordare gli anni passati in prigionia.

Le foto: il giardino pieno di immondizie dove è stata trovata Eleganza (appena visibile in fondo cerchiata in rosso); Elegance al canile di Monza, e con una volontaria ENPA e con il compagno di canile Brunello.

Pubblicato il 23 aprile 2020

Torna a casa Celestino, anzi no, Celestina!

Ci sono tanti mici che, allontanatisi da casa per vari motivi, grazie anche all’efficacia del gruppo creato sulla nostra pagina facebook “Persi e Trovati Monza e Brianza”, riescono a ritornare in famiglia. Ma la storia di questo micio è decisamente singolare.

Tutto comincia con un annuncio apparso sulla nostra pagina facebook: il 17 aprile si smarrisce a Cernusco sul Naviglio (MI), in via del Carso, Celestino, detto Tino, un micione castrato avanti con gli anni (scopriremo che ne ha ben 18!) e con bellissimi occhi azzurri. Segno particolare: la punta dell’orecchio destro tagliata, tipico segno di riconoscimento praticato sotto anestesia al momento della sterilizzazione da parte dei veterinari di una ATS. (A sinistra, le immagini usate nell’annuncio di smarrimento.)

Nel frattempo arriva all’ENPA la segnalazione di una signora che denuncia la presenza, in un cantiere di Cernusco sul Naviglio ora fermo, di un gatto in cattive condizioni di salute. Teme che con la riapertura del cantiere il micio possa trovarsi in pericolo, così Sergio, operatore ENPA, si reca sul posto e recupera l’animale.

Una volta arrivato al gattile di Monza, il micio viene prontamente visitato: si scopre che è una femmina, non giovanissima, magra, molto disidratata e affetta da rinite, sterilizzata (foto a destra). Segni particolari: la punta dell’orecchio destro tagliato (sotto a destra).

La storia si complica …  

Qui comincia la particolarità di questa storia.Il cantiere dove è stata recuperata la micia si trova a poca distanza dalla casa di Tino, la gatta portata al rifugio di Monza è sterilizzata come lui, entrambi hanno il taglio all’orecchio destro e i due sono praticamente identici per il colore molto caratteristico del mantello e degli occhi.

Possibile che siano tutte coincidenze? Per Daria, co-responsabile del gattile, sono un po’ troppe, è cosi telefona alla proprietaria di Tino comunicandole che in gattile c’è una gatta molto simile a lui.

… ma si conclude con un lieto fine!

Subito dopo essere stata contattata la signora si precipita in gattile e qui, tra la sorpresa di tutti, si scopre che la gatta è proprio il suo Tino!

Ma come è possibile? La signora non era a conoscenza delle differenze anatomiche tra un gatto castrato e una gatta, decisamente più visibili nella specie canina, e aveva adottato l’animale presso un’associazione quando aveva cinque anni, già sterilizzato e, a loro dire, di sesso maschile.

La cosa curiosa è che nessun veterinario che l’ha avuto in cura si è mai sincerato del reale sesso dell’animale, fidandosi evidentemente di quanto dichiarato dalla proprietaria.

L’importante comunque è che Tino (anzi, Tina!) abbia potuto ricongiungersi con la sua padrona, è ritornato in famiglia e dovrà seguire una dieta e una terapia idonee ai suoi problemi di salute, prescritte dai veterinari ENPA, che l’hanno visitata al suo arrivo nel rifugio.

E ora, in mezzo ai tanti annunci di animali tuttora smarriti, sull’immagine di Tino / Tina è apparsa la scritta che vorremmo vedere per tutti: “RITROVATA!”

Nelle immagini: le foto di Celestino/a nell’annuncio di smarrimento; la micia ricoverata in gattile e un primo piano dell’orecchio tagliato; nell’ufficio del rifugio, ricongiunta con la sua proprietaria

Pubblicato il 23 aprile 2020

Se ne è andato Luis Sepùlveda, lo scrittore che amava gli animali.

Attivista politico, ambientalista e animalista di origini cilene, Luis Sepùlveda è morto il 16 aprile a seguito di una lunga degenza per Covid-19.

Era un vero amante degli animali, ha insegnato il rispetto per gli altri e per l’ambiente che ci circonda a intere generazioni. Tra le numerose opere che lo resero celebre in tutto il mondo, la favola-parabola Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

«Sono in tanti oggi a provare un senso di dolore e di rabbia, afferma Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA – ma soprattutto riconoscenza. Dolore e rabbia perché rimane la sensazione che questa incredibile tragedia, che sta colpendo il mondo intero e che ha portato via anche Luis Sepulveda, poteva essere evitata. Si potevano cogliere i segnali, la necessità di ristabilire il rispetto e la tutela per l’ambiente che ci circonda.»

Verso Sepùlveda proviamo profonda riconoscenza per l’incredibile patrimonio che ci ha lasciato. Era un vero animalista: per lui gli animali erano membri della famiglia. Aveva gatti, cani, cavalli, pecore, lama, ricci e persino una rana. E a chi gli chiedeva come facesse, rispondeva «la vita con gli animali non è così difficile come qualcuno crede, basta rispettare i loro spazi e insegnare loro a rispettare i nostri». Rispetto è la parola chiave dalla quale ripartire, ora più di sempre.

Con le sue favole e i suoi personaggi, principalmente animali, Sepùlveda ha cresciuto piccoli e grandi sognatori che sono in grado di intravedere un altro mondo dove regnano principi umani di solidarietà, rispetto e fratellanza. Dove la lentezza, intesa come capacità di soffermarsi a capire e riflettere, è ancora un valore. Dove i protagonisti reagiscono, osano e alla fine trovano la strada per spiccare il volo.

Quanti messaggi in quelle parole…

Qui sotto riproponiamo uno stralcio della sua Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

 “Miagolare l’idioma degli umani è tabù. Così recitava la legge dei gatti, e non perché loro non avessero interesse a comunicare. Il grosso rischio era nella risposta che avrebbero dato gli umani. Cosa avrebbero fatto con un gatto parlante? Sicuramente lo avrebbero chiuso in una gabbia per sottoporlo a ogni genere di stupidi esami, perché in genere gli umani sono incapaci di accettare che un essere diverso da loro li capisca e cerchi di farsi capire. I gatti sapevano, per esempio, della triste sorte dei delfini, che si erano comportati in modo intelligente con gli umani e così erano stati condannati a fare i pagliacci negli spettacoli acquatici. E sapevano anche delle umiliazioni a cui gli umani sottopongono qualsiasi animale che si mostri intelligente e ricettivo con loro. Per esempio i leoni, i grandi felini, obbligati a vivere dietro le sbarre e a vedersi infilare tra le fauci la testa di un cretino; o i pappagalli, chiusi in gabbia a ripetere sciocchezze. Perciò miagolare nel linguaggio degli umani era un grandissimo rischio per i gatti.”

La vita che si rinnova

E chissà, forse è un segno del destino che proprio il giorno della sua morte siano arrivati al canile di Monza due cuccioli, che in suo onore sono stati chiamati Sepul e Veda (a destra).

I piccoli, due maschi meticci tipo cane da pastore, sono ancora molto giovani e saranno adottabili una volta terminati i controlli sanitari.

Pubblicato il 22 aprile 2020

Coronavirus e randagismo, il Governo sblocca le sterilizzazioni.

l Ministero della Salute sbocca le sterilizzazioni. L’Ente Nazionale Protezioni Animali ringrazia il Ministro Roberto Speranza e la direzione competente per la veterinaria che ha portato al provvedimento di pochi giorni fa, essenziale per la risoluzione del problema del controllo delle nascite. Una richiesta di intervento che ENPA, cogliendo un’istanza forte e generalizzata, aveva portato all’attenzione del Ministero e che con il provvedimento dell’8 aprile è stata prontamente accolta, rendendo indifferibile per le ASL procedere da subito con le sterilizzazioni. Il documento del Ministero parla in particolare delle “attività dei servizi veterinari competenti destinate al controllo della popolazione dei cani randagi e delle colonie feline previste ai sensi della L. 281/91, il cui svolgimento dovrà tenere conto della situazione locale in base alla valutazione effettuata dalle Regioni e Province autonome”.

Un intervento essenziale contro il randagismo e il boom delle nascite

«Si tratta di un provvedimento indispensabile – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale ENPA – senza le sterilizzazioni avremmo avuto senz’altro un boom delle nascite con conseguenze gravissime per il fenomeno del randagismo. Con l’intervento di oggi (8/4/2020, NdR) dunque si previene un grave problema che sarebbe stato ancora più difficile da risolvere nelle condizioni di emergenza in cui ci troviamo tutti, in particolare chi si trova ad assistere gli animali randagi.»

Pubblicato il 20 aprile 2020

Cina: stop a cani e gatti in elenco cibi commestibili.

ENPA accoglie con cauto ottimismo la scelta della Cina di escludere dall’elenco degli animali commestibili cani e gatti. D’ora in poi saranno definiti animali domestici, anziché bestiame.

La proposta di legge è stata comunicata dal ministero dell’Agricoltura e degli Affari Rurali del governo di Pechino a seguito della diffusione dell’epidemia di coronavirus, la cui trasmissione all’uomo sarebbe collegata al consumo di animali selvatici. Nell’elenco pubblicato dal Ministero c’è una lista di animali che possono essere allevati per carne, pelliccia o per scopi medici. Cani e gatti non sono tra questi. Nel comunicato si specifica inoltre che il termine “bestiame” si riferisce agli animali che “sono stati addomesticati e fatti riprodurre per lungo tempo” al fine di ottenere prodotti come carne, uova e pelliccia oppure per fini medicinali e militari.

Il consumo della carne di cani e gatti non è illegale in Cina, ma rimane estremamente minoritario e suscita crescente opposizione da parte della popolazione e nei giorni scorsi Shenzhen è stata la prima città cinese a metterne al bando il consumo e il commercio.

Carla Rocchi, Presidente nazionale ENPA, ha dichiarato: «Si tratta di una decisione che arriva con anni di ritardo. Ora aspettiamo con urgenza lo stop dei wet market, luogo da dove questa immane tragedia è iniziata».

Pubblicato il 19 aprile 2020

Ecco i vincitori del concorso “Conigli alla Riscossa” 2020!

Si è conclusa alla mezzanotte di sabato 11 aprile la seconda edizione del concorso fotografico “Conigli alla Riscossa” dell’ENPA di Monza e Brianza e siamo lieti di poter annunciare i vincitori!

Il Premio Giuria è stato assegnato a Puff di Attilio Busolo (foto a destra e in fondo). Sono piaciuti a ENPA la qualità tecnica della fotografia, le sfumature di rosa, beige e bianco nel semplice “set” fotografico e l’accenno alla Pasqua (il coniglietto di peluche). Attilio ci assicura che Puff è un “tenerone morbidoso” e dalla foto siamo sicuri che abbia ragione!

Il Premio Star dei Social è andato al coniglietto più votato dal pubblico, Nebbia di David Rossi con ben 463 “like”! Il dolce Nebbia, bianco e grigio come il suo nome, è presentato in una cornice a tema pasquale mentre mangiucchia una margherita. (Sotto, l’attestato; in fondo, la foto.)

ENPA ha voluto però assegnare un altro premio “a sorpresa” a una terza fotografia che ci ha messi tutti di buonumore (e ne abbiamo davvero bisogno in questo momento …), quella che Angela Aurora de Stena ha fatto al suo coniglio Pilo. Abbiamo intitolato il premio “Trova l’intruso” per il gran numero di coniglietti di ogni tipo e le colorate uova di Pasqua con i quali ha riempito il set fotografico, una vera e propria esplosione di allegria! (Sotto e in fondo.)

I tre vincitori riceveranno ciascuno un cesto regalo e un attestato personalizzato. Puff e Attilio (Premio Giuria) riceveranno inoltre la stampa su tela della foto vincente.

Menzione d’Onore.

Ma non è finita. Perché ENPA ha voluto assegnare a una coniglietta molto particolare uno speciale riconoscimento, o meglio una “Menzione d’onore”. Si tratta di Blacky, una nonnina di 14 anni compiuti, nera come la notte, di Sara Mazzacani.

Maltrattata e costretta a vivere sempre in una gabbia prima di essere adottata da Sara, negli anni ha avuto diversi problemi di salute (l’ultimo, 6 mesi fa, una brutta infezione a un orecchio). Ma Sara e suo marito Bob l’hanno sempre curata con infinita dedizione. Sebbene il suo passato le abbia lasciato pure un carattere non facile, convive serenamente con due gatti e un cane. A Blacky va uno speciale certificato “Per la sua rispettabilissima età e il suo carattere tenace” (a sinistra; in fondo, la foto).

Gli attestati e premi potranno essere ritirati su appuntamento presso il rifugio di Monza in via San Damiano 21, una volta che le restrizioni e divieti sulla circolazione saranno tolte.

Complimenti a tutti i vincitori e grazie a tutti i proprietari di conigli che hanno partecipato con grande passione al concorso.

Il Buongiorno comincia con un coniglio

Ricordiamo che in parallelo con il concorso, ogni mattina per un mese ci ha salutato su Facebook uno dei tanti conigli (più qualche intruso) del rifugio di Monza in cerca di casa, accompagnato da una spiritosa poesia e consiglio in rima. Potete vederli tutti QUI.

L’album con tutte le foto del concorso invece è visionabile QUI.

PHOTOGALLERY DEI VINCITORI

PUFF – Premio Giuria


NEBBIA – Premio Star dei Social


PILO – Premio a sorpresa “Trova l’Intruso”


BLACKY – Menzione d’Onore

Pubblicato il 12 aprile 2020

Non c’è tre senza quattro: anche Toby è andato a casa!

Già, per quanto ci riguarda sarà il caso di rivedere il vecchio adagio, perché dopo le tre adozioni “eccellenti” di Chicco, Tarzan e Poldo, è arrivata, proprio nel periodo di emergenza coronavirus in cui le adozioni sono per forza di cose un po’ più complicate, la quarta, quella di Toby!

Anche in un momento così difficile, quindi, riusciamo a darvi una bella notizia, felicissimi che un altro quattrozampe, proprio quello che aveva ereditato da Chicco il primato di cane da più tempo ospite nel canile, abbia trovato finalmente un papà eccezionale che lo ha accolto e con cui pare stia andando tutto a gonfie vele.

Così anche per Toby è arrivata quell’adozione ormai insperata, dal momento che tutti gli appelli che avevamo fatto per lui sembravano essere caduti nel vuoto.

Un percorso in salita e una bellissima conclusione!

Toby aveva fatto il suo ingresso nel canile di Monza nel lontano 6 giugno 2015, ceduto dalla famiglia che lo aveva con sé da ben 5 anni per la morte del suo padrone.

Molto diffidente, sia per problemi motivazionali dovuti a quel mix di razze orientali, chow chow e sharpei, che certo non facilitano gli approcci con gli estranei, sia per le esperienze passate, la relazione con lui è stata costruita giorno dopo giorno. Il gruppo delle educatrici cinofile ENPA ha fatto un grosso lavoro per aiutarlo a fidarsi delle persone e approcciarsi a loro con un po’ più di fiducia.

Anche il suo inserimento nel Progetto Famiglia a Distanza, dove ha trovato diverse famiglie che lo hanno scelto, conosciuto e amato, lo ha aiutato nel suo percorso.

Nonostante gli indiscutibili progressi, però, un’adozione per Toby tardava ad arrivare… fino a quando, un paio di mesi fa, Francesco, un ragazzo alla sua prima esperienza, è venuto in canile per cercare un compagno di vita. Dopo il colloquio preliminare sembrava davvero la persona giusta per Toby e Francesco ha accettato la proposta di intraprendere un percorso di conoscenza per arrivare a una futura adozione. Beh, quell’adozione che tanti speravano è arrivata!

Toby, adorabile testone, con il suo personalissimo carattere ha conquistato molte persone, volontari e genitori a distanza: certo sembrerà strano vedere il suo box vuoto, ma saperlo in una vera casa non ha prezzo!

Nelle foto: Toby all’uscita del canile di Monza con il suo nuovo “papà” Francesco, e nella sua nuova casa. In fondo, un breve video.

Guarda il VIDEO:

Pubblicato il 13 aprile 2020

Pasqua 2020. Uccidere un agnello non toglie i peccati del mondo; anzi, ne aggiunge uno!

Sarà una Pasqua strana, per certi versi cupa; ma forse di rinascita.

Nuovi scenari sono all’orizzonte, sarà inevitabile la riconsiderazione di stili di vita, vecchi retaggi, abitudini malsane.

Il nostro augurio è quello di vedere la fine delle superstizioni, delle tradizioni arcaiche che vedono l’umanità moderna consumare, ancora oggi, sacrifici come nella sua età arcaica, senza evoluzione.

L’agnello pasquale, distorta interpretazione del messaggio biblico, come rito tribale in salsa cibernetica, cavalcato dal consumismo e sganciato dalla realtà fatta di esseri senzienti, strappati a madri piangenti, trasportati senza pietà e riguardo, lasciati nei macelli in attesa della morte (è questa una ultima “novità” ministeriale) fino a 72 ore.

Buona Pasqua, d’amore e non di sangue.

Pubblicato l’8 aprile 2020